Buon compleanno a Claudio Bellucci!


Tanti auguri a Claudio Bellucci (Roma, 31 maggio 1975), allenatore di calcio ed ex attaccante della Sampdoria.

Claudio, cresciuto nelle giovanili della Lodigiani, ha iniziato la sua carriera professionistica nella Sampdoria, facendo l’esordio in Serie A nella stagione 1993-1994 a 18 anni.

Nella stagione 1994/95 passa in prestito al Fiorenzuola in C1, ma dopo pochi mesi rientra alla Sampdoria a causa del grave infortunio subito da Bertarelli.


Debutta anche in Coppa delle Coppe
, in occasione di Sampdoria-Porto (0-1) del 2 marzo 1995; soprattutto, nella manifestazione europea mette a segno una doppietta contro l’Arsenal nella semifinale di ritorno del successivo 20 aprile, tuttavia inutile ai fini del passaggio del turno dato che i blucerchiati perderanno ai tiri di rigore.

Il Campionato successivo, chiuso dai compagni Mancini, Chiesa e Maniero, viene utilizzato poco e nel 1996 scende di categoria con il Venezia.

Giocherà quattro anni al Napoli, e dal 2001 a Bologna. Nel 2007 in scadenza di contratto firma nuovamente con la Sampdoria.

Nella stagione 2010-2011, in scadenza di contratto, decide di ritirarsi dall’attività agonistica per dedicarsi a quella di allenatore.

I suoi ricordi alla Samp 

Arsenal a parte, qual è il ricordo più bello con la Samp?

“Il primo è l’esordio in semifinale di Coppa Italia, a Pisa Eriksson mi fece calciare uno dei rigori e presi la traversa, ma san Pagliuca ne parò 3, andammo in finale e vincemmo con l’Ancona. Poi ricordo il primo gol in serie A con il Cagliari a Marassi, finì 5-0, la mia prima di titolare con un attacco Bellucci-Gullit-Mancini”.

Hai giocato con grandi campioni, su tutti Cassano e Mancini, parlaci di loro:

“Roberto Mancini è un grande, sono cresciuto sotto la sua ala e quando lo incontro ho ancora soggezione, mi emoziona, perchè Mancio è la Sampdoria. Antonio fa parte della storia della Samp e ha fatto divertire la gente. Mancini mi ha fatto crescere da ragazzino fino all’Arsenal. A livello tecnico come eleganza metto Mancini nei primi tre giocatori della storia del calcio italiano. Antonio e Roberto erano accomunati dalla grande voglia di fare assist per i compagni. Mancini era più bomber di Cassano”.