Gasperini-Ienca: per il giudice non fu diffamazione. Procedimento ancora in corso per la spinta.

Lo definì «un provocatore», che in qualche modo si era cercato quello che era poi accaduto (uno spintone) per «recuperare un po’ di sampdorianità». La scena forse è ancora impressa nella mente dei tifosi: nel giugno 2019 la Samp riceve in casa l’Atalanta, match ad alta tensione anche per via di un rigore concesso ai blucerchiati; l’ex allenatore rossoblù Gian Piero Gasperini viene espulso per proteste, imbocca in modo alquanto nervoso il tunnel del Ferraris, dove si trova vis-à-vis con il dirigente doriano Massimo Ienca, che spintona senza complimenti.

Per quei fatti, ricostruiti tra mille polemiche grazie a un filmato amatoriale, c’è ancora un procedimento in corso. Ma nel frattempo il tribunale, come riporta il Secolo XIX,  ha archiviato Gasperini (assistito dall’avvocato Alessandro Vaccaro) per la diffamazione. A denunciarlo era stato lo stesso Ienca (lo assiste l’avvocato Valentina Panvini), accusato di aver fatto «una sceneggiata». Nella prima richiesta di archiviazione, poi respinta, il pm Francesco Cardona Albini aveva sostenuto che «l’appellativo “provocatorio” non è diffamatorio». E che il riferimento alla “sampdorianità” «può essere ritenuto ironico». Per il giudice, la versione di Gasperini non è aderente al filmato (non c’è stata provocazione da parte di Ienca, non si trovava dove non doveva, non è stato semplicemente spostato, non c’è stata sceneggiata), ma «non necessariamente ogni affermazione inveritiera è anche diffamatoria»; e quella di Gasperini, conclude il magistrato, «è più una giustificazione della propria condotta che un’offesa».

foto sampnews24