Tommaso Augello e la sua favola, dal Pontisola al debutto in A tra libri e pallone.

Per Tommaso Augello, 25 anni, il suo esordio in Serie A con la maglia della Sampdoria nella notte di Ferrara resterà una partita indimenticabile.

Otto anni fa Tommaso, dopo i primi passi nella scuola calcio del Cimiano, nella periferia milanese, metteva piede per la prima volta in Serie D con il Pontisola, dove vive tre stagioni da titolare, con 107 presenze e due gol all’attivo. Numeri valsi il passaggio nei pro a 20 anni. Hinterland milanese, Gorgonzola, per vestire la maglia della Giana Erminio. Altro triennio da protagonista, con 119 partite giocate e una rete. Nell’estate 2017 la B e lo Spezia chiamano, Augello risponde presente: primo anno tra campo e panchina (15 presenze), seconda stagione da titolare con 34 presenze.

Da lì arriva alla Sampdoria. Due mesi con Di Francesco, poi la fiducia ricevuta da Ranieri.

E l’esordio: “Depressi non lo siamo mai stati il mister ci ha dato tanta serenità quando è arrivato. Di certo c’era un ambiente non semplice. Noi abbiamo lavorato con il sorriso”.

“Sensazioni? Quando non sai di giocare dal primo minuto non hai tanta pressione addosso. La tensione viene meno. Quando il mister mi ha chiamato ho tentennato per un attimo, poi ho realizzato che stavo per entrare ed esordire davvero in Serie A. Io credo di poterci stare in questa categoria, lo penso dagli allenamenti anche se il campo poi è un’altra cosa”.

“Esordire con una vittoria è qualcosa di veramente importante soprattutto per la situazione in cui siamo. Sono molto contento. Il mister sta dimostrando che c’è spazio per tutti. Cosa mi ha detto al momento dell’ingresso in campo? Di giocare come esterno alto e credo di aver risposto presente”.

Tanta gavetta prima di una notte da favola per un giocatore nel quale un veterano della panchina come Cesare Albè sin dai tempi della Giana ha visto uno dei terzini più promettenti d’Italia. Il suo mito nelle giovanili era Paolo Maldini, oggi: “Ce ne sono tanti, ma in Serie A mi piace particolarmente Kolarov”.

“Vivo il momento con incanto e mi impegno al massimo perché duri”, raccontava in estate nel ritiro di Ponte di Legno, dove risaltava già per la sua semplicità e per i modi gentili, quelli di chi occupa il tempo libero sui libri per conseguire la laurea. Studia Scienze Sociali per la Globalizzazione alla Statale di Milano. “I primi anni, quando ero a casa, riuscivo a frequentare un po’ e a dare parecchi esami – racconta – Me ne mancano sei, allo Spezia ne ho dato uno ad aprile e quest’anno spero di darne uno o due. Non volevo stare fermo senza studiare e in un futuro tutto questo potrà rivelarsi utile. Io però ho sempre dato priorità al calcio”.

Il suo primo tifoso è sempre stato il padre, che lo ha accompagnato per tutto il suo percorso calcistico. Ma è morto nell’ottobre 2018 e non ha fatto in tempo a vederlo esordire in Serie A. “So che da lassù mi segue” aveva raccontato Augello.

Fonte Sky Sport, foto Getty image

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: