Castellacci: “Ripresa? Il rischio zero non esiste. Problema di disuguaglianza, non ci sono solo i calciatori”

Prof. Castellacci, presidente dei medici del calcio, nonché ex medico della nazionale italiana ha espresso i suoi pensieri su La Gazzetta dello Sport:

“Si richiedono venti cittadelle a parte, vere e proprie fortezze antivirus. Quante società possiedono dei centri sportivi con annesse foresterie per 40-50 persone? Perché non ci sono soltanto i giocatori, in isolamento dovranno restare coloro che con varie mansioni lavorano in una squadra. Se ci si sistemerà in un albergo, il personale dell’hotel dovrà essere allontanato, i servizi dovranno essere garantiti dai dipendenti dei club. Il rischio zero comunque non esiste”.

Prima del ritiro, calciatori, tecnici e personale saranno sottoposti a tamponi?
“Sì, nelle 96-72 ore precedenti, visite accurate e tamponi e test sierologici per tutti, allo scopo di creare un gruppo “negativizzato”. Questo creerà un problema di disuguaglianza: migliaia di italiani con sintomi non hanno mai avuto la possibilità di fare il tampone”.

Quali esami dovranno affrontare i calciatori colpiti da Covid19?
“Il protocollo consegnato dalla Figc al governo dice che gli atleti guariti da una malattia per Covid, conclamata e con interessamento respiratorio, saranno sottoposti a elettrocardiogramma, spirografia ed ecocardio completo; Ecg sotto sforzo massimo; holter 24 ore; Tac polmonare ad alta risoluzione. Insomma, Dybala, Rugani, Gabbiadini, Vlahovic e gli altri giocatori attaccati dal coronavirus seguiranno un percorso rallentato. I giocatori indenni sono attesi dai consueti test medici, magari con qualche approfondimento in più”.

Distanze sociali, mascherine e guanti?
“Nella prima fase del ritiro sarà obbligatorio rispettare la distanza dei due metri nei locali comuni e anche in campo. All’inizio, allenamenti a piccoli gruppi, con distanziamenti. Poi, nella seconda e nella eventuale terza settimana, saranno possibili partitelle «con rispetto, quando non indispensabile, delle distanze interpersonali». Questo è un punto delicato e debole: in partita è sempre indispensabile accorciare una marcatura, contrastare un avversario. Tutti, in ogni momento della giornata e durante i viaggi, dovranno indossare guanti e mascherine”.

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