Quagliarella ha nel mirino Mancini, basterebbe una doppietta per eguagliare il tecnico della Nazionale.

Fabio Quagliarella, 449 partite in A con 154 gol, sta per tagliare un traguardo importante, infatti, se dovesse giocare domenica con l’Udinese raggiungerebbe la presenza numero 450, come Roberto Baggio e Daniele De Rossi.

Secondo l’analisi fatta oggi su Repubblica Genova, presto Fabio potrebbe puntare anche ad altri traguardi nella classifica all time, essendo al posto numero 33, a 91 partite da Mancini, a 112 da Vierchowood e a 142 da Pagliuca, certo sono traguardi difficili, ma se guardiamo ai gol,  l’attuale tecnico della Nazionale, potrebbe facilmente essere eguagliato, avendo chiuso la carriera a 156 gol, appena due in più di Quagliarella.

Questo per far capire che carriera abbia fatto Quagliarella e quanto abbia dato non solo al mondo blucerchiato, ma al calcio italiano.

Ed è proprio per questo che i tifosi, soffrono pensando a lui e al digiuno di quest’anno, una sola rete, alla seconda giornata in casa del Sassuolo, e per di più su rigore e non su azione.

L’intero ambiente blucerchiato, Ranieri compreso, non vedono l’ora che si sblocchi e contribuisca a portare la Samp fuori dalla zona pericolo.

Intanto nell’ultima partitella di allenamento, Fabio è andato a segno, e tutti sperano che con l’Udinese possa ripetersi.

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Accadde oggi: 25 giugno 1989 – Sampdoria Cesena 2-0 – video

25 giugno 1989, 34′ giornata di campionato Sampdoria-Cesena 2-0, doppietta di Mancini; la Samp termina il campionato 1988/89 al quinto posto, dopo aver chiuso al terzo posto il girone di andata; dalla 22ª alla 29ª giornata la squadra ottenne solo 2 punti, chiudendo –19 dalla scudettata Inter dei record allenata da Giovanni Trapattoni.

La Sampdoria si rifece in Coppa Italia inscrivendo per la terza volta il proprio nome nell’albo d’oro della competizione, battendo nella doppia finale il Napoli di Diego Armando Maradona; fallì invece la sua possibile prima affermazione europea, perdendo la finale di Coppa delle Coppe a Berna contro gli spagnoli del Barcellona.

Nel video goal spettacolo di Roberto Mancini.

Qualificazione Europei: Fabio Quagliarella probabile titolare nella sfida dell’8 giugno contro la Grecia

Sabato 8 giugno la Nazionale del tecnico Roberto Mancini affronterà la Grecia ad Atene, questa sarà la dodicesima partita della sua gestione.
La gara è valevole per la qualificazione alla fase finale degli Europei.

Per quanto filtra, nella formazione di Mancini, che metterà in campo un 4-3-3, fra i titolari in attacco dovrebbe esserci il capitano della Sampdoria Fabio Quagliarella.

L’alternativa potrebbe essere Pavoletti, molto improbabili invece l’utilizzo dal primo minuto di Immobile o Belotti.

Il calcio che amiamo: l’Academy blucerchiata incontra Papa Francesco

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“Il calcio che amiamo”, l’evento che si è svolto nei giorni scorsi in Vaticano organizzato dalla Gazzetta dello sport, con il ministero dell’Istruzione, la Federcalcio e la Lega di Serie A, ha accolto in Vaticano nella Sala Nervi, di fronte a Papa Francesco i ragazzi dei migliori settori giovanili d’Italia, i ragazzi della Nazionale di calcio dei sordi e Francesco Messori, promotore della Nazionale amputati.

Sul palco, tanti volti noti del calcio: campioni del passato come gli ex blucerchiati Clarence Seedorf e Samuel Eto’o, ma anche Javier Zanetti, Franco Baresi e molti altri personaggi del mondo dello sport. Presente anche il tecnico della nazionale Roberto Mancini, con lui anche i dirigenti Gaetano Miccichè, Giovanni Malagò e Gabriele Gravina.

A questo evento hanno partecipato i ragazzi dell‘Academy dell’U.C. Sampdoria, presenti in prima fila.

Una giornata indimenticabile che l’U.C. Sampdoria ha illustrato sul video pubblicato sul canale ufficiale Youtube

Euro 2020: Quagliarella convocato da Mancini

Fabio Quagliarella convocato dal ct Roberto Mancini

Come riferito dal sito di Rai sport:

“Sono 33 i calciatori convocati dal Commissario tecnico Roberto Mancini in vista delle due partite contro Grecia (sabato 8 giugno – Atene, ‘Spyros Louis’ Stadium) e Bosnia Erzegovina (martedi’ 11 giugno – Torino, Juventus Stadium), valide per il terzo e quarto turno di European Qualifiers EURO 2020.

L’elenco dei convocati:

Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Pierluigi Gollini (Atalanta); Salvatore Sirigu (Torino), Antonio Mirante (Roma);

Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Emerson Palmieri (Chelsea), Alessandro Florenzi (Roma), Armando Izzo (Torino), Gianluca Mancini (Atalanta), Alessio Romagnoli (Milan), Leonardo Spinazzola (Juventus);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Cagliari), Federico Bernardeschi (Juventus), Bryan Cristante (Roma), Frello Filho Jorge Luiz Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Stefano Sensi (Sassuolo), Marco Verratti (Paris Saint Germain), Nicolò Zaniolo (Roma);

Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Federico Chiesa (Fiorentina), Stephan El Shaarawy (Roma), Vincenzo Grifo (Friburgo), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Moise Kean (Juventus), Leonardo Pavoletti (Cagliari), Matteo Politano (Inter), Fabio Quagliarella (Sampdoria).

Mancini: Bobby gol, da quando era bimbo al successo. Foto e video in esclusiva

Prima parte della storia di Roberto Mancini, tutte le immagini e video inediti . Dalla sua autobiografia tutte le dichiarazioni

Buona lettura

Il numero “10” è quel giocatore che stupisce ed emoziona, “spiazza” tutti con un gesto atletico di cui forse neppure lui ha piena consapevolezza, e da subito questo numero è nel mio destino: me lo affidarono quando non avevo ancora 6 anni, e lo porto con me da quando ho indossato la mia prima maglia nella squadra di calcio dell’oratorio San Sebastiano di Jesi. Il regalo che chiedevo a Natale ogni anno era sempre lo stesso: le scarpe da calcio (allora di pezza) e un pallone di cuoio.

Potevo andare al Milan, ma la convocazione arrivò per sbaglio alla Real Jesi (che aveva organizzato il provino grazie a Gabrielle e Andrea Cardinaletti), anziché all’Aurora Jesi, società con cui ero tesserato.

Il destino aveva deciso Bologna e così lasciai solo tredicenne Jesi, città dove ero nato, ed il calore dell’affetto dei genitori. Vivo è il ricordo del provino organizzato grazie alla determinazione di mio padre (che mi disse “gioca più indietro così hai più palle e possono notarti”…), poi io fui artefice del resto. Dopo 40 minuti di prova fui convocato nell’ufficio del Bologna Calcio giovanili per firmare un contratto (siglato da papà perché ancora tredicenne!).

La prima persona ad aver compreso che il calcio era il mio futuro fu Aldo, mio padre. Un uomo che prima della passione per il calcio mi ha trasmesso il valore dell’onestà e della semplicità. Mia madre Marianna avrebbe preferito evitare il mio allontanamento da Jesi: sapevo che restando a casa avrei fatto poco, dovevo andare via da tutto e da tutti. Difficile trasmettere in parole i sentimenti ed i pensieri di quegli anni: felice ma spaventato, determinato ma non ancora consapevole del mio talento. Seguii l’istinto (come faccio ancora oggi) e questo mi ha portato lontano.

Il mio obiettivo era giocare a calcio e rimasi stupito quando compresi che il Bologna mi avrebbe riconosciuto un rimborso spese (90 mila lire al mese!): ero perplesso perché venivo pagato per giocare a calcio e divertirmi

In rossoblu ho trovato un settore giovanile perfetto, con tecnici di qualità come Perani, Fogli, Soncini, Bonini, Zagatti, Mantovani e il suo segretario Generale, Emidio Martelli. Bologna è stata la città ideale per crescere: lì ho conosciuto persone speciali che mi hanno adottato e voluto subito bene. Bologna mi proiettò nel grande calcio: il 13 settembre 1981 la mia prima volta in Serie A (avevo solo 16 anni) grazie al tecnico Tarcisio Burgnich debuttai in Bologna-Cagliari. Leggi tutto “Mancini: Bobby gol, da quando era bimbo al successo. Foto e video in esclusiva”

Buon compleanno a Domenico Arnuzzo

Buon compleanno a Domenico Arnuzzo (Genova 6 maggio 1947), ex calciatore e dirigente sportivo della U.C. Sampdoria.

Ad eccezione di due stagioni ad inizio carriera, la sua vita sportiva si è svolta esclusivamente con i colori blucerchiati, come calciatore nel ruolo di terzino, e a livello dirigenziale prima come responsabile del settore giovanile, in seguito come direttore sportivo sotto la presidenza di Enrico Mantovani.

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Diventerà poi osservatore della Nazionale di Marcello Lippi, a lungo suo compagno nella Sampdoria.

«Sono nato a Sampierdarena e non potevo che tifare Sampdoria. Da bambino andavo al Ferraris tutte le domeniche, anche quando giocava il Genoa. Ma il mio cuore è sempre stato blucerchiato, ancor prima di entrare, a 14 anni, nel settore giovanile della Samp».

Tra i ragazzi scoperti nel periodo di responsabile delle giovanili troviamo un nomi come Roberto Mancini, o Boghossian

« Mancini l’ho visto la prima volta a San Siro, quando giocava nel Bologna. In tribuna c’era una riga di osservatori che non finiva più! Dopo un primo tempo così così, anche per via di un infortunio che ne aveva condizionato il rendimento in campo, è stato sostituito. Ovviamente, finito il mio lavoro, me ne sono andato. Nella relazione ricordo di avere scritto: “Ha fatto intravedere grandi potenzialità”. In realtà, avrei dovuto parlare di prestazione negati».

Tanti auguri da tutti noi!