Samp 16 giorni senza partite, Pincolini: “Routine spezzata, bisogna tenere alta la concentrazione”.

Sedici giorni oggi senza giocare una partita ufficiale. i due rinvii consecutivi delle partite contro Inter e Verona, a causa dell’emergerti sanitaria Covid-19 portato la Samp al comando della classifica “stand-by” di A, al pari di Verona, Sassuolo e Parma (l’Inter anche ha due rinvii, ma ha giocato in Europa League). E quando tornerà in campo i giorni saranno aumentati. Situazione senza precedenti per la squadra blucerchiata e per il nostro calcio. E anche per i preparatori atletici.

Il Secolo XIX ha chiesto un parere sulla situazione a Vincenzo Pincolini, 65 anni, un decano della categoria. Dal 1980 a oggi ha lavorato con Parma, Milan, Atletico Madrid, Roma, Inter, Dinamo Kiev, Lokomotiv Mosca e nazionale ucraina E con tecnici del calibro di Sacchi, Capello e Lippi. Attualmente fa parte dello staff della Figc e in particolare lavora con Nicolato, ct dell’Under 21:

«Sotto il profilo della preparazione fisica non giocare una partita ufficiale per tre settimane non comporta grossi problemi. Anzi, qualche giocatore che non è al meglio o che sta magari recuperando da qualche noia potrebbe anche trarne un vantaggio. Però questi rinvii consecutivi possono andare a toccare il piano della concentrazione. Il calcio professionistico ad alto livello, come la Serie A, si compone di tanti dettagli. Ognuno con il suo peso. Uno di questi è costituito, sembra banale a dirlo, dalla routine. Che adesso è stata spezzata».

«I giocatori sono abituati a vivere la settimana secondo una scansione precisa: giorni di scarico, giorni di carico, rifinitura prepartita, il ritiro in albergo, la ricerca e il mantenimento della concentrazione massimale, la partita, l’adrenalina. E poi si riprende la settimana successiva allo stesso modo. E a che la ritualità a fare il calcio Ecco, adesso non c’è. Devono essere bravi l’allenatore e il suo staff a tenerli sul pezzo nel modo giusto. Evitare rilassamenti anche inconsapevoli. Mantenere il “focus” sull’obiettivo, la Sampdoria si sta giocando la sua stagione in questo periodo. Ma direi che Ranieri e i suoi collaboratori hanno esperienza da vendere. C’è anche da sottolineare come i rinvii siano arrivati entrambi alla vigilia della partita, quindi la preparazione settimanale non ha subito nessuno scossone. Si è lavorato per scendere in campo. Non si poteva quindi preparare un “piano B”».

Alla mancanza della partita si può sopperire aumentando magari il numero delle partitelle di allenamento, che peraltro a Bogliasco sono praticamente quotidiane: «Sì, può essere un buon metodo. D’altra parte ricordo che quando lavoravo nell’Est europeo ci capitava di giocare le coppe arrivando da pause invernali anche lunghe e sotto il profilo fisico siamo sempre andati bene».

I problemi potrebbero nascere però se le sospensioni, anche se a singhiozzo, si riproponessero nelle prossime settimane «Ripartendo nel prossimo weekend i  “danni” sono contenuti. Diciamo che è stata fatta una seconda pausa di Natale. Ulteriori rinvii però potrebbero facilmente generare stress e pressioni. Anche come effetto collaterale delle polemiche che sono già in atto e che potrebbero nascere. L’esperienza mi dice che il 20% degli infortuni muscolari è dovuto proprio alle pressioni. Sei contrariato, dormi un po’ peggio e recuperi male… il circolo che si innesca non è virtuoso. E poi in quel caso semmai sì bisognerebbe ricalibrare un po’ la preparazione, andare a distribuire diversamente le energie, perché si giocherebbe di più a fine stagione e partite intense. Basta vedere quello che succede nei playoff dei vari campionati, dove spesso ci sono sorprese». 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: