Samp costretta a inseguire, ma la volontà di crederci premia Ranieri e i suoi ragazzi.

Ieri, prima della partita, ce lo siamo augurato insieme a Ranieri e questa volta la volontà di crederci e non mollare va riconosciuta ai ragazzi blucerchiati. La gioia e gli abbracci finali di giocatori e staff blucerchiato (alla faccia del protocollo anti Covid) hanno esorcizzato il pomeriggio vissuto ieri al Ferraris. Il termine surreale ormai è scolpito. La sensazione nuova, in questa emergenza nazionale, è quella di una ingombrante tristezza per un campionato che potrebbe essere sospeso fino al 3 aprile. E che magari potrebbe anche essere finito qui. Vedere la Samp entrare in campo al suono di “Lettera da Amsterdam” in uno stadio vuoto, è triste più che surreale. Anche la partita con il Verona ha rischiato di non essere giocata per le notizie in arrivo da Parma. Se non si giocava al Tardini, sarebbe saltato anche il resto dei recuperi. L’arbitro Valeri, come riporta il Secolo XIX, prima del fischio di inizio ha convocato allenatori, Ranieri e Juric, e capitani, Quagliarella e Lazovic: «L’ordine è quello di giocare – più o meno le sue parole – vi chiedo di darmi una mano nel portare alla fine questa partita in uno stadio vuoto. Ma trasmessa in televisione».

La mano gliel’ha data soprattutto il Var, che gli ha consentito di rivedere la gomitata di Dawidowicz su Ekdal (uguale a quella di Murru su Pezzella con la Fiorentina) e di assegnare alla Samp il rigore del 2-1 e di rimediare un’affrettata espulsione di Linetty al novantesimo (peraltro pochi secondi dopo un mancato rosso a Badu). Var che era stato ripristinato dopo un blackout nei primi 12′ della ripresa. E senza la chiamata di Banti, Valeri quel penalty non l’avrebbe mai fischiato. Anche contro il Verona la squadra di Ranieri non ha abbandonato le vecchie abitudini. Cattive nel primo tempo e nei primi dieci minuti della ripresa, dove in campo ci sono stati solo i gialloblù di Juric, l’autorete di Audero (Zaccagni sul cross di Lazovic ha rimesso la palla verso l’area) al 32’ha certificato una netta superiorità. Il Verona ha commesso l’errore di non chiudere la partita, clamoroso in particolare l’errore commesso da Verre davanti alla porta nella ripresa.

Ranieri ha compreso le grosse difficoltà della sua squadra e la sua prima mossa è stata quella di cercare di fermare l’emorragia che accusava soprattutto il lato destro cambiando modulo, alzando Augello sulla linea di centrocampo e passando al 3-5-2.  La seconda mossa si sono rivelati i cambi. Il Verona non poteva reggere quei ritmi forsennati e logicamente nella ripresa è andato calando. Il pressing alto è diventato meno feroce, le scalate meno puntuali, le distanze si sono allungate. Ranieri ha sostituito due in giornata così cosi, Vieira e Gabbiadini, con Linetty e Bonazzoli. L’impatto del polacco si è sentito subito, quello dell’attaccante meno, ma qualcosa là davanti andava cambiato. E Ranieri tra Gabbiadini e Quagliarella ha sacrificato il primo e gli è andata bene. Perché proprio Quagliarella è diventato il protagonista della partita, segnando una doppietta con i primi suoi gol decisivi di questo campionato. La Sampdoria non ha mollato fino alla fine, passando addirittura con l’ingresso di Thorsby al 5-4-1 e rischiando solo su un’incursione di Zaccagni al primo minuto di recupero che ha mandato su tutte le furie Ranieri, «attenti, eravate in tre, ci stiamo giocando la vita».

foto ANSA