Il Ravano si farà! Ma virtualmente con novità da casa

L’importante per noi è diffondere un sentimento nella gioventù della città e delle famiglie. Se potremo mantenere in futuro questa bella manifestazione, saremo certi di aver dato un piccolissimo contributo » . Le parole sono di Paolo Mantovani, 1985, anno di nascita del Ravano. Da allora mai uno stop, 35 edizioni, scadenza fissa per Genova, un po’ come il Salone Nautico. Solo una piaga come il Coronavirus poteva rischiare di metterlo in ginocchio, con le eliminatorie posticipate a maggio, con la fase finale programmata dall’ 11 al 22 dello stesso mese, con già 5800 bambini iscritti, di cui 1800 nell’ultima settimana, suddivisi in 13 discipline sportive, calcio maschile e femminile, volley, basket, rugby, ciclismo, scherma, pallanuoto, atletica, canottaggio, vela, tennis, hockey su prato, e con un tennistavolo sperimentale, pronto a diventare quattordicesima disciplina nel 2021. Un esercito di bambini costretti alla resa, nella loro mini-Olimpiade, come i grandi per Tokyo. Poteva, il rischio di non essere fuori dall’emergenza per quella data è altissimo. Poteva, se non ci fosse Ludovica Mantovani, che dal 2015 del Ravano ha raccolto l’eredità, lavorandoci a tempo pieno con il suo staff ristretto, Carola Correale e Angelo Catanzano. I tre si sono guardati negli occhi: «Sino all’ultimo non gettiamo la spugna, non chiudiamo le iscrizioni, non togliamo la speranza». A Ludovica però è venuta in mente una frase che è base al suo modo di vivere: « Far sì che un problema, diventi un’opportunità». E allora: «Ho avuto un’idea. Ci hanno tolto tutto, ma non la banda larga. Va convogliata sui bambini, facendoli essere attivi e poi virtuali. E lasciandoli un ricordo indelebile » . Da qui un possibile colpo di genio: il Ravano in una gigantesca palestra virtuale, capace di coinvolgere i bambini dagli 8 ai 10 anni di Liguria e basso Piemonte, ma in grado di estendere anche i propri confini a livello nazionale, con una piattaforma ( stayfit. torneoravano. com) aperta a tutti, attiva dal 10 aprile, due giorni prima di Pasqua, e sino a fine giugno, portale protetto dalle leggi sulla privacy a cui potranno iscriversi i bambini, attraverso i genitori e con l’ok delle scuole, ma a cu potranno accedere anche molti campioni dello sport, chiamati a commentare le prestazioni, sia sul piano tecnico che su quello degli incitamenti. Osservatori e giudici di primo livello, le federazioni hanno assicurato il coinvolgimento dei più grandi nomi del proprio sport. Ludovica Mantovani: «La platea di atleti che interagirà sarà eccezionale. Nel calcio maschile, solito traino, mi sono affidata a Tommasi, vediamo chi l’Associazione calciatori riuscirà a coinvolgere. Mancini e Vialli? Perché no? Io posso parlare del calcio femminile, di cui sono responsabile. Grazie a Katia Serra, il mio braccio destro, abbiamo già l’ok di Linari, Salvai e Guagni, la difesa azzurra titolare. Retroguardia? Sembra fatto apposta. Mi piace. Con il Coronavirus bisogna stare in difesa » . Il progetto sta prendendo corpo, ogni giorno potrebbe subire arricchimenti. Mantovani ha già ottenuto l’ok dei principali canali istituzionali, scolastici, politici, sportivi. «Soprattutto punto al patrocinio del Miur. Perché questa è un’idea nata dall’emergenza, per far divertire i bambini, come da hashtag “ iorestoattivoacasa”, e per un senso di responsabilità, visto che non potevamo deludere così tanti partecipanti ed era necessario sostituire le palestre con l’on line. Ma l’obiettivo finale è sviluppare l’attività motoria di una fascia di popolazione in percentuale ancora troppo sedentaria: ci piacerebbe fosse l’inizio di un percorso didattico dalle scuole portato avanti anche in futuro».
Ma all’atto pratico in cosa consiste questo Ravano virtuale? Mantovani: « Vogliamo premiare creatività, costanza, talento. Il primo step è la realizzazione della t shirt d’allenamento. Un solo obbligo: la scritta Respect, donata dall’Uefa. Poi via libera alla fantasia. Vinceranno le più originali. Secondo step: 36 esercizi, come le edizioni del Ravano, suggeriti da preparatori specializzati e capaci di coinvolgere tutte le discipline presenti, tanto è vero che l’atto dell’iscrizione andrà indicato lo sport preferito. I bambini si filmano in azione, per poi montare il loro mini video della durata di un minuto per ogni sessione di allenamento. Capacità, ma costanza. Fare tutti gli esercizi aiuta nella classifica. Terzo step: stupiteci. Allenamento libero, personalizzato, in casa o in cortile. Qui entrano in gioco i campioni, che interagiscono. Si può essere eccellenti anche in piccoli spazi, a fare la differenza è il talento. E l’idea che chi ti guarda è un idolo, pensiamo sia un incentivo enorme». Tre livelli, tre classifiche, tre diversi vincitori. Bambini, classi, scuole. E divertimento per tutti. “ Benvenuti nel Ravano virtuale”. E se si disputasse anche quello tradizionale? « Indietro non si torna più. Andranno avanti insieme. Sogno anche negli anni futuri ».

Lo riporta la Repubblica