Caso della giornalista Marcellini: spunta una foto che alimenta i dubbi dei tifosi blucerchiati

Ieri ci ha pensato blucerchiati.net a far luce sull’accusa della giornalista Marcellini di essere stata vittima di atti vandalici – incendio auto da parte di tifosi della Sampdoria, giustamente tutta la tifoseria si è sentita accusata.

Gli avvocati delle toghe blucerchiate hanno richiesto le foto, da diverse segnalazioni viene alla luce che una foto sembrerebbe di archivio per un atto vandalico successo il 2 Dicembre 2017, essendoci una denuncia non vogliamo entrare in merito ma come potete vedere dalle foto, sembrerebbero identiche!

Sotto il tweet di accusa della giornalista romana

Le parole di ieri dell’avvocato delle toghe blucerchiate, Gasparino, a blucerchiati.net: 

“Appreso del post mi sono interessato, in stretto contatto con il Presidente della Federclubs Emanuele Vassallo per cercare di verificare la vicenda, che manifestava sin da subito contorni poco credibili. Ho preso pertanto formalmente contatto con la signora, la quale mi ha girato sia copia della (molto generica) denuncia sporta, che alcune foto dell’auto asseritamente “data alle fiamme” (che pubblichiamo su autorizzazione dello stesso Avv. Gasparino, ndr) oltre ad alcuni messaggi di insulti che le sarebbero arrivati sia precedentemente che successivamente.”

Che idea si è fatto in merito?

“Insieme alla collega Serena Stagnaro, esperta penalista, abbiamo verificato come il fatto sarebbe avvenuto a Roma, non ci sono tracce di fuoco ma l’auto sarebbe stata solo danneggiata prevalentemente con un pennarello azzurro e le sarebbe stato rubato un tablet lasciato a bordo nella notte. I sedili lato passeggero e lato guidatore risultano in foto diversi, ma non solo: l’auto risultava inoltre intestata alla madre, pertanto solo una persona avente conoscenza diretta dell’interessata avrebbe potuto identificarla come sua. Poiché tutti questi elementi rendevano poco credibile che si fosse realmente trattato di tifosi sampdoriani “in trasferta” a Roma, ho invitato la suddetta a non accendere ulteriormente gli animi con interviste telefoniche che la stessa continuava a dire di voler evitare.”

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