21 giorni senza partite ufficiali: ora la Samp deve dimostrare mentalità e carattere in uno stadio deserto.

Sampdoria-Verona è stata ed è una partita lunghissima, durata due settimane. Perché i tecnici hanno avuto esattamente quattordici giorni di tempo per prepararla, perché hanno sempre saputo da inizio settimana che avrebbero dovuto giocarla.I calciatori sulla teoria saranno preparati alla perfezione, si può immaginare. Avranno rivisto in questa settimana le analisi video della precedente. Ranieri non ha voluto nemmeno aggiungere nulla mediaticamente, confermando quindi le dichiarazioni della settimana scorsa. Vale sempre il «ritengo che uno stadio senza pubblico rappresenti la morte del calcio: si gioca in uno stato di irrealtà». E anche, «il Verona è la sorella dell’Atalanta… serve la gara perfetta… la squadra è molto concentrata, si parla di quello che sta accadendo, ma una volta in campo tutti gli altri pensieri vengono lasciati fuori».

È una partita chiave per il campionato (che vive e vivrà ogni giorno con il futuro in bilico per l’emergenza Covid-19) della Samp. C’è la assoluta necessità d i sfruttare le partite casalinghe e di muovere la classifica. Di scalare posizioni. Il Verona sta viaggiando a ritmi da Champions, è imbattuto nel 2020 e anche da nove partite. Ma non ci possono più essere alibi. Per i blucerchiati è il momento di dimostrare se meritano, come molti pensano, di non stare al quart’ultimo posto. E di dimostrare anche, nel silenzio e nella solitudine di un Ferraris senza i tifosi, il valore di qualità caratteriali e mentali. Provate anche da 21 giorni senza partite ufficiali.

Le porte chiuse, come ricorda il Secolo XIX,  sono una novità per la Sampdoria al Ferraris, ma non in assoluto. La prima esperienza però non era stata per niente positiva, la sconfitta per 3-1 contro il Cagliari a Is Arenas (chiuso al pubblico per problemi di agibilità) praticamente sette anni fa, il 10 marzo del 2013. E non va per niente meglio al Verona, che per sette volte ha giocato senza pubblico, tra casa e trasferta, incluso un ottavo di finale di Coppa dei Campioni contro la Juventus, perdendo ogni volta.

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