Colley: “Quest’anno ho due obiettivi: difendere al meglio, ma anche togliere lo zero dalla voce gol”

Ai taccuini dell’edizione odierna de Il Secolo XIX, ha parlato Omar Colley.

Il difensore del Gambia in una lunga intervista ha parlato del suo rapporto con l’Italia a un anno dal suo trasferimento: “Bene, adesso conosco l’Italia, l’anno scorso no. All’inizio è tutto più difficile, poi meno”.

Suo suo sentirsi parte del progetto Sampdoria. “Sì, ma anche l’anno scorso mi ci sentivo. Certo era più difficile perché dalla lingua alla tattica, dovevo imparare tutto. Ma già l’anno scorso penso di aver fatto il mio dovere”.

Il suo rapporto con Murillo. “Una bella coppia (sorride). Abbiamo caratteristiche diverse ma ci troviamo bene. Adesso stiamo comunicando con l’istinto perché l’italiano, che entrambi parliamo così così, ogni tanto ci fa scherzi”.

La differenza tra Andersen e Murillo. “Bene con tutti e due. Andersen oltre che compagno in difesa è stato il mio primo compagno di stanza quando sono sbarcato in Italia e mi ha aiutato a inserirmi”.

Sul trasferimento di Andersen al Lione.  “Ha fatto uno step della sua carriera, ora farà la Champions, si sempre puntare a passi che fanno fare crescere».

Sull’aneddoto che Andersen era svegliato di notte dalle sue preghiere…
“No, esagerano, non sono così rumoroso» (sorride).”

Giampaolo e Di Francesco. Quali differenze. “Parecchie. Giampaolo aveva il suo focus sulla difesa, Di Francesco anche molto sull’attacco”.

Preferisce ora o prima? “Tutti e due bravi. Al primo anno per me è stato importante avere un allenatore come Giampaolo che mi ha molto insegnato, da vero maestro. È stato anche difficile, a tratti pesante, però è stato fondamentale per crescere”.

Il suo rapporto con Di Francesco. “Anche lui insegna ma c’è più libertà, anche lui allena la difesa ma ti senti più responsabile individualmente e con più opzioni di scelta nelle situazioni”.

Il gol sfiorato a Monaco e i presupposti per il futuro. “È vero e io sono il primo ad aspettarmeli. L’anno scorso in amichevole col Watford avevo subito segnato, poi stop. Quest’anno ho due obiettivi: difendere al meglio, ma anche togliere lo zero dalla voce gol”.

Paolo Bardetta

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