Accadde oggi: 13/9/1989 – Coppa Coppe Brann Bergen-Sampdoria 0-2, reti di Vialli e Mancini.

“La Samp dà l’ impressione di sempre, ragazzi ben vestiti e ricchi, dicono anche un po’ viziati. Ma stavolta c’ è qualcosa di diverso, la bella senz’anima s’è costruita uno zoccolo duro, le delusioni del passato hanno fatto scuola, la vittoria di domenica sull’ Inter ha il sapore della svolta. E’ una Samp più forte dentro, il bel gioco ora si sposa alla convinzione che quel che conta è soltanto il traguardo, le tappe intermedie se le dimenticano tutti in fretta. La nuova Samp ricomincia da Nord: Bergen, Norvegia, sullo stesso parallelo di Helsinki e Leningrado. E Mantovani vuole raccogliere i frutti dei tanti miliardi che ha speso, lo scorso anno la Coppa delle Coppe fu solo sfiorata (k.o. in finale col Barcellona), lo scudetto perso in fretta. Ora non temiamo più nessuno assicura Boskov. Lo schiaffo di Ascoli ci ha fatto bene, bisogna scendere sempre in campo per vincere, contro il Bogliasco come contro l’ Inter. Non si sentono più debuttanti assoluti, i blucerchiati. Nell’ 84 spiega Mantovani, insolitamente loquace dissi: prepariamo i passaporti. Ora in Europa ci siamo, è la terza partecipazione della mia Samp (n.d.r.: in precedenza solo un assaggio, nel lontano ‘ 62), il passaporto non è più per noi una parola sconosciuta. Il nostro segreto sta nell’ unione tra società, giocatori e tifosi: domenica mi ha fatto più piacere lo striscione benvenuti i campioni d’ Italia che il gol di Vialli. A proposito: Vialli ci fa comodo perchè accentra l’ attenzione, ma probabilmente sui giornali ha titoli al di là dei suoi meriti… dov’ è Gianluca, non lo vedo qui con noi: dorme ancora? Ah, già, lui vuol esser sempre l’ ultimo. E difatti arriva ultimo, con Egil Ahlsen, l’ uomo che l’ ha già marcato in Norvegia-Italia e lo marcherà pure stasera: lo aspetta per farsi fotografare con lui. Vialli domenica ha segnato il primo gol al suo amico Zenga e pare aver dimenticato le tossine di un avvio litigioso. Il presidente ha ragione: ho titoli superiori ai miei meriti, ma anche ai miei demeriti, quando si perde tutti voi e si gira ammiccante ai giornalisti, italiani ovviamente vi ricordate sempre di me. C’ è voglia di sentirsi grandi. E non più sotto esame.”

Quello che avete appena letto è uno stralcio di un articolo del 13 settembre 1989 scritto per La Repubblica da Fulvio Bianchi, in queste righe, scritte poche ore prima della partita valevole per i sedicesimi di Coppa delle Coppe si respira il clima che si viveva in quel periodo intorno alla Samp ed ai suoi protagonisti.

I frutti dei tanti miliardi spesi Mantovani li raccoglierà e regalerà a tutti noi tifosi il periodo più bello della storia della Samp.

Il 13/9/1989  Brann Bergen-Sampdoria finirà 0-2 grazie alle reti di Vialli e Mancini, e sarà l’inizio di una cavalcata che porterà alla vittoria.

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