Giampaolo: alla Samp 3 anni formativi, Quagliarella sorprendente!

Fonte TMW
Sono stati tre anni intensi, formativi, dove ho avuto la possibilità di

lavorare nella costruzione di una idea, un pensiero calcistico. La società mi ha messo nelle condizioni ideali di allenare e ho avuto la fortuna di allenare giocatori importanti, che anche oggi sono nei migliori club di Italia ed Europa. Quindi è stato formativo, il tutto in un ambiente dove si può lavorare davvero bene”, le parole raccolte da TMW, presente all’evento con un inviato.

La discesa in C, alla Cremonese: “Ricominciare era una opportunità per me, ripartire dall’ultimo gradino dei professionisti per tornare in Serie A. Nella vita bisogna sempre ringraziare qualcosa che ti trasferisce fiducia e io sono tante le persone e gli ambienti che devo ringraziare se sono tornato quattro anni fa ad allenare in Serie A”. Il ritorno di Sarri: “Maurizio è uno dei migliori insegnanti di calcio a livello europeo, è uno studioso, è uno che ricerca, si è fatto da solo. Ha dedicato la sua vita al calcio, alla ricerca delle innovazioni, c’è grande stima da parte mia e si è meritato tutto quello ha conquistato. Lui e Conte tornano dopo esperienza importanti all’estero, parliamo di due allenatori che lo hanno dimostrato in maniera tangibile”. Lo stato di salute del calcio italiano: “Il campionato italiano negli ultimi anni è diventato più difficile, è cambiata la mentalità con cui gli allenatori vanno a giocarsi le partite, anche le piccole hanno assunto la mentalità giusta. Poi la differenza la fanno sempre i calciatori di alto livello, ma alcune volte le idee possono ridurre il gap”. L’Under 21 azzurra: “La Nazionale Under 21 è composta da calciatori che giocano con buona continuità nei rispettivi club, segno che da questo punto di vista le società hanno investito di più nelle capacità dei giovani. La partita di ieri sera lo ha dimostrato, contro una squadra molto forte. Bisogna mettere a frutto le esperienze, positive o negative, si creano luoghi comuni e difficoltà durante il percorso ma non bisogna mai perdere di vista chi sei. Non si finisce mai di imparare”. L’addio di Totti alla Roma: “L’addio di un calciatore fa notizia, di un dirigente un po’ meno. Non ho sentito la conferenza comunque”. Le italiane in Europa: “La Champions non è mai una competizione semplice, l’Inghilterra vince ma non so se è una questione di disponibilità economica, può essere. Ma non è detto”. Il “tradimento” dei tecnici: “Concetto vetusto e superato, gli allenatori danno tutto per il club in cui lavorano, si consumano. È sempre la passione a predominare, il tradimento è un concetto vetusto”. Su Quagliarella: “Quando hai vissuto esperienza con top club come è capitato a Fabio, lottando per vincere Scudetti, coppe e in Nazionale, ritrovarsi a 36 anni con quel tipo di motivazione, è sicuramente sorprendente. Si rischia di adagiarsi e crearsi degli angoli di comodo, di vivere della propria credibilità… invece lui vuole sempre migliorarsi. Non ricordo un allenamento saltato in tre anni, forse non lo ha mai fatto. Un esempio di professionalità incredibile, capocannoniere a 36 con la Samp… l’ha vissuto anche lui come un sogno”.

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