Sampdoria, Candreva: sospeso a tempo indeterminato. Già chiamato Pastorello

ll retroscena

Gli episodi che hanno fatto deflagrare il “caso Candreva” sono due. Come riporta il Secolo XIX, tra ieri e l’altro ieri mattina Ranieri lo ha convocato per chiarire alcuni mal di pancia dell’esterno, senza ricevere risposta riporta il secolo XIX.

Così l’incontro alla fine c’è stato lo stesso, ma nella saletta riunioni del Mugnaini, prima della seduta di videoanalisi, presente tutta la squadra. Il tecnico gli avrebbe fatto notare che si è sentito mancare di rispetto e lo ha allontanato. E’ escluso non solo dalla trasferta di Verona, ma anche dal gruppo e quindi dagli allenamenti. A tempo indeterminato. Decisione condivisa dalla società.Ranieri è furibondo con Candreva e per farlo arrabbiare ce ne vuole. Non gli è capitato spesso che gli partisse la brocca con un calciatore, nella sua lunga carriera. Anche se le cronache, tra verità e romanzo, riportano di rudi confronti con Chiellini (ai tempi della Juve) e Romario (al Valencia). Al momento l’ex interista è ai margini della rosa, non dovrebbe allenarsi in gruppo nei prossimi giorni, la società sta valutando eventuali multe. Il suo futuro blucerchiato è tutto da decifrare. Se la rottura fosse insanabile, c’è un problema: Candreva tecnicamente è in prestito dall’Inter con obbligo di riscatto, a 2,5 milioni, che scatta al primo punto conquistato dalla Samp a febbraio. L’interruzione anticipata comporta che Candreva (legato alla Samp da un triennale da 1,2 milioni a stagione) possa tornare solo all’Inter, che non lo rivuole e che perderebbe quei 2,5 mil.

Leggi qua il nostro pensiero su Candreva espresso dopo la partita di Napoli

Oppure la Samp (stesso caso di La Gumina) dovrebbe acquistarlo subito, pagando i 2,5 milioni, per poi venderlo. E qui entra in ballo il famoso indicatore di liquidità: al momento la Samp (come altre società di A) non può spendere un euro se prima non lo incassa. Dopo la “botta”, si sono messe subito al lavoro le diplomazie. Seguendo due filoni. Il primo conduce a Federico Pastorello, agente sia di Ranieri che di Candreva, e che ha tutto l’interesse a ricucire. Il secondo è interno, si sta muovendo Quagliarella, che un grande ruolo ha avuto nell’arrivo a Genova del suo amico Candreva. Certo il primo passo dovrebbe farlo il calciatore, chiarendosi però anche un po’ con se stesso. Perché i suoi mal di pancia sarebbero conseguenza di alcuni dubbi sulla bontà della scelta fatta, lasciare l’Inter per rimettersi in discussione in una realtà di altro profilo. Dubbi che si sarebbero amplificati nel momento di difficoltà della Samp. E che avrebbe manifestato anche dopo il ko di Napoli, arrivati all’orecchio di Ranieri. Da qui, l’esigenza del confronto, schivato dal calciatore. Ranieri si aspetta moltissimo dai veterani: Candreva, Quagliarella, Tonelli, Ekdal, Ramirez. Dal punto di vista tecnico e comportamentale. Devono dare l’esempio. Ogni comportamento sbagliato, diventa un esempio sbagliato. Il pensare prima a se stessi non è ammesso. E Ranieri, che tutto vede (e tutto sa, anche se fa finta di non sapere) e conosce le dinamiche degli spogliatoi, non lo tollera. Perché mette a rischio la compattezza del gruppo. Non è la prima volta che Bogliasco è il teatro di un dissidio simile. La “madre” di tutte le liti portò Delneri a mettere fuori rosa (e poi riaccogliere) Cassano, nell’anno del 4° posto. A maggio 2015 Mihajlovic mandò a casa Okaka. A ottobre 2013 un litigio Delio Rossi-De Silvestri proprio prima della trasferta di Verona costò il posto al difensore.

16/12/2020

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