Assoagenti: ” disponibili ad incontrare i club e gli organi competenti per dare un contributo”

L’AIACS-Assoagenti, in rappresentanza dei propri associati e su richiesta esplicita dei calciatori da loro assistiti, in riferimento alle problematiche dagli stessi evidenziate, conferma la disponibilità ad incontrare i club, le Leghe ed ogni altro soggetto deputato, al fine di confrontarsi sulla situazione attuale del movimento calcistico italiano alla luce del drammatico momento che l’intero paese sta affrontando, così da contribuire a tutte quelle decisioni utili e necessarie per affrontare le difficoltà economiche che l’intero sistema calcio sta patendo”.

Il comuncato prosegue: “Cogliamo altresì l’occasione per ringraziare quanti sono incessantemente in prima linea a combattere per difendere le nostre vite ed anche coloro che, rischiando la propria incolumita’ personale, garantiscono gli approvvigionamenti necessari ai bisogni quotidiani di tutte le famiglie”.

Cerezo: “Italia che unione! Campionato? Finisce qui la Samp è salva, salute in primis”

Toninho Cerezo guarda con preoccupazione alla situazione dell’Italia e vive con molta prudenza in Brasile. L’ex centrocampista di Roma e Sampdoria, raggiunto al telefono da Tuttomercatoweb.com, dice: “E’ un gran problema mondiale, anche se l’Italia in effetti sta soffrendo moltissimo. Vedremo cosa succederà anche qui in Brasile. Pure da noi è tutto fermo. Nel frattempo parlo in Italia con i miei vecchi compagni di squadra come Vierchowod e mi raccontano della situazione. Io tra l’altro ho due figlie che vivono a Genova. Luana è sposata con un genovese ed è rientrata in Italia ieri dopo essere stata tre mesi qui in Brasile. In questo momento ci sono solo notizie brutte e che ti fanno pensare ma l’Italia vedo che, come sapevo già, è molto unita, la gente sa aiutarsi l’un con l’altro”.

Come si vivono le restrizioni in Brasile?
“Quel che posso dire è che io come simbolo dell’Atletico Mineiro ho lasciato un messaggio ai calciatori affinchè anche loro possano dare una mano alla gente per questi mesi che saranno difficili. Anche in Brasile siamo generosi l’un con l’altro. Ma per tutti alla lunga il problema rischia anche di essere economico. Se non si riprende a produrre poi il pericolo è che non ci siano più riso nè i fagioli”.

Il campionato in Italia riprenderà?
“Credo che ora si debba aspettare ma la vita riprenderà. Tutti devono fare la loro parte per superare questa fase. Per quanto riguarda il campionato è difficile esprimersi da lontano, peraltro in queste settimane sono sempre stato insieme ai miei nipotini e non mi sono potuto fare un’idea definitiva”.

La Roma e la Samp: che idea si è fatto sulle due sue ex squadre?
“Ad oggi la Samp sarebbe salva quindi il campionato può chiudersi qui… (ride, ndr)

Lo riporta tmw

Accadde oggi 1/4/1992: Coppa dei Campioni – Stella Rossa-Sampdoria 1 a 3 – video, cronaca.

Stella Rossa Sampdoria 1 a 3; a Sofia la squadra di Boskov rimonta e domina gli slavi : la finale e’ a un passo. 

Segna Mihajlovic ed e’ gelo, ma poi Katanec, un’autorete e Mancini ribaltano la situazione

Il primo tiro e’ di Jugovic al 9′ (Pagliuca si distende e devia), il secondo e’ di Mihajlovic ed e’ gol. Arriva su punizione procurata da una sventatezza di Lanna che, prima anticipa Pancev, poi ritarda il rinvio e si fa soffiare il pallone. Per evitare guai provoca il fallo, poco fuori dal vertice sinistro dell’ area. Alla battuta va Mihajlovic e la traiettoria, fortemente arcuata, si infila sul primo palo dove Pagliuca non puo’ arrivare. La partita prende subito una brutta piega anche perche’, senza Cerezo, la Samp perde nella costruzione del gioco e non riesce a cambiare la marcia ma almeno cambia il corso del primo tempo, al 33′ , con una rete che vuole fortemente Katanec.

Sul cross di Lanna, lo sloveno si arrampica piu’ in alto di tutti, Mancini gli offre sponda e petto e Katanec butta dentro di prepotenza. Leggi tutto “Accadde oggi 1/4/1992: Coppa dei Campioni – Stella Rossa-Sampdoria 1 a 3 – video, cronaca.”

Gravina: “Rischiamo di perdere un alto numero di società”.

Gravina: «La speranza è che il campionato possa riprendere e quindi concludersi, seppure in ritardo rispetto a quanto previsto. In alternativa, sono già allo studio diverse opzioni…». Oggi è il giorno del vertice della Uefa con le 55 federazioni calcistiche europee e ieri Gabriele Gravina, numero uno della Figc, in un’intervista all’Italpress ha toccato tutti i temi a partire dalla possibile riprogrammazione dei calendari.

«Aspettiamo il nuovo Decreto e ci atterremo alle indicazioni. Nel frattempo parteciperemo alla riunione di domani con la Uefa per capire lo scenario globale. Ripartire entro maggio ci consentirebbe di concludere il campionato con un leggero sforamento».

C’è poi il tema di scudetto, piazzamenti europei e retrocessioni se non si dovesse concludere la stagione. «La determinazione della classifica e l’eventuale assegnazione dello scudetto spetterebbero al Consiglio federale, prima di decidere faremo una valutazione che tenga presente il minor rischio di conflittualità tra i club».

Per quanto riguarda i problemi finanziari creati dallo stop, Gravina ha confessato di avere «preoccupazioni reali: rischiamo di dover rinunciare ad un numero ingente di società. Stessa cosa rischia di avvenire in Lega Pro. Abbiamo varie soluzioni, il Fondo Salva Calcio, con la partecipazione diretta della Figc e mi auguro anche di Fifa e Uefa, magari anche con l’1% derivante dalle scommesse che abbiamo chiesto al Governo, sarà uno strumento utile». In questo scenario, ha concluso Gravina, «tutti devono concorrere». facendo riferimento al taglio degli stipendi dei calciatori di cui si sta discutendo.

 

Emergenza covid-19, Samp: Askildsen tornato in Norvegia, gli altri stranieri stanno valutando.

Dopo Yoshida e Vieira, partiti la settimana scorsa con destinazione Southempton, anche il giovane Kristoffer Askildsen, che a Genova viveva da solo, ieri è tornato dai suoi genitori in Norvegia.

Nel frattempo, come riferisce Il Secolo XIX, un paio di altri doriani stanno valutando se restare o partire.

Bazzani: “Fa fatica il nostro Paese a ripartire, come possiamo pensare al calcio?”

L’ex blucerchiato Fabio Bazzani ha rilasciato un’intervista a La Nazione, ecco il suo pensiero riguardo al campionato

“Mi auguro di sbagliarmi ma faccio fatica ad immaginare una ripresa del calcio. Fa fatica il nostro Paese a ripartire quindi come possiamo pensare al calcio che non è un aspetto fondamentale per la nostra vita? Giocare in estate?Se c’è tranquillità sanitaria si può fare ma chi governa il calcio deve capire se posticipare questo creerebbe problemi al prossimo”.

FOTO NEWPRESS

Gabbiadini: “Ho ripreso ad allenarmi. Invito gli italiani ad aiutare gli ospedali”.

In collegamento dalla propria abitazione Manolo Gabbiadini è stato intervistato da Sky Sport. Queste le sue parole:

“Chiedo scusa per il look ma non posso andare dal barbiere, come Mattarella. Sto bene e ho ripreso ad allenarmi in casa, così come sta bene la mia famiglia. Con la Sampdoria ci siamo mossi per dare un aiuto all’ospedale San Martino di Genova, invito gli italiani ad aiutare tutti gli ospedali in questo momento”.

La mia malattia è stata leggera, ho avuto la febbre per un giorno e una brutta tossa per cinque/sei giorni – racconta il numero 23 blucerchiato. Sono stato sempre a casa, in contatto quotidiano con i medici. Ho provato a svolgere qualche allenamento la seconda settimana di quarantena ma non mi sentivo in gran forma, quindi ho cercato di evitare. Ora sono tornato negativo, ma, come da prassi, devo aspettare altre 24 ore per effettuare il secondo tampone e avere la certezza di aver battuto il virus”.

Campionato Serie A: 15 società su 20 sono d’accordo con la chiusura definitiva.

Cresce il partito dell’annullamento del campionato, che ormai riguarderebbe 15 club di A su 20. Lo dicono da tempo Preziosi e Ferrero, lo ribadisce il presidente granata Urbano Cairo: «A Wuhan hanno cominciato le misure restrittive intorno al 23 gennaio e le scioglieranno, mi pare, l’8 aprile, 2 mesi e mezzo dopo. Noi le abbiamo cominciate 1’11 marzo, due mesi e mezzo dopo vuol dire fine maggio. Ciò significa riprendere ad allenarsi a fine maggio e poi per andare in forma ci si impiegano 3 settimane. Potresti ricominciare a giocare a fine giugno, e termineresti ad agosto. Così ricominceresti il campionato a novembre. Non si può, il campionato è finito e lo scudetto non andrebbe assegnato».

Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è però di diverso avviso e tiene viva l’idea di un campionato da concludere. «La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale», ha detto Gravina, che poi ha aggiunto: «Il ministro Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri. Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita».

Tare, ds della Lazio  ribadisce che il torneo va terminato «per rispetto dei morti e per i fan». Sull’argomento duro botta e risposta tra Pippo Inzaghi, tecnico del Benevento in B, e Demetrio Albertini. «Il campionato va finito per garantire la regolarità. Sento tanti discorsi, ma la cosa più limpida e giusta è tornare a giocare. Nessuno deve subire danni», ha detto Inzaghi. E Albertini: «L’ignoranza sceglie sempre le parole sbagliate».

Costacurta ha aggiunto: «Sono pessimista. Non riesco a immaginare che si possa riprendere, nemmeno a porte chiuse: ci sarebbero comunque 22 persone in campo più gli staff in movimento. Spero di sbagliarmi, che la situazione migliori. Il problema è il 30 giugno. Riguardando le carte federali è molto difficile ottenere una deroga. Dovremmo fare come nell’Nba: un uomo forte, il commissioner, decide nell’emergenza».

Samp, taglio stipendi: difficile ipotizzare che i giocatori accettino. Da valutare anche i contratti in scadenza.

Ferrero orientato a chiedere ai giocatori di rinunciare a tre mesi di stipendio,  ma pare difficile ipotizzare che i giocatori lo possano accettare. E poi un conto è il diritto e un altro la sua applicazione alle singole realtà. Ferrero e Romei in prima persona dovranno sedersi al tavolo di fronte a ogni giocatore, affrontando caso per caso. Barreto, Yoshida e Bertolacci ad esempio sono in scadenza e bisognerà valutare il da farsi.

Nel frattempo la società ha inviato una lettera ai giocatori, in pratica riconoscendo l’impossibilità di allenarsi in gruppo e autorizzandoli implicitamente a partire da Genova se avessero voluto, a patto di rispettare le norme sanitarie. Yoshida e Vieira sono subito volati a Southampton e altri potrebbero seguirli.

Il Secolo XIX

Stipendi, Ferrero: riduzione in base all’inattività, potrebbe chiedere 3 mesi di rinuncia.

La Juventus ha aperto la strada sul taglio degli stipendi, mentre le altre 19 società di Serie A al momento stanno alla finestra in attesa di capire se il campionato ripartirà oppure no. Le strategie sulla riduzione degli ingaggi nasceranno da qui. I legali delle parti sono però già alacremente al lavoro e si stanno preparando. Il vertice Lega di A-Aic previsto ieri sera è slittato, era attesa la presentazione di un piano collettivo di sospensione dei pagamenti. Le società si appellano all’articolo 1464 del codice civile che in pratica dice: se sei impossibilitato a lavorare (come in questa emergenza), posso non pagarti. I giocatori stanno vagliando le finestre di legge, eventualmente, per svincolarsi.

La predisposizione all’accordo, come riporta Il Secolo XIX,  c’è, i giocatori di A sono entrati nell’ottica di lasciare qualcosa, ma le società non devono commettere l’errore, etico e pratico, di “approfittare” dell’emergenza Covid-19 per risolvere eventuali loro problemi di liquidità. La Figc deve riconoscere che il pagamento dello stipendio in questo periodo è ragionevolmente contestabile. Scongiurando eventuali penalizzazioni in classifica se non saranno saldati entro i termini federali.

La Sampdoria dopo il mercato di gennaio (e le cessioni di Rigoni, Murillo e Caprari) ha un po’ ridotto il suo monte ingaggi: circa 16,5 milioni netti senza bonus, supera i 20 con i bonus. Al lordo quasi il doppio.

L’idea di Ferrero è proporre ai giocatori una riduzione parametrata al periodo di inattività. Se non riprenderà il campionato, il club potrebbe richiedere al tecnico (staff?) e giocatori di rinunciare a 3 mesi. Un mese di stipendio pesa sul bilancio blucerchiato per circa 3,5 milioni lordi. Due per 7 e tre per 10,5.

 

Nota AIC: “Nei momenti di difficoltà ognuno deve fare la sua parte”.

“Nei momenti di difficoltà ognuno deve fare la sua parte”: è questo il senso di una nota dell’Associazione calciatore sulla questione del taglio degli stipendi per il quale oggi era in programma un colloquio con la Lega di serie A poi slittato. “Nella giornata di oggi – si legge nella nota – si è tenuta la settimanale riunione del direttivo dell’AIC e di seguito con i rappresentanti e capitani di serie A. Il momento è delicato e le recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora lasciano presumere ancora qualche settimana di chiusura attività. In quest’ottica e alla luce dell’accordo tra i calciatori della Juventus e la società si è discusso della conclusione giocata dei campionati e delle eventuali tempistiche”.
“Dalla serie A ai dilettanti l’auspicio è quello di, avendone le condizioni di sicurezza, poter portare a termine la stagione, fosse anche superando la data del 30 giugno – scrive l’Aic -. Le condizioni di ripresa dell’attività dovranno avvenire in condizioni di approfondito controllo medico e rispettando tutte le indicazioni che verranno fornite dai medici e dalla FMSI.
Nella purtroppo malaugurata ipotesi di chiusura anticipata della stagione lo scenario ci vedrà senz’altro partecipi della situazione e per questo i calciatori sanno di dover svolgere la loro parte. In questo senso è stata evidenziata come nelle diverse categorie siano diverse le esigenze ma si è stati tutti concordi nell’obiettivo di tutelare le posizioni delle categorie più in difficoltà”.
Per l’Assocalciatori “la costituzione di un fondo assistenziale destinato al sostentamento di queste situazioni di precarietà dovrà coinvolgere tutte le parti in causa. I calciatori sono già sintonizzati su questo ma ad oggi non si è avuto ancora contezza di quale sia la parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento. Figc, Leghe, organizzazioni internazionali, quale sarà il loro apporto a questo scopo? Sarà uno degli argomenti sui tavoli di discussione che si stanno portando avanti ormai da qualche settimana e che dovranno avere come primo obbiettivo fare squadra, ognuno per la sua parte”. (ANSA).

(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Veron: “Profonda tristezza per la scomparsa di una persona per me molto speciale”.

Juan Sebastian Veron ha espresso tutto il suo cordoglio per la scomparsa di Filippo Mantovani, ecco il suo post su Instagram

“Profonda tristezza per la scomparsa di una persona per me molto speciale, Filippo Mantovani. Le mie più sentite condoglianze a tutta la famiglia, vi sarò sempre grato per avermi accolto in Italia con affetto e per avermi fatto sentire a casa.
Un forte abbraccio
Juan Sebástian Verón”

Serie A: richiede formalmente la sospensione degli stipendi. Ecco la lettera.

Si richiede l’interruzione degli stipendi dei calciatori fino alla fine della situazione di emergenza”. L’Associazione Italiana Calciatori valuterà quest’importante proposta, questo lunedì 30 marzo sarà infatti una giornata importante per quanto riguarda la questione stipendi dei calciatori. Alle ore 14 per l’AIC in programma un consiglio direttivo, ad anticipare alcune riunioni importanti. Alle 17 i vertici dell’Associazione Italiana Calciatori parleranno, in call conference, con i rappresentanti delle 20 squadre di Serie A. Alle 19, invece, è previsto il fondamentale incontro, sempre in video-conferenza, con la Lega Serie A.