Emiliano Rigoni:”La serie A è un grande palcoscenico dove credo di avere ancora molto da dare, sarò protagonista come Mancini”.

Questa mattina Emiliano Rigoni ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ne riportiamo una parte.

Il suo arrivo a Genova: “E’ stata una trattativa lunghissima, ma si sa come vanno le operazioni di mercato. Ero entusiasta sin dall’inizio della possibilità di venire a Genova e devo dire grazie al presidente Ferrero che ci ha sempre creduto.”

Sull’esperienza all’Atalanta: «Mi è mancata la continuità, ma per trovarla avrei forse avuto bisogno di giocare per quattro, cinque, sei gare di fila. Purtroppo con Gasperini non sono riuscito a incidere come avrei voluto, ma ogni esperien­za professionale ti aiuta a cre­scere, e quella di Bergamo non fa differenza. La serie A è un grande palcoscenico, dove cre­do di avere ancora molto da dare. Nessun rimpianto per il passato».

Su cosa si aspetta la Samp da lui: «Mi carica sape­re che la squadra vuole qualco­sa di importante dal sottoscrit­to. Sono venuto qui per questo, voglio mettermi al servizio del gruppo, per dimostrare a tutti il mio valore, per far vedere che pure io posso trovare un posto da protagonista. Avere Iniziato il campionato con due passi falsi non conta nulla, non servono allarmismi. Siamo pronti a risalire la corrente Non mollia­mo. E poi non avrebbe alcun senso drammatizzare».

Sulla maglia numero 10: «Il dieci ti mette addosso una carica incredibile. Roberto e stato un allenatore importante per me a San Pietroburgo, ml ha aiutato a farmi crescere. Ha grandi competenze, ma del re­sto il suo curriculum da calcia­tore parla chiaro. Ha un grande carisma, e conosco il suo pas­sato blucerchiato. Sono pron­to».

Sulla Serie A: «il livello s’è alzato, sono tor­nati i grandi nomi. Penso che questo fatto possa essere posi­tivo, anche se credo che la A abbia sempre avuto un grande fascino. Sono contento di esse­re tornato qui».

Sul modulo di Di Francesco: «devo dire che il tridente mi piace da morire. So cosa vuole da me e spero di accon­tentarlo. È un modulo che mi si addice, posso giocare su en­trambe le fasce, ma il mister vuole che io parta da destra. Rispetto al passato credo dl es­sere più completo, prima il mio gioco era solo offensivo, ora curo tutte e due le fasi».

Sui compagni di squadra: «Ho trovato Maroni, mio con­nazionale e concittadino, ve­niamo entrambi dalla provin­cia di Cordoba. Ma ho legato pure con Ramirez e Barreto».

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