Arnuzzo: “Romei? Dire il pensiero della società non lo avrebbe compromesso, sarebbe stato segno di rispetto”.

Arnuzzo, durante la trasmissione Gradinata Sud ha espresso i suoi pensieri in riferimento alla società e all’eventuale coinvolgimento negativo della squadra:

“Romei in questi anni ha sempre risposto alle domande dei giornalisti, era la voce della società. Quindi mi sembra che quando incalzato dopo la partita sullo scioglimento del CdA aveva la possibilità di esprimere la posizione della società. Quando le cose vanno bene parlano tutti, quando le cose vanno male fatichi ad intervistare. Le domande tra l’altro erano educate, dire il pensiero della società in questa situazione particolare non lo avrebbe compromesso e avrebbe mostrato rispetto alle persone che vogliono sapere qualcosa sulla Sampdoria.

Le voci su un interessamento per la Sampdoria di Alessandro Ruggeri con Romei Pecini confermati in società mi sembrano invece poco credibili. Romei e Pecini, perché? Pecini a livello dirigenziale, nella Sampdoria, è specializzato nello scoprire giocatori. Si fosse detto Romei e Osti, presidente e direttore sportivo, secondo me sarebbe stato più credibile.

La società per i giocatori è un punto di riferimento importante. Ad esempio, quando c’era un allenamento a Bogliasco e veniva a parlare Paolo Mantovani, l’allenamento era fatto meglio. Ti diceva delle cose per cui il giocatore percepiva la serietà di chi parlava, assimilava e faceva l’allenamento con più intensità.

La società quindi è importante. Tuttavia ritengo che oggi i giocatori risentano poco delle vicende societarie perché non sono di loro interesse. Questo perché non ci sono giocatori che sono attaccati alla Sampdoria perché sono nati a Genova o in Liguria. Tanti sono stranieri, sono attaccati ai colori per un anno, due. C’è affezione per la tifoseria in qualche caso ma finisce lì”.

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