Renan: “Di Genova conservo ricordi speciali, il gol a San Siro e la cavalcata in B con promozione i più belli”.

Sono passati quasi 7 anni da quando Garcia Renan, brasiliano, 34 anni proprio questo venerdì, segnò a San Siro contro l’Inter il suo primo gol in Serie A (in tutto ne ha fatti due, l’altro contro l’Hellas Verona). Era il primo dicembre 2013, un gol bellissimo da fuori area, fu l’1-1 siglato quasi allo scadere e proprio nel giorno in cui l’indonesiano Thohir sedeva per la prima volta da presidente dell’Inter.

Oggi sulle pagine de Il Secolo XIX Renan ricorda quei momenti

Ha dato il primo dispiacere a Thohir e se fosse stato per Sansone non lo avrebbe fatto. «Sì, perché Gianluca voleva avventarsi sul mio pallone e mi ha detto di lasciarglielo, invece io ho provato e segnato».

«Gli ho rovinato la festa, lo hanno scritto tutti – sorride Renan da casa sua in Brasile, a Batatais, dove si è ritirato dopo l’esperienza alla Samp e poi negli Emirati – se chiudo gli occhi è come se fossi ancora li. Mister Mihajlovic mi aveva mandato a scaldarmi, stavamo perdendo 1-0 e ricordo pensavo: “Sarebbe bello mi capitasse un buon pallone sul sinistro”. Detto fatto, sono entrato all’85’ per Obiang e poco dopo è capitata quella palla che Sansone voleva rubarmi. Ho sparato da lontano e segnato. Ho i brividi se ci ripenso, e che festa dopo con i compagni e i tifosi. Quello, insieme alla festa per la cavalcata in B con promozione, sono i ricordi più belli della carriera».

Una carriera interrottasi prestino non per infortunio o chissà cosa, per scelta. «Che poi interrotta del tutto non so se lo sia – riprende l’ex Samp – sto per compiere 34 anni ma mi alleno tutti i giorni e chissà che zio Eder non trovi un posto anche a me in Cina (ride). Scherzi a parte dopo l’esperienza negli Emirati, a Dubai, sono venuto a casa mia in Brasile perché ritenevo che il calcio mi avesse già dato tanto e il tempo con la mia famiglia non fosse sprecato. Però, ripeto, mi alleno e guardo intorno se per caso capitasse un’ultima opportunità chissà. Qualcuno dice che forse avrei potuto fare di più in carriera, magari è vero ma non mi lamento: grazie al calcio ho girato il mondo, guadagnato, vissuto belle esperienze e messo su famiglia. Come potrei lamentarmi? L’unico rammarico, forse, è essere venuto via troppo presto dalla Serie A ma d’altra parte son sincero: i soldi che mi davano negli Emirati facevano gola. Alla Samp ero in scadenza e per prolungare mi proposero una riduzione dello stipendio che forse avrei accettato se non ci fosse stata l’opzione degli Emirati. Ho fatto una scelta e va bene così, di Genova conservo ricordi speciali, per esempio il calore dei tifosi che quando è nato mio figlio mi hanno fatto un sacco di regali. Solo a Genova possono succedere cose così passionali».

Quel gol allo scadere di Renan evitò l’ennesima sconfitta alla Samp nella Scala del Calcio.

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