I gemelli del gol

Seconda parte

(qui la prima parte)

In blucerchiato arriva la mia consacrazione, grazie anche a mister Vujadin Boskov, che ha reso la mia giovinezza straordinariamente bella: oggi che non c’è più me lo immagino in cielo, seduto accanto a Mantovani… A Genova vinco il mio primo scudetto, quattro Coppe Italia, una Supercoppa di Lega e un mio gol in coppa delle Coppe

ROBERTO MANCINI E GIANLUCA VIALLI NELLA SAMPDORIA FOTO OMEGA (Agenzia: OMEGA)

Alla Samp trovo un feeling molto intenso con il mio compagno di reparto Luca Vialli: eravamo diversi ma molto affiatati, come due poli che si attraggono. Insieme diventiamo i “Gemelli del Gol” per la nostra intesa sotto porta: sentivo che un assist per un mio compagno era come segnare. Conoscevo Luca perché eravamo compagni in nazionale under 21 e l’avevo più volte esortato a venire alla Samp. Dopo di lui, pezzo pezzo, arrivano tutti grandi talenti alla corte del Presidente Mantovani, e la squadra cresceva. Era un momento magico, un gruppo di amici che divenne un gruppo di campioni.

Nella stagione 1991/92 con la Samp ebbi l’opportunità di disputare una finale della Coppa dei Campioni contro il Barcellona del grande Johann Cruijff e di Pep Guardiola: sfiorammo l’impresa perdendo ai tempi supplementari per un gol di Koeman al minuto 112. Quella partita rimane il mio unico, vero rimpianto. Un dolore forte: sapevamo che alla Samp quella sarebbe stata “la nostra prima e ultima occasione”.

Dopo la finale della Champions era finito un ciclo. Il Presidente Mantovani (che era uno molto avanti) comprese che doveva vendere alcuni campioni per finanziare un’altra grande Sampdoria acquistando in quel momento giovani promesse, i futuri campioni con cui vincere ancora. L’estate del 1993 iniziò il suo progetto. Ricordo una telefonata: vedevo partire tutti, così gli dissi “Presidente vado via anch’io perché senza i compagni come possiamo vincere….”. La sua reazione, dopo avermi mandato a “quel paese” ed appeso il telefono fu l’acquisto di 4 giocatori come Platt, Jugovic, Gullit ed Evani. Avrebbe venduto tutti, ma non me. Ed io non potevo andare in un Club diverso da quello di Mantovani.

Poi accadde l’imprevedibile… Il Presidente Mantovani non ebbe il tempo ed il modo di realizzare il suo progetto: il 14 ottobre 1993 un grande uomo lasciò questa vita.

 

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