Flash: fallisce la Abaco 101-Cineplex, società della famiglia Ferrero.

L’8 gennaio il tribunale di Padova ha dichiarato il fallimento di una società di Ferrero, dopo aver rispedito al mittente, con una certa durezza, il piano di rimborso ai creditori firmato dalla figlia di Ferrero.

Ma che cosa è successo a Padova? I giudici non hanno dato credito al piano di salvataggio che la figlia di Ferrero, Michela, e i professionisti incaricati avevano presentato per la Abaco 101-Cineplex. E così l’azienda ha fatto crac. L’asset principale di Abaco è la proprietà di cinema multisala a Padova. È un dissesto da pochi milioni di euro, e per questo assai eloquente, con le banche che avevano già portato a sofferenza e rivenduto i loro crediti. Il piano concordatario prevedeva un rimborso intorno all’8% per la maggior parte dei crediti, erariali e previdenziali compresi, «degradati a chirografo», cioè il livello più basso della tutela. Intanto i bilanci indicavano in 102.691 euro lo stipendio annuo del liquidatore: la figlia di Ferrero. La Holding Max della famiglia (l’80% è in mano a Vanessa, l’altra figlia) avrebbe dovuto fornire «nuova finanza esterna», apportando un terreno che avrebbe funzionato da parcheggio per il multisala. In realtà ci voleva ciò che è sempre scarseggiato in casa Ferrero: i capitali. E il tribunale, respingendo la proposta di concordato, ha sottolineato una carenza di fondo: nessuna «analisi critica e motivata dei profili di responsabilità dell’organo gestorio» (da ultimo il liquidatore), cioè la possibilità di avviare azioni risarcitorie, anche perché la società, incredibilmente, «versa in una condizione di scioglimento fin dal marzo 2012». Inutile dire che l’organo gestorio era targato Ferrero.

fonte Corriere economia

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