27/4/2014 – 27/4/2020 zio Vuja sempre nei nostri cuori.

Oggi ricorre il sesto anniversario della morte di Vujadin Boskov e noi di SampGazzetta vogliamo ricordarlo ripercorrendo le tappe più importanti della sua vita.

Vujadin inizia la sua carriera da calciatore, con il ruolo di centrocampista, mezzala o mediano, nel 1946 nella squadra Vojvodina di Novi Sad, dove resterà fino al 1960.

Durante questo periodo non raccoglie vittorie importanti poiché i tornei jugoslavi erano a esclusivo appannaggio di Stella Rossa, Partizan, Hajduk e Dinamo, i cosiddetti “grandi quattro”.

Dal 1951 al 1958 colleziona 57 presenze nella Nazionale Jugoslava, disputando un’Olimpiade e due Mondiali.

Nel 1961, all’età di 30 anni si trasferisce in Italia, alla Sampdoria dove, con la maglia numero 7 rimane per una sola stagione (1961-1962) collezionando 13 presenze e un goal.

Dal 1962 al 1964 gioca in Svizzera negli Young Boys. A Berna, dove ricopre l’innovativo ruolo di giocatore-allenatore.

La sua prima squadra da allenatore è quella degli stessi svizzeri degli “Young Boys”.

“Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla Scala di Milano. Vujadin Boškov”

Successivamente allena il FK Vojvodina poi la Nazionale jugoslava. In Olanda allena il Den Haag e il Feyenoord, In Spagna siede sulle panchine di Real Zaragoza, Real Madrid e Sporting Gijon. In Italia guida l’Ascoli, la Sampdoria, la Roma, il Napoli e il Perugia. Tra il 1996 e il 1997 allena il Servette Genève, in Svizzera. L’ultima squadra allenata è la nazionale serba, dal 1999 al 2001.

Boskov è stato docente alla Scuola per tecnici e allenatori di Coverciano, all’epoca in cui era diretta da Italo Allodi.

Il fortunato periodo sampdoriano va dal 1986 al 1992, anni in cui tra l’altro vince uno Scudetto, lo storico del ’90-’91, e raggiunge la finale di Coppa dei Campioni.

Dopo il bellissimo periodo genovese, guida Roma, Napoli, Servette, ancora Samp, Perugia e infine la panchina della Jugoslavia.

Boskov con il presidente della Sampdoria Mantovani nel 1991 (Lapresse)

Muore il 27 aprile del 2014 dopo una lunga malattia.

Per i tifosi sampdoriani, e non solo, è stato un maestro di calcio e di vita, un uomo con un umorismo pungente e il suo ricordo indelebile sarà per sempre legato al periodo più bello della loro storia, un periodo in cui sono stati protagonisti sui più grandi palcoscenici in Italia e in Europa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: