Bonazzoli: “A Genova sto da Dio, al contratto non ci penso. E’ il momento più bello della mia vita.”.

Bonazzoli , 23 anni, col suo sesto gol in campionato ha mandato un messaggio forte e chiaro a tutti: nell’attacco blucerchiato c’è anche lui, e ora si candida per un posto anche nel derby.

Questa mattina Il Secolo XIX ha dedicato a lui un’intervista, di cui riportiamo un estratto.

Ci racconti Bonazzoli, chissà quante cene deve offrire ai compagni con tutti questi gol…
«Ormai è un continuo, con questa scusa fanno pagare solo me: per il primo gol, il secondo, il terzo, ogni scusa è buona (ride). Io devo dire accetto di pagare per sempre pur di continuare questo che è il momento più bello della mia vita».

Merito suo, di Ranieri, della squadra: chi ringrazia per questa favola?
«Tutti, dal mister ai miei compagni che mi mettono in condizione di far bene. Non sono parole di circostanza, se non mi avessero aiutato, aspettato, inserito, non vivrei tutto questo. Vale per mister Ranieri ma anche per Di Francesco che è stato il primo a credere in me e ha avuto coraggio di tenermi l’estate scorsa quando non avevo ancora fatto niente».

Ci spiega questo rapporto quasi fraterno con Quagliarella?

«È uno dei segreti di questo che ripeto è il momento più bello della mia vita. Con lui c’è stato da subito un feeling e questo ha aiutato molto perché i suoi consigli sono stati fondamentali. Oltre al fuoriclasse in campo dovreste vedere che persona è Fabio fuori. Non posso fare altro che ringraziarlo per quanto mi è stato e sta vicino, una persona splendida».

Vivete anche vicini, la quarantena ha unito di più…
«Sicuramente aver vissuto quel periodo così duro da soli, ma vicini di casa, ha avuto un peso nel nostro legame. Ci siamo sostenuti ma anche allenati molto e ora raccogliamo. Sono fortunato perché non è scontato che un campione come lui, così come tanti miei compagni, siano così disponibili con un giovane come me. Questo gruppo è speciale».

Se le dico che va in scadenza di contratto a giugno 2021 che risponde?
«Che sinceramente il contratto non è un mio pensiero, lo sono molto più le partite e i gol. Sul serio non ci ho pensato, devo tanto alla Samp e al presidente Ferrero che ha puntato su di me a 17 anni e soprattutto mi ha aspettato tutti questi anni anche quando mi ero perso. Ora sto vivendo questa favola e non voglio rovinarmi il presente pensando al futuro. Per me problemi non ce n’è: qui a Genova sto da Dio, l’ho sempre detto anche quando le cose non giravano così, figuriamoci adesso».

 

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