Bertelli: “Non sappiamo quanto può durare. Impensabile per la Samp giocare il 5 aprile”.

La Sampdoria ieri nel primo pomeriggio, con la positività al tampone di Gabbiadini, è entrata pienamente dentro l’emergenza sanitaria, diventando “squadra 2”, visto che il numero 1 spetta alla Juventus. Una notizia inattesa che ha finito con lo sconvolgere anche le schede che il preparatore Paolo Bertelli e i suoi collaboratori Massimo Catalano e Carlo Spignoli avevano preparato per i giocatori, parametrate però su un periodo di assenza di allenamenti al Mugnaini di una settimana visto che la ripresa era fissata per martedì prossimo. Periodo che adesso si è trasformato per tutti in una quarantena di due settimane piene. Nei prossimi giorni quindi qualunque attività fisica sarà subordinata al termometro e a una autovalutazione delle stato di salute. Per ogni dubbio, l’ultima parola spetta al responsabile dell’area sanitaria Amedeo Baldari.

Bertelli si sta addentrando nell’ignoto, perché “non ci sono precedenti -spiega il preparatore blucerchiato al Secolo XIX – e, non sapendo quanto può durare, non possiamo avere una risposta esatta. Oggi come oggi vale la letteratura della pausa di Natale che dura in media 7/14 giorni. Quindi è tutto da rivalutare quando riprenderemo gli allenamenti”. Ai giocatori blucerchiati è stato consigliato di svolgere arttività di core (addominali) ed esercizi a corpo libero. Se qualcuno avesse a disposizione tapis roulant o altri attrezzi  può utilizzarli per mantenere un parziale livello di forma. E’ chiaro, però, che il calciatore deve stare bene e non accusare alcun sintomo.

Non c’è letteratura per una situazione come quella che si sta vivendo, e quindi il riferimento di Bertelli resta sempre la pausa di Natale, “abbiamo la fortuna di avere un gruppo molto professionale. Per esempio, quando sono rientrati dal periodo di vacanza delle feste di dicembre, non abbiamo riscontrato il ben che minimo problema. I problemi semmai potranno arrivare quando e se l’ignoto riporterà a una realtà agonistica quotidiana. Perché, dopo due settimane piene di quarantena piena, ce ne vorranno almeno altrettante per recuperare una condizione atletica da campionato.

Impensabile almeno per la Samp tornare in campo il 5 aprile e non si può scherzare con il tempo, perché bisognerà andare al massimo per restare in A. Ci sarà quindi bisogno di una sorta di mini ritiro di primavera. Senza tralasciare che almeno due settimane senza toccare il pallone comportano sicuramente una perdita di ‘Sensibilità”, che non si può certo allenare in un appartamento o in giardino, per chi ce l’avesse.