Ferrari: “Essere fuori dalla zona rossa è tanto per il morale, ora però non sentiamoci arrivati. Se il mister lo chiede torno sulla destra”.

Alex Ferrari, modenese difensore della Sampdoria dal giugno 2018, è stato intervistato dal Secolo XIX, questo è quanto ha raccontato a chi lo ha ascoltato:

Parente dei Ferrari di Maranello? «Me lo chiedono tutti ma a Modena di Ferrari siamo in migliaia. Nessuna parentela purtroppo (sorride). Guido una Smart e sono un ragazzo semplice».

Che effetto le fa aver soffiato il posto a Murillo? «Non la vedo così, ogni domenica ce la giochiamo. Penso piuttosto che la concorrenza è positiva perché tiene tutti sul pezzo e ci costringe a meglio. Se uno avesse la certezza del posto rischierebbe cali. Ovviamente sono felice se gioco».

E’ un difensore poco appariscente ma efficace. ll suo pregio e ii peggior difetto? «Pregio direi la capacità di tenere la concentrazione costante. Difetti molti, devo migliorare un po’ su tutto».

Avrà tanti difetti ma Ranieri ha scelto lei con Colley e adesso la difesa è blindata. «Devo dire che l’anno scorso con Giampaolo è stato fondamentale, non ho giocato molto ma la sua palestra mi ha fatto crescere molto.

E con Colley come va? «Abbiamo la fortuna di conoscerci bene perché l’anno scorso ci allenavamo insieme in coppia (erano le ”riserve”, i titolari Andersen e Tonelli, ndr). Penso siamo un bel duo».

Colley più istintivo, lei più riflessivo? «Non so, c’è feeling e dove non arriva uno, arriva l’altro».

Siete due spilungoni (191 cm) ma zero gol di testa «Onestamente non ne ho mai segnati: o non sono portato o sfortunato (ride). Spero di sbloccarmi però».

Senza Bere e Depaoli può servire un terzino destro… «Se il mister lo chiede torno sulla destra. Per stazza sono più centrale ma ho le caratteristiche per fare i due ruoli».

Parla poco…«Preferisco lavorare sodo e parlare poco, penso sia un po’ nel dna della mia famiglia e della mia città, Modena, a cui sono molto legato. Non significa che non ami scherzare».

Con chi vive di più fuori dal campo? «Purtroppo con Murru (ride): siamo dal giorno alla notte e così ci siamo trovati. Vivo da solo, non ho fidanzata e appena posso torno a Modena dove frequento da sempre gli amici modenesi nessuno dei quali fa il calciatore»

Dicono sia un grande mangiatore di focaccia. Ma meglio le trofie  o i tortellini? «Confermo la focaccia alla seconda non rispondo! i tortellini per un modenese sono religione, non si discutono».

Vasco Rossi, Pavarotti o Guccini? «Non stravedo per la musica, mi dispiace deludervi ma non sono un fan dei miti modenesi nel mondo. Seguo più il MotoGp».

E il Modena calcio? «Ci Lavora mio fratello Tomas, come portiere e ds delle giovanili,ma io non ho trascorsi lì perché a differenza del Bologna mi hanno bocciato in un provino delle giovanili».

Nonno, papà e fratello erano tutti portieri, Lei? «lo mai ho iniziato da difensore e lo sono rimasto, Non so se sia un bene (sorride)»

Era juventino da bimbo e aveva come idolo Del Piero. «Da bambino si, è vero, E Del Piero mi piaceva in campo ma anche fuori. Come difensore però i miei idoli sono stati Cannavaro e Nesta».

Lunedì c’è il Cagliari in Sardegna conche spirito? «Finalmente più leggero. per giocarcela. Aver fatto un passo  fuori dalla zona rossa è tanto per il morale. Ora però non sentiamoci arrivati».

Cosa è cambiato da Di Francesco a Ranieri «Bella domanda, la serenità. L’esonero di Difra è stata una sconfitta anche per noi calciatori. Ranieri ha portato calma e carisma: quando parla, ricordi ciò che ha fatto a Leicester e ha una credibilità enorme, parla per lui la storia».

L’attaccante più difficile da marcare? «Per me così alto, dico Dybala: bassino, rapido e tecnico. Anche Muriel è difficile. Ma credetemi difficile come marcare Quagliarella in allenamento non c’è niente».

(Photo by Giuseppe Cottini/NurPhoto via Getty Images)