Le pagelle di Chievo Sampdoria

Rafael 5,5 –  insicuro.

Bereszynski 6 – Il duello con Jaroszynski, terminato in parità.

Ferrari 6 – Una delle poche note positive del finale di stagione della Samp.

Colley 5,5 – Convincente la gara del colosso della difesa di Giampaolo, anche se fa superare con troppa facilità dal tocco morbido di Leris in occasione del gol.

Tavares 6 – Qualche spunto interessante per un giocatore che, forse, avrebbe meritato qualche minuto in più. (Sau s.v)

Praet 5,5 – Meno brillante rispetto alle ultime uscite.

Ekdal 6 – Il ruolo da mediano ora gli calza bene e lo dimostra soprattutto in fase d’interdizione.

Linetty 5 – Il centrocampista polacco ha sbagliato molto soprattutto nel controllo del pallone. (67 °Jankto 5,5)

Defrel 6 – L’unica sufficienza offensiva della Sampdoria: qualche discesa si rende infatti pericolosa.

Quagliarella 5,5 –  Male nel controllo di palla e nella conclusione.

Gabbiadini 5 – Continua a deludere l’ex attaccante del Southampton. (60°Caprari 5,5)

All. Giampaolo 5

ARBITRO: Aureliano 5,5 – L’espulsione per Barba è forse esagerata viste le dinamiche

Accadde oggi: 19 maggio 1991 Sampdoria Campione d’Italia

Il 19 maggio 1991, in un Ferraris tutto esaurito, la Sampdoria vince il suo primo storico scudetto grazie alla vittoria per 3-0 contro il Lecce.

Sono passati 28 anni, ma il ricordo di quella giornata resta indelebile.

Era la Sampdoria di Vujadin Boskov e del Presidente  Paolo Mantovani, la Sampdoria dei gemelli del goal, Vialli e Mancini, del portiere Gianluca Pagliuca, di Attilio Lombardo, ma anche di elementi di spessore ed esperienza come  VierchowodCerezo e Dossena. La Sampdoria del direttore sportivo Paolo Borea.

Mancini  era assente per squalifica. A sbloccare la partita ci pensò Cerezo dopo neanche due minuti, ma quando Mannini si inventò un euro-gol quasi da centrocampo, tutti capirono che il sogno era ad un passo. Il culmine della gioia arrivò grazie alla rete di Vialli con tanto di immancabile capriola. La Sampdoria era là, in cima alla classifica, più in alto di tutti, e nessuno avrebbe più potuto raggiungerla.

La vittoria con il Lecce porta i due punti decisivi per staccare definitivamente l’Inter e il Milan e guardare tutti dall’alto con una giornata d’anticipo.

Bellucci: “Verso la Samp ho grandissimo amore e riconoscenza”

Claudio Bellucci è stato intervistato da TMW e ha parlato del passato, presente e futuro.

-Il tuo cuore rimarrà per sempre legato alla Sampdoria ?

“Nasco in un quartiere ed una famiglia di romanisti, ma sono arrivato alla Sampdoria all’età di 14 anni ed ho fatto tutta la trafila giocando anche sei anni in prima squadra. Verso di loro ho un grandissimo amore e riconoscenza. Quando tutto il blocco doriano si trasferì alla Lazio vincendo lo scudetto sono stato contentissimo per i miei ex compagni e l’ex tecnico, hanno fatto una grandissima stagione e avrebbero potuto vincere ancora di più”.

Cosa pensi del possibile cambio di proprietà?
“Vivo a Bogliasco, quindi le voci mi arrivano in continuazione. Tutti parlano di Vialli e so cosa questo possa significare per i tifosi, lo dice uno che è cresciuto alla sua ombra. Non ho particolari informazioni in più rispetto a quanto pubblicano i giornali, ma penso che ancora non si sia concluso nulla. Ferrero? Ha fatto sicuramente bene, prendendo Giampaolo è riuscito a dare un’identità alla squadra”

Spiegaci cosa è successo con l’Albissola e quell’esonero
“Sono subentrato all’ottava di campionato con la squadra ultima ad un punto, per merito dei ragazzi risaliamo, ma vengo mandato via con 22 punti fatti e noi fuori dalla zona play out. Ci sono stati dissidi con la società per via di differenti vedute, vedevamo il calcio in maniera diversa. In organico avevo sei ’99, tre 2000 e tre 98, forse eravamo i più giovani dei tre gironi, sembravamo una Primavera con l’aggiunta di quattro fuori quota. Sicuramente sono dispiaciuto per quanto accaduto perché Io, il mio secondo ed il preparatore atletico abbiamo fatto un ottimo lavoro. Ma si sa, il calcio è strano”.

Ti ha sorpreso l’addio di Allegri alla Juventus?
“Non mi aspettavo finisse in questo modo, pensavo avrebbero proseguito un altro anno insieme. Ma è anche giusto che si cambi, sia da parte della Juventus che di Allegri che dei giocatori. Dopo cinque anni in una società gli stimoli possono venir meno, anche se alla Juventus non è successo, Allegri è un grandissimo tecnico e non gli si può rimproverare davvero niente per quanto ha vinto. Simone Inzaghi come sostituto? Se cercano un allenatore italiano Simone è quello che tra i giovani sta facendo meglio, ha già conquistato un trofeo sfiorando lo scorso anno la qualificazione alla Champions. Guidare i bianconeri sarebbe un prestigio assoluto, lo spero per lui, come per la Juventus che per tutto il calcio italiano. Sarebbe bello che ci sia un nostro connazionale su quella panchina”.

Vedresti bene Gasperini alla Roma?
“Lo vedrei benissimo. Insieme a Giampaolo in Italia è colui che dà il miglior gioco alle squadre. Quello che ha fatto all’Atalanta è qualcosa di clamoroso, oggi conosciamo tutti i giocatori orobici ma se sono così bravi è merito del gioco e dei metodi di Gasperini. A me piace Di Francesco come allenatore, e prima di mandarlo via ci avrei pensato un attimo. Il club giallorosso ha poi scelto per il meglio con Ranieri visto che era uno dei pochi che poteva riportare serenità all’ambiente. Se non dovessero riconfermarlo Gasperini sarebbe perfetto, l’esperienza all’Inter non fa testo perché dopo il triplete mi sembra che tutti abbiano fatto fatica”.

E completando il domino De Zerbi potrebbe andare alla Lazio
“Sono felice quando si punta a giovani tecnici italiani, anche io ho intrapreso questa strada. Gli italiani sono preparati al livello degli altri, la scuola a Coverciano insegna tanto ed a livello mondiale siamo tra i migliori. La differenza magari è che gli stranieri hanno a disposizione squadre clamorose, gli italiani invece devono dimostrare qualcosa in più. Quindi sarei contento se De Zerbi andasse alla Lazio”.

Mi confermi che ai tuoi tempi era molto più difficile arrivare in nazionale?
“Quando ero all’apice della carriera si vociferava di una mia chiamata in azzurro, poi se vai a leggere i nomi di chi c’era allora, gente come Totti, Del Piero, Vieri e Pippo Inzaghi…addirittura all’inizio facevano fatica Di Vaio, Quagliarella e Di Natale, c’era sicuramente più scelta per gli allenatori. Calciatori che segnavano 20-25 goal a campionato per tre o quattro anni di seguito, noi invece che giocavamo con formazioni di rango medio superavamo a stento quota dieci goal. Erano altri tempi, allora era sicuramente più difficile. Oggi l’Italia ha bisogno di un finalizzatore che faccia rendere al meglio il tanto lavoro che viene svolto. Se gli azzurri lo troveranno allora avranno un futuro radioso, Il prescelto potrebbe essere Moise Kean”.

Sei un convinto ammiratore di Kean
“Spero possa avere in nazionale lo stesso percorso di Vieri, Vialli o Luca Toni. L’ho incontrato per quattro anni quando lavoravo nel settore giovanile della Sampdoria. Già all’epoca era di un altro livello, assolutamente immarcabile, potevi al massimo sperare di tagliargli i rifornimenti. Era superiore a tutti per fisico, tecnica e personalità anche giocando sotto età. Perché lui ha tantissimo carattere e lo vedi anche da come lo considerano compagni più grandi di lui. Non mi stupisce che stia già segnando in serie A”.

Che ricordi hai di Napoli? E’ stata un’avventura chiusa fra tantissime polemiche
“Delle volte mi capita di pensare a quel periodo, purtroppo ho beccato in pieno il passaggio tra Ferlaino e Corbelli. Ero giovane, nel pieno delle mie forze, potevo fare meglio anche se due infortuni mi hanno massacrato. I napoletani hanno lasciato un ricordo eccezionale nel mio cuore, sono felice che quando li incontro mostrano un affetto particolare nei miei confronti. Loro hanno voluto bene a questo ragazzino ed io l’ho voluto a loro”.

Il problema quindi era Corbelli
“Successe un macello. Mi avevano detto che personaggio fosse, e i fatti mi hanno dato ragione visto come è andata a finire. Anche se io avessi firmato mi avrebbe venduto in ogni caso, stavamo trattando il rinnovo da un anno ma la mia sorte era segnata. Le sue accuse non erano vere, mi sono svincolato ed ho firmato con un nuovo club (il Bologna, ndr) solo a fine stagione”.

Ragionando a posteriori, fu un errore mandare via Zeman?
“Con il mister mi trovavo benissimo, non ero mai stato così bene a livello fisico. Sapevo che lui poteva darmi uno scatto in più nella carriera, da attaccante sono sempre e comunque a favore di Zeman. Con il senno di poi cacciarlo fu un errore, eravamo poco esperti ed avevamo bisogno dei nostri tempi per assimilare gli schemi e smaltire la fatica. La cessione di Schwoch fu a sua volta uno sbaglio? Sì, anche perché poi Stefan andò in un’altra squadra dove giocò poco, mentre a Napoli già sapevamo cosa poteva dare dopo una stagione strepitosa”.

Edmundo era poi così terribile come carattere?
“Con lui avevo un ottimo rapporto, era un giocatore di un altro pianeta, forte come pochi, ma secondo me non era adatto per l’impresa che dovevamo fare noi. il Napoli doveva salvarsi e badare al risultato più che al gioco, se fosse andato in un club come Milan o Roma avrebbe potuto fare la differenza. Quando andò al Carnevale di Rio con l’accordo della società la situazione peggiorò, ed al suo ritorno eravamo ancora più in crisi. Non è una persona cattiva, dava confidenza a poche persone essendo timido e riservato. Andavamo spesso a cena insieme, da fuori non si direbbe ma lui è calmo ed educato. Poi magari i soggetti calmi quando perdono la brocca fanno i danni”.

Per chiudere, ti senti ancora con Francesco Flachi?
“Sì, ci sentiamo, siamo in buonissimi rapporti pur non avendo mai militato insieme. Il 31 maggio sono stato ufficialmente invitato alla sua partita di addio ai tifosi, un’occasione per salutare il suo pubblico. Si terrà alla Sciorba, un piccolo campo di Genova, sarà una partita fra vecchie glorie della Samp”.

18 Maggio 2019

22:48

Finisce a reti inviolate la sfida tra Milan e Sampdoria Primavera

La sfida tra Milan e Sampdoria Primavera finisce a reti inviolate, nonostante un calcio di rigore assegnato in favore del Milan all’ottavo minuto del secondo tempo per un contatto in area di rigore tra Peeters e Capanni: Kaprikas viene battuto, ma la palla esce a lato del palo.

Un punto quello di oggi che non risolve la situazione dei ragazzi del mister Pavan, la permanenza o meno nella categoria si deciderà solo la prossima settimana nell’ultima giornata di campionato.

Premio come miglior attaccante a Fabio Quagliarella

Come si evince dal Comunicato sul sito ufficiale Lega Serie A ha istituito, a partire da quest’anno, i riconoscimenti per i migliori giocatori della stagione, che saranno premiati con un trofeo consegnato sul terreno di gioco prima della loro ultima partita casalinga.”

Luigi De Siervo , Amministratore Delegato della Lega Serie A ha dichiarato: “Abbiamo voluto premiare i migliori calciatori perché sono i protagonisti che contribuiscono a rendere le nostre competizioni tra le più affascinanti al mondo. Le classifiche sono state stilate su dati oggettivi e sistemi di monitoraggio delle performance brevettati e certificati su base scientifica

Sampdoria – Juventus sarà lo scenario in cui verrà premiato Fabio Quagliarella come miglior attaccante del campionato 2018/2019.

Gli altri premi assegnati sono:

MIGLIOR PORTIERE: Samir Handanovic (Inter-Empoli, 38ª giornata)
MIGLIOR DIFENSORE: Kalidou Koulibaly (Napoli-Inter, 37ª giornata)
MIGLIOR CENTROCAMPISTA: Milinkovic-Savic (Lazio-Bologna, 37ª giornata)
MIGLIOR ATTACCANTE: Fabio Quagliarella (Sampdoria-Juventus, 38ª giornata)
MIGLIOR GIOVANE: Nicolò Zaniolo (Roma-Parma, 38ª giornata)
MVP – MIGLIORE IN ASSOLUTO: Cristiano Ronaldo (Juventus-Atalanta, 37ª giornata)

*tra parentesi il giorno in cui verrà assegnato il premio

 

Alex Ferrari:”Il club ha deciso di riscattarmi, spero che Giampaolo resti”

La società non ha rilasciato nessuna dichiarazione in merito al riscatto se sia già avvenuto o no, le parole di Alex:

“La mia aspirazione è crescere ancora. Il fatto che il club abbia deciso di riscattarmi, dimostra che intorno a me verrà costruito un progetto. Spero dunque di avere più spazio in futuro”.

Spera che Giampaolo resti?
“Mi farebbe piacere, sono venuto anche per lui. Con lui l’apprendistato non finisce mai e dopo un po’ che la squadra gioca insieme sotto la sua guida, gioca sempre meglio”

Giampaolo: “Sul futuro non ci sono percentuali, Quagliarella è in gran forma”

Finita la conferenza stampa di Giampaolo , le sue parole:

“Futuro? Non ci sono percentuali. Non ho elementi ulteriori dalle mie ultime dichiarazioni. Ci vedremo in settimana e capiremo cosa è la cosa migliore per tutti»

«Quagliarella gioca per il suo obiettivo personale. Sta bene. In allenamento lo vedo motivato e ci tiene. È lì, farà di tutto per diventare capocannoniere. È alla portata come obiettivo, a meno di grandi stravolgimenti. Al massimo la deciderà l’ultima tra una settimana. Sarà una piccola vittoria di squadra. La Sampdoria ha avuto le normali difficoltà a mandare in gol i calciatori, deve trovare più equilibrio tra le proposte offensive ed essere forti difensivamente, sono convinto che su questo si possa lavorare. Mantenendo inalterati i gol, si può ridurre il numero dei gol subiti e magari pareggiando qualche partita in più. La mentalità della Sampdoria mi piace, pensare che possiamo vincere qualsiasi partita mi piace. Siamo in grado di poter vincere le partite, c’è la convinzione. Quando non riusciamo a vincere però dobbiamo cercare di non perdere. Defrel si è aggregato ieri, sta meglio. Anche Ronaldo è rientrato solo questa mattina. Avevo pensato di farlo giocare, ma non posso perché non l’ho avuto per tutta la settimana. Probabilmente Praet potrebbe giocare play, in quel caso Barreto va a fare la mezzala. Trequarti gioca Defrel o Ramirez».

Primavera: Milan vs Sampdoria, i convocati

La Primavera blucerchiata, oggi pomeriggio alle 17.00 disputerà al Vismara un’importante sfida contro il Milan .

Per l’occasione il mister Pavan, come riportato da  sampdoria.it, ha stilato la seguente lista dei convocati:

Portieri: Boschini, Hutvagner, Krapikas, Raspa.

Difensori: Campeol, Doda, Farabegoli, Giordano, Maggioni, Sorensen.

Centrocampisti: Bahlouli, Benedetti, Canovi, Ejjaki, Peeters, Perrone, Soomets, Trimboli.

Attaccanti: Boutrif, Cabral, Cappelletti, Maglie, Prelec, Scarlino, Yayi Mpie.