Maraschi e quel gol in rovesciata in extremis nel derby dei “misci”. Video.

17 marzo del 1974, ventunesima giornata del campionato di serie A. Le due squadre genovesi erano in fondo alla classifica, il Genoa 12 punti, la Sampdoria ultima a 11, anche per i tre iniziali di penalizzazione. Quel derby È passato alla storia come la stracittadina “del maraschino”. Finì 1-1 per una rovesciata in extremis di Mario Maraschi, centravanti blucerchiato, un gol indimenticabile: stop di petto, rovesciata.

Ad ottant’anni, compiuti lo scorso 28 agosto, il bomber non ha perso la verve, Maraschi ricorda una partita durata una settimana:

“Ci siamo parlati tra i più esperti, io, Salvi e Lippi. Sapevamo che non potevamo perdere. I tifosi del Genoa erano sicuri della nostra retrocessione e ci deridevano. Ricordo che uno venne addirittura al nostro campo di allenamento e finì a botte. Gli ambienti caldi mi hanno sempre caricato e, dopo il gol di Derlin, incitavo i compagni ad andare tutti avanti” ha raccontato proprio Maraschi a La Repubblica.

Maraschi alla Samp era arrivato via Cagliari: “L’anno prima dovevo andare alla Juventus e invece finii sull’ isola, dove non mi trovai bene, ma andavi dove ti mandavano. E senza discutere. Capitò l’occasione della Sampdoria, dove conobbi Glauco Lolli Ghetti, il presidente, armatore e persona squisita. Giocai anche a golf nel suo club a La Margara nell’alessandrino. Il tecnico Guido Vincenzi non mi rendeva la vita facile. Un’amichevole a La Spezia ha cambiato la stagione. Ho fatto tre gol ed è stato costretto a rimettermi in campo e con la Lazio, che poi è diventata campione d’Italia, ed il 10 febbraio ho segnato, di testa, la rete decisiva, sotto la Sud, sovrastando Oddi. Troppo bello”.

Chi perdeva, rischiava di finire all’inferno, di fare una vita impossibile a causa degli sfottò dei cugini. Quando si giocava il derby, all’epoca Marassi era per tre quarti rossoblù e sono dovuto andare via con la polizia, perché i genoani erano tutti arrabbiati. Stavo poco dentro l’area, con attaccato un difensore, non ricordo chi fosse. Penso che dovrei tentare il colpo di testa, poi capisco che non ci arrivo, ma non ho neanche il tempo per girarmi. D’istinto, mi viene da agganciare il pallone abbassandomi con la schiena, sento il pallone sul collo del piede e capisco che potrebbe venir fuori qualcosa di eccezionale“.

Ed eccolo quel bellissimo gol nel video del canale ufficiale Sampdoria

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