“Le dodici fatiche di Sir Claudio”-Regia di M.Ferrero

“Le dodici fatiche di Sir. Claudio”, in uscita in tutte le sale “cinemacalcistiche” il prossimo 15 Ottobre 2019.

Beh scusate l’intro e il titolo utilizzando una tra le famosissime storie di episodi tratta dalla mitologia greca ma non riuscivo a trovare attinenza più giusta di questa per spiegare a pieno la richiesta implicita e esplicita fatta dal presidente della Sampdoria nei confronti di Claudio Ranieri.

E, vantando “l’indiscussa” ormai esperienza cinematografica di Ferrero, a onore e gloria la regia sarà tutta sua.

Ben 48 milioni spesi e non utilizzati, o per lo meno al momento depositati in una fredda panchina in attesa di brillare o nel caso di “alcuni” ri-brillare” di luce propria.

Cifre non da poco per una Samp che ultima in classifica, adesso dopo la sosta dovrà ripartire con una nuova guida al timone che avrebbe pure teoricamente un valore aggiunto da sfruttare e far risorgere dal dimenticatoio.

Forse la poca pazienza, forse la differenza di vedute, questo non è da noi facilmente spiegabile e comprensibile, ma fatto sta che, numeri alla mano, ci sono degli investimenti fatti che rischiano, scusatemi il gioco di parole, di “investire contro se stessi“.

Ecco perché il compito che spetta al Sir Claudio è doppiamente allettante e importante.

Perché da un lato non solo dovrà rivitalizzare una Sampdoria in cerca d’identità, ma dall’altro dovrà pure, passatemi il termine, “far resuscitare dei giocatori e plasmarli a vita nuova”.

Iniziando da Ramirez, 12 milioni spesi e prelevato dall’Inghilterra, quasi titolare fisso con Giampaolo e praticamente inesistente sino adesso. Un ‘estate tra voci di mercato e volontà di restare e una realtà che invece adesso lo ritrae lì seduto in quella panchina con la “poca voglia” soprattutto forse di sapere “che apporto può dare”.

Poi Murillo, 14 milioni spesi quest’estate, prelevato dal Siviglia e il difensore più pagato della storia della Samp.

Sono bastate due partite, mai concluse per intero tra l’altro, tra espulsione e errori grossolani per riposizionarlo lì senza nemmeno il tempo necessario di prendere confidenza con una nuova realtà, visto che fu preso per sostituire Andersen.

Colley, 10 milioni, idem, stesso discorso.
Sembra proprio la brutta copia del Colley dello scorso anno. Sembra quasi si sia dimenticato di quanto fatto sino ad ora. Eppure nella Nazionale Gambiana è sempre tra i migliori. Buh, sarà l’aria dell’Italia.

Poi Manolo, arrivato a Gennaio per 12 milioni.
Un ritorno al passato che ancora però ha più ombre che luci. Il talento c’è, ma allora?
Cosa manca a Gabbiadini per fare finalmente il salto di qualità finale e “pulirsi” finalmente da tutte quelle dicerie passate?
Fatto sta che per adesso solo 4 gol da gennaio e poche apparizioni per un talento indiscusso ma forse ha bisogno di un “vero papà” che sappia come farlo esprimere al meglio.

E poi ci sono i 10 milioni di Rigoni, preso nei minuti finali del calciomercato e che, fino adesso è stato solo spezzettato. Il talento per me c’è, è indiscusso, e io non amo ascoltare le voci di chi disse che Gasperini l’anno scorso lo aveva bocciato.

E poi ci sono i discorsi legati a tutto il resto della rosa, a quella diciamo intelaiatura, quella base che ha fatto grande lo scorso anno la Sampdoria.

E qui il compito sarà quello di far ritrovare la “propria consapevolezza” e iniettare quella fiducia ormai persa.

Da Caprari, sempre nelle voci di mercato ma mai marcatore, Vieira, cresciuto si ma troppo in fretta, Audero, Linetty, Ekdal, e Murru (fino ad ora irriconoscibile) e Bere, sino ad arrivare a Quagliarella il nostro trascinatore che sino ad’ora lasciato solo a se stesso deve ritrovare la forza di prima, e tornare a giocare felice come un bambino spensierato….come lo scorso anno.

Promossi o bocciati dunque, non vogliamo fare processi o allarmismi inutili, fatto sta che i milioni sono stati spesi e al momento sono solo lì in bella vista ma attesa di una bella figura. Perché hanno tutte le carte in regola per farla.

Bisogna solo attendere a questo punto, aspettare che questa nuova guida( e sono consapevoli che farà bene) abbia la forza e la stretta volontà di prenderli dalla panchina, rivitalizzarli e schierare in campo.

Io non ho dubbi e sto solo qui ad attendere..perché alla fine per affrontare queste “fatiche” ci vuole anche un po di cuore proprio come diceva Hercules:

“La virtù di un uomo non si misura dalla forza dei suoi muscoli, ma dalla forza del suo cuore.”

Paolo Bardetta

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