Iachini: “Ero il capitano di Ranieri, un bel periodo. Alla Samp come se fossi stato 10 anni, le emozioni non cambiano”

Mister Iachini, affrontare da allenatore avversario la Sampdoria al Ferraris non è più una novità. Ma le emozioni come cambiano di volta in volta?
«In nessun modo. Lo sappiamo, dai. La Sampdoria e Genova rappresentano un periodo di grande benessere della mia vita. Mi sembra di esserci rimasto dieci anni per il carico di affetto, empatia, stima che mi hanno lasciato».

Ancora una volta è stato vicino a tornare alla Samp, nel dopo-Di Francesco.
«Sono situazioni che fanno parte del nostro lavoro. A volte le cose vanno a buon fine, altre no. Solo il fatto che il mio nome viene accostato alla Samp mi basta. Mi fa sempre piacere. In quel campionato avevamo fatto un gran lavoro. Ci ripenso frequentemente e ne parlo con i miei collaboratori Carillo (il vice) e Tafani (il preparatore atletico). Poi qui a Firenze abbiamo ritrovato anche Marangon (già responsabile della comunicazione Samp e ora team manager viola). Ognuno ci mette il suo contributo di ricordi. Per me quella promozione è stata come vincere uno scudetto. Quando io e il mio staff eravamo arrivati, avevamo trovato una situazione complicata. Tecnicamente, perché molti giocatori erano “impauriti”, e dal punto di vista ambientale. L’abbiamo ribaltata, ritagliandoci un’identità tattica, il 3-4-1-2, e collettiva. Con organizzazione e spirito. Siamo riusciti a ricreare entusiasmo nella tifoseria avvicinandola a noi, fondamentale, condividendo la situazione. E quando siamo arrivati ai playoff… beh, ci spingeva questo forte vento blucerchiato. Era fatta».

Un’altra panchina da subentrato che ha rafforzato la sua nomea di tecnico da stagione in corso.
«Sì, un po’ mi dispiace perché non è corretta. Subentrare è sempre molto diverso dal partire dall’estate, che è l’ideale. Ma mi sta andando così. Nella mia carriera ho avuto anche esperienze dall’inizio e l’estate scorsa ho rifiutato alcune proposte che non mi convincevano a livello di progetto. Ho preferito aspettare. E mi è andata bene. Mi ha voluto una grande società ricca di storia e con un tifo pazzesco ».

Ritrova Ranieri, che ha avuto come allenatore…
«Già, proprio a Firenze. E io ero il suo capitano. Abbiamo vissuto un bel periodo (1993-1994). Quella nostra Fiorentina era compatta, quadrata, tecnica e tanto rognosa. Concedevamo poco e ripartivamo in velocità. Sfruttando le qualità individuali, perché senza quelle non vai da nessuna parte. In squadra c’erano Batistuta, Baiano, Rui Costa… Ranieri ha sempre avuto il merito di dare alle sue squadra un’organizzazione, lo sta facendo anche adesso nella Samp. Dove, parlando di qualità, ci sono Quagliarella, Gabbiadini e Ramirez».

Il Secolo XIX

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