Magazziniere M.Rossi: “Che storia. Vialli potrebbe essere il prossimo presidente, sa di calcio, è avanti, un ragazzo intelligente”

Massimo Rossi, storico magazziniere della Sampdoria, dopo ben  34 anni di “carriera professionale” dedicata ai colori più belli del mondo, va in pensione.

In un’intervista rilasciata all’edizione odierna del Secolo XIX, si è voluto raccontare cosi: “Chiudo gli occhi e vedo…I primi ritiri al Ciocco. Assunto il 5 maggio, il 12 luglio ero già in partenza per il ritiro. Primo allenamento arriva Boskov “ehi tu mi dai fischietto”…il ragionier Traverso (storico dirigente) mi aveva detto “portati qualche fischietto che questi allenatori qui sono un po particolari”, ne avevo portato qualcuno di plastica. Corsi in campo, Boskov mi disse “che fai tu con questo fischietto, voglio il mio”. Quello con  tre buchini che faceva suoni diversi. Era rimasto a Genova. Lo portò Giulio Garbaglia nel Pomeriggio.”

Quante ne ha viste in 34 anni. “Il mio difetto è stato quello di non riuscire a non godermi le vittorie. Pensavo già all’allenamento del domani. L’unica volta che sono andato in mezzo al campo è stato per lo scudetto. Ricordo la gioia di Paolo Mantovani. Un giorno l’Ingegner Sinesi mi porta una sua lettera, “Per cortesia Sign. Rossi, se non reco disturbo, avrei bisogno di due maglie della Sampdoria”. Un signore.”

Vialli e Mancini. “Che storia. Vialli potrebbe essere il prossimo presidente, sa di calcio, è avanti, un ragazzo intelligente. Lui è stato il primo ad usare le t-shirt sotto la maglia da gioco, con le maniche tagliate. Ne voleva tre: riscaldamento, primo e secondo tempo. Mancini preferiva la canotta di lanetta, da anziani, ma doveva essere lavata 4 o 5 volte “se no mi punge”. Uguale i calzettoni, lavati. Ma la battaglia era sui pantaloncini. Mancini li voleva più lunghi e più larghi,  gli davo quelli di  Briegel. Vialli una volta a San Siro mi dice “vai nello spogliatoio del Milan, che ho lo stesso sponsor tecnico, e fatteli dare da Ancelotti, ha il “culone” anche lui. Era diverso il colore del logo e con il pennarello abbiamo fatto diventare blu quello rosso del Milan. Mancini voleva due asciugamani e Vialli pure. Problema li voleva anche Lorenzo, “sono un giocatore anch’io come gli altri”. Lorenzo voleva anche una station wagon nera e Cerezo gli disse “io e te su un’auto scura sembriamo ladri o autisti”.


Le magliette il Cashmere. “Ma la storia più incredibile è quella delle maglie da gioco in cashmere. Lo sponsor tecnico ci manda le maglie nuove in triacetato lucide.  Vialli, “tengono caldo sembrano kway”. Subito Gianluca, Pari, Mancini decidono di farle fare su misura in mezzo cashmere da Merello. Sei o sette mute. Il concetto però era di non scambiarle. Ti puoi immaginare quante volte sono dovuto andare negli spogliatoi avversari per farmele restituire. Soprattutto con Cerezo. Una volta in Coppa con la Fiorentina, ne mancano 3 o 4. Usiamo quelle ufficiali, ma Vialli no, “uso la mia” e giocò con una maglia diversa.”

Gli allenatori. “Eriksson viveva per i quadrangolari di Tennis con Borea, Battara e Focardi. Finale obbligata Eriksson-Borea. Spalletti aveva le mani pesanti, per salutare dava delle manate. Per Mazzarri la priorità era il phon, come per i suoi collaboratori Pondrelli e Frustalupi. Il fisioterapista li chiamava Bee Gees. E tenere Cassano lontano dallo spogliatoio  “perchè se capita quelle mattine che canta, non ne usciamo”. Era fortissimo, mi ha fatto divertire molto, classe superiore. Tra le meteore ricordo Vieri. Mi chiese di portargli a Moena un paio di scarpe da ginnastica e un costume bianco-azzurro. Non arrivò mai. Quel costume era finito su Novella 2000. Paparazzati al mare con la Canalis. L’ho usato anche quest’estate.”

Le liti. “Ad Ascoli una furibonda tra Pagliuca e Mancini che era in uno di quei giorni che stava con gli altri e se l’era presa con Gianluca perchè rinviava male…un’altra tra Spalletti e Lassisi, tutta la settimana il mister gli diceva di prepararsi a marcare Vieri sugli angoli e lui diceva di no. Primo angolo, gol di Vieri. Mancini quando era incarognito era tremendo, a fine primo tempo sii faceva la doccia e voleva andarsene a casa “con questi non gioco più”. Il suo bersaglio era spesso Balleri.  Poi Eriksson lo convinceva a rientrare. Che Bei tempi.”

Paolo Bardetta

Un pensiero su “Magazziniere M.Rossi: “Che storia. Vialli potrebbe essere il prossimo presidente, sa di calcio, è avanti, un ragazzo intelligente”

  • 6 Settembre 2019 in 09:16
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    Grande Massimo!

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