Pozzi: “la Samp è una squadra competitiva, può salvarsi, il fattore mentale è fondamentale.”

Come mai la Samp sta riscontrando così tante difficoltà in fase di finalizzazione? “Purtroppo in Italia si dice i moduli non contano, ma è fondamentale l’atteggiamento che va di pari passo con il piano tecnico-tattico. Il 4-3-3 non era il vestito adatto per le caratteristiche dei calciatori, l’anno scorso c’era un modulo ormai collaudato e la palla veniva portata sulla trequarti con un’azione collettiva, c’era una costruzione di gioco di squadra finalizzata da Quagliarella. Oggi si è cambiato tanto, non proviene più nessuna palla di squadra come in precedenza, bisogna attaccare di più la profondità e oggi a Fabio non si può chiedere questo ogni partita. Usufruiva di un gioco ideale per le sue caratteristiche, bisogna voltare pagina”.

Come ci si cala nella mentalità salvezza? “Difficilissimo perché anche se la piazza è fantastica e i tifosi meravigliosi, quando i risultati non arrivano a Marassi ci vuole personalità per giocare. Bisogna farsi dare il pallone, farsi vedere, cercare di prendersi delle responsabilità – ha affermato l’eroe di Varese -. Ci vogliono giocatori di personalità. Quella di Ranieri è la strada giusta, il 4-4-2 è un modulo equilibrato, per dare compattezza, ampiezza sugli esterni e cercare di prendere il numero minore di goal possibili. C’è da attaccare molto la profondità e questo lo devono fare gli esterni, può farlo Jankto, ma anche De Paoli. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, sbloccare una partita può aumentare l’autostima dei ragazzi. La Samp è una squadra che può essere competitiva, ha tutte le carte in regola per salvarsi, anche se il fattore mentale è determinante”.

Fonte Primocanale