Serie A: se non si finisse il danno arriverebbe fino a 725 milioni, la Samp ne rischia 45 solo per i diritti TV.

Perché i club di Serie A vogliono assolutamente finire regolarmente il campionato? Semplicissimo, come riporta il Secolo XIX, molti club rischiano un colpo economico mortale. Se non finisse, il danno per i 20 club sarebbe di una cifra tra i 705 e i 725 milioni di euro.

La cifra precisa è ancora impossibile da stabilire perché nel conteggio c’è anche la stima del danno risarcimentale che i broad-caster, le emittenti che si sono assicurate i diritti di trasmissione della A (Sky paga 780 milioni, Dazn 193 e Img 360, in tutto 1,33 miliardi), contesterebbero in caso di inadempienza contrattuale. Ovviamente questa cifra sarebbe ripartita non in parti uguali tra tutte le società ma in base alla grandezza dei vari club e relative quote della torta generale. Per dire: la Juve campione d’Italia di diritti tv ne incassa poco più di 100 milioni a stagione, Samp e Genoa meno della metà (la Samp sui 45, il Genoa circa 43) . E di biglietti stadio e sponsorizzazioni, la forbice è ancora più sbilanciata con le grandi molto più penalizzate. Ma chi più chi meno sarebbero tutti impoveriti dovendo in primis risarcire una parte dei soldi di troppo già presi visto che i broadcaster hanno versato poco più dell’80% del totale a fronte dello svolgimento finora del 74% delle partite previste. E secondo non incassando le restanti due rate di diritti tv che ancora mancano al saldo finale (una era prevista a inizio maggio, l’altra subito dopo fine campionato, ora ovviamente slitteranno in base alla ripresa e ultimazione del campionato). Senza contare che non incasseranno i soldi del botteghino-stadio e altri milioni di sponsorizzazioni, da stadio ma non solo, che senza le ultime 12 giornate verrebbero meno.

Dei 700 milioni e rotti del danno stimato, infatti, circa 400 sarebbero per i diritti tv venuti meno ma gli altri 300 frutto di biglietti, sponsor e danni vari sommati insieme. Ecco perché da Lotito a Ferrero a Preziosi a tutti gli altri, non c’è un presidente di A che non incroci le dita perché il calcio possa ripartire e concludersi la stagione. Nel caso anche a porte chiuse ma finirla. Con le porte chiuse, il danno per i club ci sarebbe ugualmente ma molto più contenuto.

(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)