Paolo Mantovani, il Presidente degli anni indimenticabili nel nome dello stile Sampdoria.

Paolo Mantovani nasce a Roma il 9 aprile 1930 da una famiglia originaria della Bassa padana, dove vive sino alla fine della guerra. Sfollato a Cremona, ritorna a Roma per poi trasferirsi a Genova.

Paolo è un romano tifoso della Lazio, ma diventa genovese d’adozione dal 1955 quando si trasferisce per lavoro nella sede genovese della Cameli Petroli.

Ricorda il figlio Enrico: “I primi assaggi di Sampdoria a casa nostra li portò la signora Gianna, la donna che stirava le camicie di mio padre. Abitava in Scalinata Montaldo e tutte le domeniche portava noi bambini allo stadio. Papà allora diceva di essere laziale, ma solo perché era nato a Roma. Non l’avevo mai visto tifare“

Perché proprio la Sampdoria? Nessuno mi ha mai chiesto perché ho scelto mia moglie tra le tante.

Il suo primo incarico nella società blucerchiata di via XX Settembre è come addetto stampa, ruolo che svolge per 3 anni (dal 1973 al 1976) sotto la presidenza dell’armatore Glauco Lolli Ghetti. Lascia l’incarico a causa di una brutta contestazione allo stadio, e perché non condivideva il modo di gestire le società.

In questo periodo compie la sua grande escalation nel mondo del greggio, sono gli anni della crisi petrolifera, lascia la Cameli e assieme a due soci, Lorenzo Noli e Mario Contini, fonda la Pontoil, ed entra successivamente nella Nai (Navigazione Alta Italia).

Il 3 luglio 1979 acquista la Sampdoria, ai tempi una squadra in difficoltà nella metà classifica di Serie B.

“Alla Sampdoria non c’è limite al meglio, perciò non c’è apprezzamento per i risultati intermedi”

La squadra riesce a tornare nella massima serie nel 1982 grazie agli investimenti del Presidente, all’abilità dei dirigenti, al tecnico Renzo Ulivieri, nonché alle prodezze di un giovane genio venuto da un altro pianeta, Alviero Chiorri.

Mantovani porta la sua squadra nel giro di pochi anni fino ai vertici del calcio, tanto da vincere tre Coppe Italia (1985, 1988 e 1989), una Coppa delle Coppe nel 1990, lo scudetto nella stagione 1990-1991 e la Supercoppa Italiana nel 1991. Altri risultati prestigiosi furono il raggiungimento di un’altra finale di Coppa delle Coppe nel 1989, di due finali di Coppa Italia nel 1986 e nel 1991, della finale di Supercoppa Europea del 1990, delle finali di Supercoppa Italiana nel 1988, 1989 e 1994 e della finale di Coppa dei Campioni nel 1992.

Sotto la sua presidenza arrivano giocatori internazionali del calibro di Graeme Souness, Trevor Francis, Srečko Katanec, Oleksij Mychajlyčenko e Vladimir Jugović, ma si distingue anche per la scoperta, grazie anche ai due storici direttori sportivi Claudio Nassi e Paolo Borea, di giovani quali Roberto Mancini, Gianluca Vialli, Moreno Mannini, Fausto Pari, Attilio Lombardo, Luca Pellegrini, Gianluca Pagliuca e Pietro Vierchowod. Tra i tecnici che hanno occupato la panchina blucerchiata nell’era Mantovani ricordiamo tra tutti Renzo Ulivieri, Eugenio Bersellini, Vujadin Boškov, e l’ultimo, Sven-Göran Eriksson.

“Quando ho preso la Sampdoria ho assunto anche tre impegni. Uno di carattere personale; il secondo non sentire più i tifosi urlare “serie A”; il terzo riempire lo stadio. Credo di averli onorati tutti e tre.”

Anno dopo anno riesce a costruire una squadra di giovani talenti, di giocatori d’esperienza e di classe portando la Sampdoria ad essere tra le formazioni più forti e blasonate in Italia ma anche in Europa.

E’ stata sua anche l’idea del Torneo Ravano, primo esempio in Italia di manifestazione sportiva riservata alle scuole (la prima edizione si svolge esattamente 34 anni fa, nel 1985) al quale partecipano ogni anno migliaia di alunni, Torneo che, grazie all’intervento della sua famiglia, continua a svolgersi tutt’oggi (dal 1994 ribattezzato Torneo Ravano – Coppa Mantovani in suo nome).

“L’unica cosa di cui non sono pentito, nella mia vita, è di essere diventato presidente della Sampdoria.”

Mantovani è ricordato per la lealtà, per lo stile, per la sagacia con cui ha saputo dirigere la società calcistica e per lo splendido rapporto con i tifosi blucerchiati e con tutti i giocatori che militarono nella Sampdoria durante gli anni della sua presidenza. Oltre ai risultati sul campo, Mantovani riuscì infatti con un carisma senza eguali a trasmettere a una tifoseria intera i valori di un fair-play ineguagliato, quello che ancora oggi viene ricordato come “stile Sampdoria”.

Il 14 ottobre 1993, a causa di un cancro ai polmoni, Paolo muore: il funerale viene celebrato sabato 16 ottobre nella Chiesa di Santa Teresa, nel quartiere di Albaro, alla presenza di migliaia di persone in lacrime. A suonare, per espressa volontà di Paolo, viene invitata una jazz band di New Orleans, la Heritage Hall Marching Band).

Il 6 luglio 2004 il Comune di Genova ha deciso di dedicargli una via cittadina nei pressi del centro commerciale Fiumara di Sampierdarena; a suo nome, nel febbraio 2007, è stata intitolata anche una via di Roma, lungo Via Erminio Spalla, nel quartiere Ardeatino, dove l’imprenditore è citato come “Paolo Mantovani: Presidente della Sampdoria (1930-1993)”. A Bogliasco gli è stato dedicato un altorilievo in bronzo, con il denaro raccolto dai tifosi, raffigurante Mantovani e i principali calciatori protagonisti delle vittorie del periodo 1984-1994, ritratti mentre festeggiano una coppa, con la scritta “A Paolo…anni indimenticabili”.

Rilievo raffigurante la Samp d’oro di Paolo Mantovani

Paolo Mantovani riposa nel cimitero di Bogliasco a poca distanza dal centro sportivo, nella tomba di famiglia, dove ogni anno, il giorno dell’anniversario della sua scomparsa, i tifosi si raccolgono a rendergli omaggio.

Un pensiero su “Paolo Mantovani, il Presidente degli anni indimenticabili nel nome dello stile Sampdoria.

  • 14 Ottobre 2019 in 09:41
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    sei stato unico un grande presidente grazie per tutte le gioie che ci ai dato.

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