“Il vero fallimento…è quando smetti di provare…” a cura di Paolo Bardetta

[Foto sampgazzetta.it]

“Vede, il Capro Espiatorio non è solo quello che, all’occorrenza paga per gli altri. È soprattutto, e anzitutto, un principio esplicativo, signor Malaussène.“

Inizio così, senza mezzi termini, con questa frase dello scrittore Francese Pennac, perché alla luce di tutto quello che sta succedendo, dopo un’estate trascorsa a rincorrere finti colpi di mercato, nuove squadre su cui puntare (magari in un’isola felice del Sud Italia), mille promesse da mercante, continue smentite senza colpi di scena ma con colpi testa della peggiore commedia italiana, con una “scarsa presenza direzionale”(per non dire nulla) a fare da “Lanterna Guidatrice”….

“Volete vedere” che alla fine la colpa di tutto è nella mani di Eusebio Di Francesco?

Si perché dopo 5 sconfitte e una sola vittoria, una classifica tremenda con una Samp ultima che fa tremare anche i meno deboli di cuore, adesso è proprio il Mister che “deve riprendere in mano la squadra”.

Si va bene, potrebbe essere vero, ma all’ambiente adesso chi ci pensa? Sempre il Mister?

Il Mister, per dirla alla Pennac, è solo un principio esplicativo, ossia è una spiegazione a largo raggio che serve a coprire ciò che non si riesce a spiegare altrimenti.

Questo lo trovo ingiusto e soprattutto non del tutto veritiero.

Perché se da una parte, e nessuno lo può negare, è lui che decide la squadra da mandare in campo la domenica e conosce i suoi giocatori, è pur vero, dall’altra, che ha dovuto cambiare credo di gioco e “modus operandi” perché i fantomatici interpreti promessi a inizio ritiro non sono mai arrivati.

Anzi, sino all’ultimo, dopo il danno, anche la beffa:Defrel ci dà l’ok domani perché essendo un grande giocatore ha un sacco di richieste. Se viene alla Samp è perché è già stato alla Samp”.

Il giorno dopo ha firmato per il Sassuolo, ovviamente per “scelta di cuore”.

Ecco perché, in un momento delicatissimo come questo, è facile additare la colpa a lui che probabilmente (prendete con le pinze ciò che dico) è una delle vittime di questo gioco di parti in cui a rimetterci sono Mister, Squadra e soprattutto i Tifosi.

Probabilmente la colpa più grande di Di Francesco è stata quella di prendersi tutta la colpa dicendo: «La colpa è mia, ma adesso tutti devono capire. Non so se saprò impormi qui, lo dirà il futuro. Mi auguro di poter cambiare la testa alla squadra».

Probabilmente Mister lei è stato sin troppo un Signore .

Alla squadra è appurato che ci pensi Lei, ma al resto chi ci pensa?

Non serve fare un Cda ordinario il 30 di settembre utilizzando tra l’altro i dispositivi wifi più tecnologici del momento per i collegamenti in tempo reale, e poi lasciare che un consigliere (attenzione non ho nulla contro i consiglieri) dica: “L’importante è che Di Francesco riprenda in mano la squadra. Non si può rimanere in fondo alla classifica se ti chiami Sampdoria”.

Appunto ma se ti chiami Sampdoria, a tante altre cose si dovrebbe far caso, non solo a questo!

Solo che la “società” non ci fa caso, ma noi si.

Per esempio Romei, dove è finito? L’uomo che l’anno scorso era sempre ai microfoni mettendo la faccia e prendendosi soprattutto meriti e demeriti e adesso lo intravedi per sbaglio solo perché forse non ne può fare a meno.

Per non parlare di Pecini. Mai presentato ufficialmente e lasciato in balia di se stesso, visto che si è intravisto solo in ritiro.

L’unico che parla, con frasi studiate a memoria , è il Sign. Osti, che tra l’altro sembra quasi il Jolly di questa realtà. Quanto meno ci mette almeno lui la faccia, visto che fa tutto lui.

Ma tutto questo ovviamente non c’entra nulla con la cessione no? Siamo tutti d’accordo con questo?

E se allora non c’entra nulla, continuiamo a lasciare da solo Di Francesco e diamo le colpe a lui solo.

Perché per dirla alla Zalone, tutti “hanno il mutismo selettivo“.

Che parlino allora se la cessione non centra nulla e non esistono trattative, altrimenti sembriamo come quei binari senza collegamento che vanno a vuoto.

Mister e Tifosi da una parte e società dall’altra. Nessun collegamento.

Ma come si può pretendere altro se nemmeno la storia stessa della Nostra Samp si conosce?

In questo momento la situazione è surreale, sembra come quando i bambini all’asilo davanti la maestra si danno la colpa a vicenda facendo da scarica barile solo perché non ci si vuole prendere la responsabilità di dire “sto sbagliando”.

Siamo dei Marinai è vero, e so che ci rialzeremo, ma in questo momento è come se fossimo tutti in un mare in tempesta dove le uniche ancore di salvataggio al momento sono i cori di sostegno dei nostri tifosi che nel bene e nel male, si vinca e si perda sono lì pronti a sostenere i loro beniamini.

Loro sono davvero gli unici che forse più di tutti vorrebbero sapere la verità. Ed è una cosa legittima e giusta.

Serve fare chiarezza, serve prendersi ognuno le sue responsabilità, serve essere al corrente di tutto. Serve ciò che manca in questo momento.

Di Francesco ha ricevuto, come si dice da giorni, l’ultimatum che è rappresentato dalla gara di Verona, ennesima mancanza di rispetto per un professionista che ha giocato una semifinale di Champions battendo il Barcellona, una delle squadre più forti del mondo.

Se dovessimo vincere a Verona? Diventa un mito?

Se dovessimo perdere? È un incapace che non sa prendere in mano la squadra?

No, lui è purtroppo quel principio esplicativo di cui parla Pennac, un uomo che da solo sta combattendo per far di tutto (cambio di modulo, cambio di interpreti, etc) per uscire da questo tunnel difficile, senza una guida, senza un supporto, lui e i suoi giocatori con la Bolgia alle spalle.

Ecco perché se dovesse essere esonerato (e io spero di no), a perderci non è lui, ma la nostra Cara e Amata Sampdoria.

Ma, visto che ci hanno lasciato da soli, squadra e tifosi, a lottare per uscire da questo momento, facciamolo uniti più che mai.

Dobbiamo farlo tutti senza la paura di fallire ma tenendoci per mano.

Perchè alla fine Ci proviamo, falliamo. Ci proviamo, falliamo. Ma il vero fallimento è quando smettiamo di provare…

Paolo Bardetta

Produzione Riservata SampGazzetta

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