Palombo: “Darei un braccio per giocare sabato sera. Per Ranieri parla la storia!”

Angelo Palombo ex capitano della Samp e ora nello staff di Ranieri ha parlato al SecoloXIX, questa la sua intervista:

“Ricordo il primo derby, il tifo al nostro ingresso in campo, se non ci metti tutto quello che hai non la vinci”.

Angelo Palombo di derby ne ha giocati 17 in 15 anni (2002/2017) vincendone 8 e perdendone 6. E fosse stato per lui ne farebbe ancora.

“Darei un braccio per giocare sabato sera, ricordo uno tra i miei primi sotto la pioggia, ero un ragazzino, vincemmo 2a0 con gol di Zivkovic e Conte e restai di stucco per Marassi. Mi dissi: -Dove sono finito, Dio aiutami tu-. Tremavo… Da allora è sempre stato così. Un’emozione incredibile da vivere».

Potrebbe giocare ancora… “Quaglia  ha solo due anni meno di me, ho smesso troppo presto (sorride)”.

Per qualche giorno ha pure allenato la Samp, ha pensato di restare in sella? “Devo dire la verità: fino a quel giorno stavo imparando il mestiere da allenatore ma ero ancora giocatore, mi mancava il campo. Se mi avessero chiesto la disponibilità di restare come tecnico però, avrei declinato. Era ed è un momento troppo delicato e serve un tecnico con l’esperienza di Ranieri per portarci fuori dal guado. Thiago aveva già esperienze nelle giovanili e sono contento per lui: ha le idee chiarissime”.

Da Giampaolo a Ranieri passando per Dì Francesco. in sei mesi. Differenze? “Molto diversi, già dal modulo si capisce. Tre grandi allenatoti però. lo stesso Eusebio è capitato qui nel momento sbagliato ma è un grande. Per me è una fortuna poter imparare da tre così. Giampaolo è la cultura del lavoro: è un perfezionista che è felice solo se arriva alla partita avendo fatto in settimana tutto quello che si etti prefissato. Difra mi ha insegnato che nel passare da calciatore ad allenatore c’è da fare uno scatto mentale e per riuscirci non ti puoi allenare coi giocatori come facevo io. Ranieri dovreste sentire quando  parla alla squadra dopo una sconfitta: mai sfuriate ma concetti che arrivano dove devono. È un’arte saper parlare così”.

Ranieri è l’uomo giusto?  “Per lui parla la storia. i Quando un giocatore lo guarda,  pensa con lui non posso sbagliare, Il momento è delicato ma ha dato fiducia e tranquillità. Sì, è giusto”.

Quartultima a 12 punti. Analogie con la sua Samp 2011 che finì in B? “Per me no. La classifica è preoccupante ma il campionato è lungo e sono ottimista perché vedo la squadra viva. All’epoca facemmo l’errore di trovare ciascuno i motivi, gli alibi, per giustificare le cose che andavano sempre peggio: il mercato, la società, i giornali… Tra l’altro non eravamo pronti ai bassifondi a lottare, oggi il gruppo è sul pezzo e sta già lottando”.

Ora c’è il derby della paura: chi ci arriva peggio? “Tutte e due sono in difficoltà ma per nessuna delle due sarà decisivo. importantissimo sì, ma non decisivo. Per noi conterà l’atteggiamento: continuare a credere al lavoro che si sta facendo. Poi va beh è ovvio se mi chiedono se preferisco avere l’atteggiamento giusto e perdere o sbagliato e vincere, dico tutta la vita vincere: Ma quello perché ormai questa partita la sento come i tifosi”.

Che succede a Caprari? “E’ un giocatore con grandissime potenzialità. Deve convincersene lui, di testa”. Come Bonazzoli. “Si. Federico era sempre un bambinetto ma da questo ritiro l’ho visto subito che ha  fatto tesoro di qualche sberla presa, dovreste vedere ora come è maturato”.

E Ramirez perché è cosi discontinuo? “Aigiocatori di grande qualità può capitare una partita sbagliata ma lui, come Gianluca, ha qualità e sente molto

E Quaglia si è ripreso dal rigore fallito? “Ma certo! Non ha certamente problemi per per l’errore, fanno parte del calcio, io piuttosto mi ero toccato in settimana leggendo un articolo che parlava della sua infallibilità dal dischetto… (sorride). Mister Ranieri dice sempre “se si sbaglia un passaggio non adico niente, ma non mi fate vedere che mollate un centimetro perché da allenatore divento un cannibale”.

Sabato si aspetta qualche sorpresa dal suo compagno di corso Motta? “La sorpresa sarà che ribadirà la sua filosofia di gioco, è uno che non si snatura. Fa bene, bisogna credere nel proprio modo di vedere calcio”.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: