Vialli al salone del libro racconta della sua malattia e sul futuro risponde con un sorriso a un giovane fan, nessun commento e tanta commozione.

Ho fatto un lavoro per tanti anni. Per noi calciatori è fondamentale trovare le motivazioni giuste. Da allenatore ho poi imparato le tre C: essere chiaro, conciso e concreto. Mi sono innamorato perciò dei mantra, diventandone collezionista e appendendoli nel mio ufficio a Londra. La ripetizione delle affermazioni, col tempo diventa un credo. E quando diventa profonda convinzione, delle cose magiche cominciano a succederti.
Voglio ispirare le persone, voglio che la gente mi dica: grazie a te, non ho mollato.
Non vorrei che questa condivisione assumesse toni un po’ troppo tristi. Sono consapevole di non essere l’unico in questa sala che sta provando a gestire questo viaggio, questa condizione.

Li saluto e sono particolarmente vicino. Io ho deciso di tenermela per me, avevo bisogno di serenità e non mi andava di renderla pubblica… Pensavo: ‘Lo dico agli amici più cari, alle persone di famiglia. Una volta risolta, la condividerò’. Quindi l’ho scritta.

Fin dall’inizio l’ho considerato un accadimento da gestire, e gestibile utilizzando le cose di oggi, ossia chirurgia e cure. Credo che queste due cose, abbinate a un atteggiamento mentale di un certo tipo, possano aver aiutato. Ho lavorato molto attraverso quest’aspetto, la mia coscienza è stata a disposizione dell’energia che c’è nell’universo. Il cancro non è un nemico, non l’ho affrontato come in guerra. Onestamente ho detto: se è vera questa cosa dell’energia… ecco, se avessi fatto incazzare il cancro, forse non ce l’avrei fatta.

Ora ha ricominciato a fare delle cure, tutto ‘per gestire una situazione’. Con la speranza, magari, ‘di pensare a quest’esperienza con un po’ di gratitudine. Magari questo mi renderà una persona migliore’.

Diversi giornalisti presenti hanno chiesto della cessione e della Samp ma Luca non ha risposto, solo un sorriso per un giovane fan con la sciarpa blucerchiata e un autografo…

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