Campionato Serie A: 15 società su 20 sono d’accordo con la chiusura definitiva.

Cresce il partito dell’annullamento del campionato, che ormai riguarderebbe 15 club di A su 20. Lo dicono da tempo Preziosi e Ferrero, lo ribadisce il presidente granata Urbano Cairo: «A Wuhan hanno cominciato le misure restrittive intorno al 23 gennaio e le scioglieranno, mi pare, l’8 aprile, 2 mesi e mezzo dopo. Noi le abbiamo cominciate 1’11 marzo, due mesi e mezzo dopo vuol dire fine maggio. Ciò significa riprendere ad allenarsi a fine maggio e poi per andare in forma ci si impiegano 3 settimane. Potresti ricominciare a giocare a fine giugno, e termineresti ad agosto. Così ricominceresti il campionato a novembre. Non si può, il campionato è finito e lo scudetto non andrebbe assegnato».

Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è però di diverso avviso e tiene viva l’idea di un campionato da concludere. «La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale», ha detto Gravina, che poi ha aggiunto: «Il ministro Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri. Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita».

Tare, ds della Lazio  ribadisce che il torneo va terminato «per rispetto dei morti e per i fan». Sull’argomento duro botta e risposta tra Pippo Inzaghi, tecnico del Benevento in B, e Demetrio Albertini. «Il campionato va finito per garantire la regolarità. Sento tanti discorsi, ma la cosa più limpida e giusta è tornare a giocare. Nessuno deve subire danni», ha detto Inzaghi. E Albertini: «L’ignoranza sceglie sempre le parole sbagliate».

Costacurta ha aggiunto: «Sono pessimista. Non riesco a immaginare che si possa riprendere, nemmeno a porte chiuse: ci sarebbero comunque 22 persone in campo più gli staff in movimento. Spero di sbagliarmi, che la situazione migliori. Il problema è il 30 giugno. Riguardando le carte federali è molto difficile ottenere una deroga. Dovremmo fare come nell’Nba: un uomo forte, il commissioner, decide nell’emergenza».

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