ANSA: Gabriele Gravina, inviata richiesta per l’utilizzo di 5 sostituzioni a partita.

(ANSA) – ROMA, 5 NOV – Il presidente della Figc Gabriele Gravina, ha annunciato al consiglio federale di oggi di aver inviato all’Ifab (International Football Association Board), ente che stabilisce le regole del calcio, la richiesta di poter applicare anche al campionato di serie A l’utilizzo delle cinque sostituzioni, in luogo di tre, come già avviene nei campionati di Serie C e Serie D.

13 maggio 2009: Lazio – Sampdoria finale di Coppa Italia

In un Olimpico stracolmo, con circa 20.000 tifosi sampdoriani assiepati nella curva sud, il 13 maggio 2009 va in scena la finale di Coppa Italia.

Il risultato tristemente noto di questa partita sarà di 7 a 6 dopo quasi 3 ore di gioco e 14 calci di rigore.

Coreografia spettacolare dei 20.000 presenti all’Olimpico

La partita per i blucerchiati nasce male con i biancocelesti in vantaggio dopo 4 minuti con la solita perla di Zarate che con un bolide da 25 metri batte Castellazzi ;

Al 28° Pandev sfiora il raddoppio ma, su assist di Kolarov, tira addosso al portiere.

Al 31° alla prima occasione per i blucerchiati, Pazzini trova il goal del pareggio: Cassano vede l’inserimento sulla destra in area di Stankevicius, lo serve e il lituano gira a  Pazzini che mette la palla nell’angolo.

Dopo il pareggio la Sampdoria trova coraggio e rischia di andare in vantaggio sul finale del primo tempo con una punizione di Cassano e all’inizio della ripresa con un tiro salvato sulla riga di porta da Kolarov.

Il tempo regolamentare si chiude in parità e nei tempi supplementari la sampdoria sciupa diverse occasioni per passare in vantaggio.

Si va ai rigori: Cassano sbaglia il primo, ma Rocchi lo imita al secondo rigore per la Lazio. Si continua ad oltranza, e, purtroppo, l’errore decisivo è di Campagnaro che si fa neutralizzare il tiro da Muslera; non sbaglia invece  Dabo con un preciso tiro alla destra di Castellazzi.

La Lazio vince la Coppa Italia 2009, per i blucerchiati resta tanta delusione.

 

Mancini: Bobby gol, da quando era bimbo al successo. Foto e video in esclusiva

Prima parte della storia di Roberto Mancini, tutte le immagini e video inediti . Dalla sua autobiografia tutte le dichiarazioni

Buona lettura

Il numero “10” è quel giocatore che stupisce ed emoziona, “spiazza” tutti con un gesto atletico di cui forse neppure lui ha piena consapevolezza, e da subito questo numero è nel mio destino: me lo affidarono quando non avevo ancora 6 anni, e lo porto con me da quando ho indossato la mia prima maglia nella squadra di calcio dell’oratorio San Sebastiano di Jesi. Il regalo che chiedevo a Natale ogni anno era sempre lo stesso: le scarpe da calcio (allora di pezza) e un pallone di cuoio.

Potevo andare al Milan, ma la convocazione arrivò per sbaglio alla Real Jesi (che aveva organizzato il provino grazie a Gabrielle e Andrea Cardinaletti), anziché all’Aurora Jesi, società con cui ero tesserato.

Il destino aveva deciso Bologna e così lasciai solo tredicenne Jesi, città dove ero nato, ed il calore dell’affetto dei genitori. Vivo è il ricordo del provino organizzato grazie alla determinazione di mio padre (che mi disse “gioca più indietro così hai più palle e possono notarti”…), poi io fui artefice del resto. Dopo 40 minuti di prova fui convocato nell’ufficio del Bologna Calcio giovanili per firmare un contratto (siglato da papà perché ancora tredicenne!).

La prima persona ad aver compreso che il calcio era il mio futuro fu Aldo, mio padre. Un uomo che prima della passione per il calcio mi ha trasmesso il valore dell’onestà e della semplicità. Mia madre Marianna avrebbe preferito evitare il mio allontanamento da Jesi: sapevo che restando a casa avrei fatto poco, dovevo andare via da tutto e da tutti. Difficile trasmettere in parole i sentimenti ed i pensieri di quegli anni: felice ma spaventato, determinato ma non ancora consapevole del mio talento. Seguii l’istinto (come faccio ancora oggi) e questo mi ha portato lontano.

Il mio obiettivo era giocare a calcio e rimasi stupito quando compresi che il Bologna mi avrebbe riconosciuto un rimborso spese (90 mila lire al mese!): ero perplesso perché venivo pagato per giocare a calcio e divertirmi

In rossoblu ho trovato un settore giovanile perfetto, con tecnici di qualità come Perani, Fogli, Soncini, Bonini, Zagatti, Mantovani e il suo segretario Generale, Emidio Martelli. Bologna è stata la città ideale per crescere: lì ho conosciuto persone speciali che mi hanno adottato e voluto subito bene. Bologna mi proiettò nel grande calcio: il 13 settembre 1981 la mia prima volta in Serie A (avevo solo 16 anni) grazie al tecnico Tarcisio Burgnich debuttai in Bologna-Cagliari. Leggi tutto “Mancini: Bobby gol, da quando era bimbo al successo. Foto e video in esclusiva”

Buon compleanno a Domenico Arnuzzo

Buon compleanno a Domenico Arnuzzo (Genova 6 maggio 1947), ex calciatore e dirigente sportivo della U.C. Sampdoria.

Ad eccezione di due stagioni ad inizio carriera, la sua vita sportiva si è svolta esclusivamente con i colori blucerchiati, come calciatore nel ruolo di terzino, e a livello dirigenziale prima come responsabile del settore giovanile, in seguito come direttore sportivo sotto la presidenza di Enrico Mantovani.

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Diventerà poi osservatore della Nazionale di Marcello Lippi, a lungo suo compagno nella Sampdoria.

«Sono nato a Sampierdarena e non potevo che tifare Sampdoria. Da bambino andavo al Ferraris tutte le domeniche, anche quando giocava il Genoa. Ma il mio cuore è sempre stato blucerchiato, ancor prima di entrare, a 14 anni, nel settore giovanile della Samp».

Tra i ragazzi scoperti nel periodo di responsabile delle giovanili troviamo un nomi come Roberto Mancini, o Boghossian

« Mancini l’ho visto la prima volta a San Siro, quando giocava nel Bologna. In tribuna c’era una riga di osservatori che non finiva più! Dopo un primo tempo così così, anche per via di un infortunio che ne aveva condizionato il rendimento in campo, è stato sostituito. Ovviamente, finito il mio lavoro, me ne sono andato. Nella relazione ricordo di avere scritto: “Ha fatto intravedere grandi potenzialità”. In realtà, avrei dovuto parlare di prestazione negati».

Tanti auguri da tutti noi!

 

Parma vs Sampdoria – scende in campo la beneficenza

Tutto pronto per la sfida di questo pomeriggio tra Parma e Sampdoria, un confronto che da sempre è più una festa che una competizione, ma oggi c’è una ragione di più per rispondere numerosi alla chiamata, ed è la beneficenza.

Le maglie da gioco utilizzate dai calciatori durante la partita verranno messe all’asta e il ricavato della vendita del Parma verrà interamente devoluto all’Istituto Gaslini di Genova, mentre quello della Sampdoria sarà donato all’Ospedale dei Bambini di Parma.

Non ci resta che aspettare le 15.00 per goderci lo spettacolo. Forza Sampdoria, forza Parma e che vinca il migliore!

 

 

Giampaolo : Il mio futuro ?Abbiamo già un appuntamento

«Quando svanisce un obiettivo e si è fuori dai giochi, ci sono meno motivazioni. Questo in tutte le cose che fai nella vita, non solo nel calcio. Poi c’è la parte razionale, che deve essere parte di ogni uomo, che è il rispetto per la maglia, per la tifoseria. E se migliorare il punteggio dell’anno scorso deve essere un obiettivo, lo è. Il Parma è un avversario ancora alla ricerca l’aritmetica salvezza, ma l’ha quasi raggiunta. È una neo promossa che ha saputo fare un buon lavoro. Il merito va all’allenatore e alla programmazione. Mi aspetto un Parma motivato, perché poi quando devi raggiungere la salvezza lo sei. Poi vedremo che partita sarà».

«Abbiamo alzato l’asticella perchè pensavamo potesse rappresentare un motivo di crescita per la squadra. Un po’ l’ho forzata, un po’ ho avuto la sensazione di starci dentro, non ho bluffato su quello che era il percorso della squadra. Ho alzato l’asticella prima perchè ritenevo fosse producente per tenere alto il livello di autostima e creare condizioni psicologiche per ambire a quel tipo di obiettivo. Ho sempre ho ribadito che l’obiettivo era stare in corsa fino all’ultimo perchè sapevo le regole del gioco,cioè che quando l’obiettivo viene meno mancano le motivazioni. Giocare per l’Europa sarebbe stato qualcosa di straordinario. Non ho niente da rimproverare a nessuno. Per me era la possibilità di coronare un lavoro partito tre anni fa: per me personalmente e per i calciatori, per certificare una crescita che comunque c’è stata».

Quagliarella? Spero che sia motivato a raggiungere l’obiettivo di diventare il capocannoniere della Serie A, che resta un obiettivo personale. Questo fa sì che sia il giocatore stesso a tenerci. Dubbi di formazione? Mancano quattro partite e sceglierò di volta in volta chi schierare. Cambierò per capire, dal portiere all’attaccante. La Sampdoria ha fatto più del suo. Situazione infortunati? Caprari sta meglio. Non so se domani partirà dall’inizio o a gara in corso. Domani qualche punto interrogativo nella condizione ce l’ho. Come nel caso di Barreto. Ferrari titolare? Raccoglie, come solitamente accade nelle squadre, il frutto del lavoro e dell’abnegazione, è stato un giocatore esemplare. È un elemento di affidabilità. Le nuove maglie? Ho letto di questa iniziativa e ho visto le maglie. È un gemellaggio che dura da tanti anni, sono segnali importanti nello sport. Bisogna vivere anche di gesti e atteggiamenti che creano l’armonia. Cosa manca alla Sampdoria? Qualcosa manca ed è un’analisi che faremo con la società. Ci siamo dati appuntamento nell’ultima settimana prima della fine del campionato, fra Chievo e Juve, e lì faremo il punto, ci ragioneremo sopra. Qualcosa manca. Come si colma? In tanti modi. Ma questa non è la sede opportuna».

Buon compleanno a Massimo Cacciatori

Oggi facciamo gli auguri a Massimo Cacciatori (Ascoli Piceno 4 maggio 1951),  portiere della U.C. Sampdoria dal 1972 al 1978.

Al termine della sua carriera agonistica, Cacciatori ha conseguito il patentino di Allenatore di Prima Categoria. Ha allenato ad Ascoli, Ancona, Gualdo, Teramo e Campobasso.

Dal 2001 è docente di “tecnica del portiere” alla Scuola Allenatori F.I.G.C. di Coverciano. Nel 2004 ha scritto un libro di testo per il suddetto corso (Il portiere moderno).

Buon compleanno!