Mancini: “Vialli è come un fratello, Mantovani mi ha voluto bene come un figlio”

Intervista a tutto campo di Mancini alla Gazzetta dello Sport e parla anche molto di Vialli e Paolo Mantovani, riportiamo il pezzo.

Vialli è un suo amico?
«Luca Vialli è come fosse mio
fratello».
Come ha vissuto la sua vicenda personale, la sua malattia?
«Non ne abbiamo mai parlato.
Io sapevo, ma lui non me ne ha
mai parlato e, tutte le volte che
ci vedevamo e ci sentivamo,
scherzavamo su altre cose. Io
ho rispettato al cento per cento questa sua scelta, perché
ognuno ha il diritto di vivere
anche il proprio dolore come
crede. Adesso l’ho visto bene,
lo vedo bene. Spero che possa
tornare tutto in ordine, lui è
forte. L’ho sempre ammirato,
non gliel’ho mai detto. È sempre stato per me un punto di
riferimento, anche se abbiamo
la stessa età. Quando eravamo
giovani, lui era molto più posato di me, ponderato, ragionava sulle cose. L’ho sempre
ammirato come persona. E
come giocatore, non mollava
mai in campo. Noi abbiamo
giocato una vita insieme, durante la nostra gioventù. Abbiamo passato i momenti più
belli sia fuori che dentro il
campo. Gli voglio bene, come
fosse mio fratello. Spero che
tutto vada a posto».
C’è qualcuno che le manca?
«Paolo Mantovani. È stato un
grande presidente, con una visione avanti anni . Mi ha voluto bene come un figlio anche,
a volte, riprendendomi in modo duro. Come è giusto che sia.
Se ne è andato troppo presto, a
sessantatré anni. Avrebbe potuto fare tantissimo, per noi e
per il calcio italiano».