FIFA al lavoro per varare maxi mercato senza sosta da luglio a dicembre.

Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, la FIFA sta lavorando per varare il maxi mercato che andrebbe, senza sosta, da luglio a dicembre. I tempi delle trattative ovviamente dovranno essere rivisti in base alla conclusione dei tornei nazionali ed europei, ma un’unica grande finestra potrebbe essere d’aiuto ai club in difficoltà con i bilanci.

Le società ovviamente avrebbero la possibilità di distribuire al meglio le spese e gli affari. D’altro canto però, gli allenatori vivrebbero un costante periodo di tensione con i giocatori scontenti che potrebbero chiedere di essere ceduti nel bel mezzo dei campionati.

Presunti cori sul Ponte Morandi in Milan-Samp, chiusa l’inchiesta: il fatto non sussiste

Lo scorso 8 gennaio erano emerse, a mezzo stampa, alcune indiscrezioni secondo le quali un gruppo di tifosi del Milan, al termine della partita con la Sampdoria, avrebbero intonato dei cori di scherno riguardanti la tragedia del ponte Morandi.

Già due mesi fa, né il Milan né tanto meno la Sampdoria, avevano effettuato delle segnalazioni in merito, ma un fascicolo d’inchiesta era stato aperto dalla procura federale. Ebbene, il procedimento si è concluso e ha confermato l’assenza di motivi per procedere con sanzioni o ulteriori approfondimenti.

Lo riporta MilanNews.it

Il canale youtube Fifa diventa fruibile a tutti, i blucerchiati ne approfittano per rivedere partite e interviste.

La società blucerchiata è al fianco dei suoi giocatori non solo per gli aspetti pratici dell’isolamento, la spesa o le medicine, ma anche cercando di stimolarne l’attenzione e gli interessi. Anche tecnici. Così nei giorni scorsi i blucerchiati sono stati informati della possibilità di accedere all’immensa mole di video contenuti nel canale youtube della Fifa, che fino a qualche giorno fa richiedeva l’iscrizione. La federazione calcistica internazionale ha scelto infatti di renderlo fruibile a chiunque e senza “burocrazia” in questo periodo di pandemia. Si trova ovviamente di tutto, dai gol di Quagliarella a un’intervista a Vialli, per restare maggiormente in ambito blucerchiato. Ma soprattutto tantissime interviste a grandi campioni del presente e del passato che hanno scritto la storia del calcio, immagini e riassunti di partite di ogni edizione dei Mondiali e delle loro qualificazioni, tutorial dedicati alla tecnica.

Un bagaglio di video non indifferente che va ad aggiungersi alla disponibilità di quelli che ciclicamente lo staff tecnico di Ranieri invia individualmente ai blucerchiati, focalizzati magari su qualche aspetto preciso delle loro prestazioni. Per chi invece fosse preso da un grande attacco di nostalgia, c’è ovviamente la possibilità di vedere in qualunque momento le partite intere della Sampdoria di questa stagione, attraverso le piattaforme specializzate. Anche se generalmente le partite che vanno per la maggiore, sulle televisioni di casa dei giocatori, sono quelle dei videogiochi. Mentre in quelle dei papà prevalgono chiaramente i cartoni animati, che riescono a regalare qualche momento di distrazione ai bimbi, costretti anche loro a restare in isolamento.

Lo riferisce Il Secolo XIX

Ekdal: “Ormai mi sento bene. La gente muore, il calcio non è, non può essere nella mia mente”.

Ieri è tornato a parlare Albin Ekdal in un’intervista rilasciata al media svedese Expressén, queste le sue parole:

«Ormai mi sento bene da diversi giorni. Sembra che il virus abbia lasciato il mio corpo e non lo sento più. In realtà non mi sentivo così male. Per me sono stati i sintomi dell’influenza piuttosto classici. Un po’ di febbre, mai alta, un po’ di mal di testa, un po’ di dolori articolari e così via. Ovviamente non è stato divertente risultare positivo al test. Ci sono voluti dieci giorni prima che mi sentissi in salute. Ma in questi giorni, quando ero malato, c’erano molti alti e bassi. Un giorno mi sono sentito abbastanza bene, un giorno la febbre è tornata e così via. Mi sono sentito di nuovo bene dall’undicesimo giorno».

Complessivamente Ekdal ha rivelato di essere rimasto da solo in casa (la sua famiglia era già tornata in Svezia prima di Sampdoria-Verona) per 17 giorni: «Non è divertente svegliarsi la mattina e non avere niente da fare e da aspettare. E cucinare per 17 giorni non è divertente. È stressante, ma più o meno tutta l’Italia si trova nella stessa situazione».

Spesso e ha trovato conforto nel telefono: «Con la mia famiglia, certo, e con gli amici. Mi sono sentito spesso anche con alcuni compagni della nazionale svedese, in particolare Mikael Lustig, John Guidetti e Victor Lindelòf, che per sostenermi ha anche messo in rete quel video mentre faceva esercizi fisici indossando la mia maglia della Samp. Qui a casa a Genova mi affaccio per strada e non vedo nessuno, gli italiani hanno preso molto seriamente questa epidemia e stanno rispettando le indicazioni del governo. Certo che vedere le strade vuote è surreale. Non sto davvero pensando al calcio in questo momento. L’unica cosa che conta è tornare a un qualche tipo di normalità, che le persone si sentano meglio e non debbano perdere il lavoro. Quando l’economia va all’inferno e la gente muore, il calcio non è, non può essere nella mia mente».

Serie A: si sta per aprire la battaglia sui diritti TV. Già chiesti anticipi.

Lo scontro sui diritti tv della Serie A potrebbe partire a breve. Tutto ruota intorno alla possibile ripartenza o meno del campionato, con in ballo l’ultima rata stagionale per gli incassi dalle televisioni.

Come riporta il Corriere dello Sport, l’ultima rata da Sky, Dazn e Img vale 233 milioni, con la sola Sky che dovrebbe mettere sul piatto 130 milioni. Soldi che alcune società di Serie A hanno già scontato, arrivando anche a chiedere un anticipo non solo sulla rata di luglio (la prima della prossima stagione) ma anche su quella di settembre, data la necessità di liquidità nel breve termine.

Intanto gli avvocati delle pay tv si starebbero già muovendo, nel caso in cui dalla Serie A arrivasse la richiesta di pagamento anche senza partite. Sul tavolo c’è l’ipotesi di ricorrere all’articolo 1467 del codice civile, sulla eccessiva onerosità sopravvenuta, considerando che, come i club non pagano i giocatori, allora è naturale che anche gli altri facciano lo stesso.

Da parte di Sky, spiega il Corriere dello Sport, la versione è “non abbiamo interesse a rovinare il calcio italiano”, ma c’è anche il tema abbonati, in costante protesta visto che senza partite continuano a pagare anche per sport e calcio, nonostante alcuni contenuti gratuiti concessi fino al prossimo 3 aprile.

Complessivamente sono state trasmesse circa 2/3 delle partite in programma: Sky ha trasmesso 180 partite su 266, mentre Dazn 76 su 114.

Per questo concludere la stagione resta un tema centrale: evitare lo scontro sui diritti tv è fondamentale, per limitare i problemi anche verso l’asta per il triennio 2021/24.

Emergenza Covid19, ecco cos’è che spaventa davvero i presidenti.

L’emergenza coronavirus sarà un problema enorme soprattutto per quelle società, come la Sampdoria e il Genoa, ma in Italia anche la Juve o l’Inter, che per fare quadrare i conti sono legate alle plusvalenze da player trading. E che si stanno trascinando dietro nei bilanci del 2019, da approvare entro fine giugno, giocatori con le quotazioni pre-Covid19. Ferrero non potrà più piazzare a quelle cifre i vari Andersen, Praet, Torreira o Schick…

Quotazioni oggi non più corrispondenti a quelle post-Covid-19. Il rischio, ma forse sarebbe meglio parlare della concreta possibilità, è che alcune plusvalenze preventivate o sperate si riveleranno l’estate prossima meno redditizie. Se non addirittura ininfluenti. E occhio alle minusvalenze, l’incubo di tutti i presidenti. Eh già, i presidenti.

La crisi economica che ha iniziato a spaventare e investire il calcio italiano, i suoi bilanci e una certa diffusissima cosmesi finanziaria, sta tratteggiando scenari funesti e chiamerà in causa direttamente la solidità delle proprietà. Una certezza che emerge in questi giorni di caos totale è, che nella prospettiva di una riduzione dei fatturati riuscirà a restare a galla meglio chi avrà i bilanci in ordine (e non dipende solo dal segno ” +” o “—”) e il sostegno (cioè i soldi di famiglia o delle aziende di famiglia) degli azionisti di maggioranza. Altrimenti, si rischia di brutto. E questo concetto sarà ricordato spesso nelle prossime settimane.

Sampdoria: Murillo e Caprari riscatti a rischio per l’emergenza Covid-19. Da valutare contratti in scadenza.

L’ impatto dell’emergenza sanitaria Covid-19 sul finale di campionato preoccupa la Sampdoria più per i rientri che per le conferme. Eh sì, perché nella costruzione della rosa di questa stagione la società blucerchiata aveva utilizzato pochissimo la modalità “prestito”. Al ritorno alla casa madre, sono indirizzati Gonzalo Maroni (al Boca Juniors) e Andrea Seculin (al Chievo). La società blucerchiata non eserciterà i diritti di riscatto, per l’argentino sarebbe stato di 10 milioni.

Tutto da valutare il futuro doriano di Maya Yoshida e Andrea Bertolacci, entrambi in scadenza di contratto. Sul giapponese la Sampdoria vanta un diritto di opzione bipartisan, nel senso che la volontà di proseguire il rapporto dovrà essere condivisa. Yoshida, se il campionato non ripartirà, chiuderà con una sola presenza nella Samp, a porte chiuse con il Verona. Quanto a Bertolacci, se sarà deciso di confermarlo, dovrà sedersi a un tavolo  e trovare l’accordo per un nuovo contratto e ingaggio, quello attuale è di 700.000 euro. La Samp non ha quindi riscatti onerosi in agenda.

Le preoccupazioni semmai riguardano le cessioni temporanee che rischiano di restare tali. I casi più lampanti sono due, Jeison Murillo e Gianluca Caprari. Il colombiano è stato trasferito a gennaio a Vigo e nella Liga ha dimostrato di trovarsi subito a proprio agio, 9 presenze da titolare per la soddisfazione del tecnico Oscar Garcia.  Il prestito al Celta prevedeva secondo i media spagnoli un’opzione di acquisto per 16 milioni di dollari (14,5 milioni di euro). Che sarebbe andata probabilmente a buon fine, magari con uno leggero sconto, e che adesso invece è messa in dubbio dalla pandemia (anche la Liga non sa se e quando ripartirà) e dalla crisi economica che investirà pure i club spagnoli. Stesso discorso per Caprari, il Parma ha pagato 2 milioni per il prestito fino a giugno con un diritto fissato a 9. Ma il giocatore, finora 3 sole presenze in gialloblù, si è trasferito in Emilia con la convinzione che sarebbe stato riscattato. E ora non è così scontato questo finale.

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Il Secolo XIX

 

Sampdoria: fine dell’isolamento, gli stranieri restano tutti a Genova.

È terminato il periodo di isolamento domiciliare per giocatori e componenti dello staff della Samp risultati negativi al coronavirus. Da oggi tutti loro, Ranieri compreso, possono uscire almeno per fare la spesa come tutti i cittadini. Per gli otto giocatori positivi e il medico Baldari il ritorno a un minimo di vita extra-casa è questione di ore: se il tampone prelevato ieri confermerà la negatività potranno a loro volta tirare un sospiro di sollievo ed entrare nello stesso “regime” di vita come tutti gli altri cittadini.

Come riporta il Secolo XIX, al momento nessuno degli stranieri ha chiesto al club di tornare a casa nel proprio Paese d’origine perché hanno qui mogli e famiglie. Per ora non è ancora chiaro quando si potranno allenare a Bogliasco.

Coronavirus, il padre di Marcolin tra le vittime.

È morto a Brescia stroncato dal Coronavirus Giancarlo Marcolin, il padre di Dario, centrocampista blucerchiato dal 2000 al 2002, oggi commentatore per DAZN.

Giancarlo aveva 75 anni ed è una delle 921 vittime Covid-19 registrate di Brescia ad oggi inserite negli elenchi ufficiali forniti dalle autorità sanitarie.

Condoglianze a Dario e a tutti i suoi cari da parte di SampGazzetta.

Bertarelli: “Ho giocato con miti viventi. Porterò dentro in eterno P. Mantovani e la vicinanza dei tifosi”.

Mauro Bertarelli, che oggi ha rilasciato un’intervista a il Secolo XIX, arrivò alla Samp scudettata nel 1992 nell’ambito dell’affare che portò Vialli alla Juve. Aveva 21 anni e la nomea di attaccante predestinato visto che coi suoi gol aveva appena riportato l’Ancona in A e gli azzurrini dell’under 21 sul tetto d’Europa. In quella Samp aristocratica, con Eriksson in panchina, c’erano mostri sacri da cui rubare segreti a piene mani: Mancini, Chiesa, Bellucci, Lombardo, Vierchowod. L’anno dopo arrivò dal Milan un certo Gullit. Trovare spazio in quello squadrone non era facile ma il giovane Bertarelli ci riusciva talvolta segnando pure qualche gol (il primo nel derby).Fino a quel tragico settembre 1994 nel primo turno della Coppa delle Coppe contro gli sconosciuti norvegesi del Bodo/Glimt in cui tutto precipitò e il sogno s’interruppe nel modo peggiore, con un ginocchio sbriciolato.

Ricorda? «E come si può non ricordare, era appena iniziata la partita e non faccio che pensare e ripensare al fatto che quel match non l’avrei dovuto giocare e invece lo giocai».

Perché? «Avevo avuto un problema muscolare ed ero stato incerto fino al riscaldamento. Poi feci un consulto con Viganò, preparatore atletico, ed Erikkson, e siccome mi sembrava di non avere fastidio decidemmo di provare. La mia partita durò pochi secondi, giusto un paio di minuti e poi quell’infortunio». Leggi tutto “Bertarelli: “Ho giocato con miti viventi. Porterò dentro in eterno P. Mantovani e la vicinanza dei tifosi”.”

Lega Serie A: assemblea finita, i sei punti per ripartire…

Coronavirus, assemblea finita: se la A non riparte perdite per 720 milioni

È finita l’assemblea della Lega di Serie A. È stato stilato un documento che nel tardo pomeriggio verrà girato al presidente della Figc Gabriele Gravina che a sua volta ne discuterà prima con il Coni e poi con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Se il campionato non dovessi ripartire, la perdita economica sarebbe di circa 720 milioni tra botteghino, diritti televisivi e merchandising e proprio da questo numero si partirà per capire come aiutare l’industria calcio a rialzarsi.

I sei punti per ripartire

La Serie A, ha spiegato Sky, ha chiesto aiuto attraverso sei punti: misure economiche per sostenere il costo del lavoro, un diverso piano di ammortamento ma anche nuove forme di finanziamento (come le scommesse sportive), una diversa organizzazione della vendita dei diritti sportive e di misure utili per incentivare la costruzione di nuove infrastrutture. Alla Figc, in contemporanea, arriveranno anche i documenti delle altre leghe: se non si riparte, la perdita per la Serie B sarebbe di circa 150-200 milioni di euro. Per la Lega Pro, invece, la forbice va da un minimo di 20 milioni di euro a un massimo di 84 milioni di euro di perdite. Dalla Serie A, è stato chiesto inoltre di valutare questo documento già questa settimana.

Ferrero: “Stipendi? I calciatori sono privilegiati, dovranno capire. I dipendenti dello spettacolo li ho mandati in ferie”.

Il Presidente Massimo Ferrero ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Radio commentando l’attuale emergenza dovuta al Covid-19:

“Tutti parlano e invece sarebbe il momento di non parlare, di dare soluzioni. Tutti i giorni sentiamo problemi, non c’è niente da gioire o da ridere, c’è solo una gran confusione e con la malattia non si scherza. L’abbiamo tutti sottovalutata.

I miei ragazzi stanno tutti bene, qualcuno di loro è già uscito, qualcuno è asintomatico però Dio ci ha aiutato anche in questo. Serie A? Qui parlano tutti, ma il problema è: quando ripartirà questa roba? Qualcuno ce lo può dire? No, non lo sa nessuno, tutti parliamo, tutti facciamo filosofia, tutti facciamo teoria, ma nessuno sa niente. C’è gente che muore, combattiamo una guerra che non si vede e parliamo di calcio? Ancora vogliamo parlare di calcio?

Stipendi? I calciatori sono dipendenti privilegiati e secondo me o c’è una legge di Stato, oppure i calciatori, che sono persone di buon senso, dovranno capire con le società cosa c’è da fare. Io gli altri dipendenti che ho nello spettacolo li ho mandati tutti in ferie, perché lo Stato non fa niente. Poi tra un po’ ci sarà la cassa integrazione e a che serve? Non sappiamo mica quando ripartiamo. E quando ripartiamo che facciamo? E’ lì che lo Stato ci deve dare gli strumenti.

Facciamo un’ipotesi, ci danno un mese di preparazione dal 4 aprile, arriviamo al 4 maggio: dovremo fare dodici partite. Arriviamo ad agosto. Che succede col campionato successivo? E con gli Europei? Li abbiamo spostati e va bene questo modo di essere, va bene credere di ripartire, ma poi dobbiamo fare altre otto settimane di stop per gli Europei. Cominciamo a parlare del dopo, non del prima.

Giuseppe Conte è una persona per bene, sta lì, sta bene, i medici ci sono e a noi spostano i contributi di due mesi in un momento in cui noi non incassiamo niente. Ma di che parliamo? Dicono che sta lavorando per gradi, la mia domanda è: a che serve lavorare per gradi?

Ferie anche ai giocatori? Hanno un contratto diverso, sono persone a tempo determinato, hanno una filosofia diversa e in ferie ci vanno quando finisce il campionato, quando i rotocalchi si divertono a vedere cosa fanno questi “miracolati”. Nel cinema ci sono ragazzi che lavorano tutti l’anno, non hanno mai ferie perché lo spettacolo non si ferma e io li ho messi in ferie perché devo pensare a pagare dei padri di famiglia, perché i soldi del Governo non sono sufficienti. Leggi tutto “Ferrero: “Stipendi? I calciatori sono privilegiati, dovranno capire. I dipendenti dello spettacolo li ho mandati in ferie”.”

Serie A, oggi assemblea di Lega: campionato a rischio, presidenti in cerca di soldi.

L’assemblea di Lega Calcio che si svolgerà oggi alle 12 è densa di temi scottanti che i presidenti dei club di A devono affrontare. Il più impellente, come riporta il Secolo XIX,  è l’esame del prospetto elaborato da Deloitte per stimare i danni subiti dal calcio per lo stop del campionato e così inviarlo alla Figc di Gravina che venerdì ne discuterà con il Governo. È una stima ancora imprecisa perché bisogna anzitutto capire se questa stagione si concluderà a luglio (l’ipotesi iniziale di concluderla entro il 30 giugno è già fantascienza) o se cesserà definitivamente con l’attuale classifica dovendo solo decidere che fare per scudetto e retrocessioni.

Come noto se il campionato dovesse non riprendere – ipotesi che nelle ultime ore sta prendendo sempre più piede non solo in Italia ma anche in Europa (Italia, Francia, Spagna e Inghilterra ipotizzano tra l’altro di marciare compatte nella decisione; ieri l’Uefa ha annunciato il rinvio a data da destinarsi delle finali di maggio di Champions e Europa League), il danno per i club di A sarebbe di circa 700 milioni per la maggior parte dovuti a mancati introiti dai diritti tv (400). Da qui la richiesta della Lega alla Figc di chiedere un sostegno economico “salva-calcio” al Governo. Di che tipo? Nei pour parler tra i presidenti si fanno ipotesi di ogni tipo ed è venuta fuori persino quella di reintrodurre una sorta di Totocalcio bis, per consentire allo Stato di ridistribuire una parte degli incassi da scommesse ai club come si faceva con le vecchie schedine. O, più banalmente, di chiedere allo Stato che una parte delle tasse pagate dai bookmaker per le scommesse siano stornate ai club.

Discorsi per ora accennati ma che nelle prossime ore potrebbero essere approfonditi. Una proposta è di sicuro quella di decurtare gli stipendi dei calciatori per il mese di marzo ma su questo come noto sta nascendo un tavolo tra l’associazione calciatori di Tommasi, la Figc e il Governo. Non c’è troppa fretta perché i club hanno tempo fino al 30 maggio per pagare i primi tre mesi del 2020 (gennaio, febbraio e marzo) e quindi si può sviscerare il tema appena sarà chiaro che fini farà questo campionato. La fretta, semmai, è capire quando riprendere gli allenamenti ma al momento la data di inizio aprile e un miraggio. Si slitterà avanti di sicuro.