Samp: ogni stagione occorrono 25 milioni di plusvalenze per la sostenibilità dei conti.

Venti, venticinque milioni. Quelli che deve realizzare più o meno la Samp alla voce plusvalenze in ogni stagione bilancistica, per la sostenibilità dei conti. Per la sopravvivenza. E su quel tesoretto la società blucerchiata ci deve potere contare (non potendo farlo su eventuali ricapitalizzazioni). La storia parla chiaro, in ogni sessione di mercato estivo qualche quadro è stato venduto e così dovrà accadere anche nella prossima. Solo che la Samp di oggi si va a confrontare anche sotto questo profilo con le montagne russe del campionato in corso. A Ranieri è stato affidato il compito di tirarla fuori dai guai, è un tecnico pragmatico, che bada al sodo. Cioè, a fare punti. Tempo per “esperimenti” ora non ce n’è e così i gioiellini della rosa attuale non stanno seguendo quei percorsi alla Schick o Torreira.

A cominciare da Audero. Un investimento da circa 15 milioni, dal totale versato alla Juve (che ha fatto plusvalenza…) bisogna scontare i circa 4 riavuti per Peeters. Il portiere sta vivendo una stagione complicata, come tutta la squadra. È finito nel mirino della critica, tifosi inclusi. Venderlo oggi difficilmente porterebbe in dote un bel guadagno. E si tratta comunque di investimento che la società deve comprensibilmente difendere. Le minusvalenze sono vietatissime.

Stesso discorso per Colley. Pagato 8 milioni al Genk nell’estate del 2018, ha vissuto un buon periodo di forma dopo l’arrivo di Ranieri ma adesso è in flessione. E sta rischiando il posto. Potrebbe avere mercato in media Premier, ma la sua valutazione attuale potrebbe essere di poco superiore ai 10. Cioè, insoddisfacente. E se finisce in panchina, può diventare un guaio. Anche Vieira è arrivato due estati fa: 7,1 milioni al Leeds. Nelle ultime partite non è stato più titolare, dovrebbe tornarlo nella prossima.

Il Secolo XIX

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