Augello: “In A a 25 anni e va bene così. Ora darò tutto per la Sampdoria”.

Intervista a La Gazzetta dello Sport per Tommaso Augello, che ha parlato del suo percorso e della gavetta che l’ha condotto a giocare in Serie A:

Lei è l’eccezione che conferma la regola: si può arrivare in alto anche senza essere cresciuti in un grande club. «Mi piace affrontare questo discorso. Ho fatto le mie tappe, senza rimpianti. Penso, però, che in Italia si guardi poco a quello che abbiamo in casa, anche in categorie inferiori alla B e alla C, dove ci sono giocatori che potrebbero salire in campionati più importanti. Ho avuto la fortuna di essere stato notato, ma sono contento di quello che ho fatto».

Una lunga gavetta. La D, poi la Serie C con la Giana Erminio, quindi lo Spezia. Può essere stato un vantaggio una crescita avvenuta per gradi? «Sicuramente. Ma soprattutto penso che se uno arriva in D da un grande club, può avere maggiori difficoltà. Reputo comunque la Serie D più formativa della Primavera di un grande club. Per me fu invece come approdare in Champions League».

Il Cimiano è stato formativo. «Abitavo a trecento metri dal campo, andavo là in bici o con papà. Mi hanno raccontato che la prima volta ml hanno lanciato un pallone, l’ho stoppato e la risposta è stata: ci vediamo a settembre».

Studia Scienze sociali per le globalizzazioni a Milano. Non proprio una scelta comune. «Mi sarei iscritto a Scienze Motorie, ma l’obbligo di frequenza era incompatibile con il calcio. Allora ho scelto questo corso, perché mi interessa».

Augello, il modello del calciatore normale. «Questione di educazione familiare. Sono i valori che mi hanno trasmesso i genitori».
Concorda con Ranieri? Obiettivo quaranta punti, prima possibile…«Assolutamente si. Fino a due settimane fa eravamo ancora a zero e sembravamo scarsi…Conta solo non ripetere la stagione passata. La qualità è aumentata, e ciò gioverà alla Samp. Penso che si possa fare meglio della stagione passata».

Su Damsgaard…«Quanta qualità ha quando tocca il pallone. Trasforma in cose semplici anche le giocate complesse. Mostra sempre grande serenità e poi…in campo fatichi a spostarlo».

Questo è il primo anno con tre liguri in A… «Sono contento per il mio vecchio club. Samp e Genoa sono in A da una vita, per lo Spezia è la prima volta. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo, spero davvero che a fine campionato possano salvarsi».

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