La Samp è una fede. I giocatori devono trovare da soli gli stimoli perché la società non esiste.

C’è poco da riflettere. La Samp ha perso l’orientamento, prima si parlava di destabilizzazione dell’ambiente da parte di chi scriveva di una eventuale cessione, anzi lo si additava come un non Sampdoriano perché i calciatori avrebbero risentito delle voci.

Noi come SampGazzetta esattamente un anno fa , avevamo invano cercato di far presente la situazione che si stava venendo a creare sia in società che nello spogliatoio. È difficile in questo momento capire cosa stia succedendo, non bisogna fare allarmismi.

Il morale e le diverse voci che circolano intorno allo spogliatoio Samp, non fanno bene sperare. Contro il Lecce è la partita della verità. Con una società, non all’altezza della Serie A. Con un presidente indagato in vari fronti, bisogna solo sperare che mercoledì siano i giocatori a trovare stimoli per rimanere in Serie A. Il cammino è ancora lungo ma con i problemi che ci sono, potrebbe innescarsi un qualcosa di non ritorno. Preghiamo che Ranieri e i giocatori sudino per 95 minuti, perché giocare come ieri, non è da Samp e da sampdoriani.

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