Ramirez: “Non dobbiamo avere nessun privilegio, un tampone a noi non deve essere tolto a un tifoso, una mamma, un papà”.

Ramirez, cosa ha provato in questi mesi? «Paura, non per me ma per i miei figli. Per Gael di 6 mesi e per Elaine di 4 anni. Noi siamo sempre stati bene ma non tutti sono così fortunati. Dobbiamo iniziare a guardarci intorno e capire che stiamo vivendo una situazione assurda, surreale, inimmaginabile fino a qualche tempo fa».

Quindi non sarebbe giusto ripartire? «Tutti vogliamo ripartire. Tutti quelli che lavorano, non soltanto gli sportivi, ma se noi calciatori ripartiamo non dobbiamo avere nessun privilegio. Nessun tampone in più, se questo volesse dire toglierlo a qualcuno che ne ha davvero bisogno. Lo toglieremmo a un nostro tifoso, a una mamma, a un papà. Tutte persone che tifano per noi e che noi dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia. Quindi bisogna trovare una soluzione giusta, ripartire, ma con buon senso. La salute viene prima di tutto, anche dei soldi».

L’ipotesi è quella di blindare tutte le squadre mandandole in ritiro. «Siamo chiusi in casa da due mesi, un altro mese sarebbe durissimo dal punto di vista psicologico. Senza contare il problema della forma fisica. Se vogliono giocatori al 50 per cento possono farci scendere in campo anche subito. Ma è davvero questo l’obiettivo? Non credo proprio. Andare in campo soltanto per finire la stagione? È importante concludere la stagione dal punto di vista sportivo, ne siamo tutti consapevoli,ma dobbiamo farlo con rispetto. Non solo per i morti, un numero davvero impressionante, ma soprattutto per tutti quelli che continuano a vivere, a lavorare, ad andare a scuola, anche a tifare per la propria squadra ma hanno perso una persona cara in ogni caso andremmo incontro a un campionato falsato».

«Non ci sono precedenti. Non è mai successo d’interrompere una stagione e poi riprenderla. Dal punto di vista fisico sarà parecchio complicato. Quando facciamo le vacanze estive stiamo fermi un mese e una settimana ma è un riposo relativo perché ci sono sempre le attività all’aperto che si possono svolgere. lo, per esempio, sono due mesi che non gioco una partita ufficiale, prima per la squalifica e poi per la sospensione. Non si possono fare paragoni con la sosta estiva. Quando si riprende con gli allenamenti in ritiro, a parte avere un altro stato d’animo giochiamo al top prima trenta poi cinquanta poi settanta minuti in amichevoli che aumentano progressivamente.In questo caso si ripartirebbe con allenamenti e subito gare ufficiali: dovremo trovare la forma migliore mentre giochiamo con il fine di conquistare punti importanti. Sarà la prima volta per tutti ed è per questo che sarà un campionato molto diverso dal solito».

Era ad un passo dal suo record al Bologna. «Non penso a me ma alla Samp. All’inizio della stagione non eravamo partiti bene. Poi ci siamo ripresi e alla fine giocavamo da squadra vera. Prima preghiamo che questo maledetto virus sparisca totalmente dalle nostre vite. Poi ricominciamo, poi ci salviamo, poi batto il mio record. Per noi il campionato era iniziato in maniera complicata poi qualcosa è cambiato e si è visto».

Merito di Claudio Ranieri? «Merito di tutti A cominciare dai giocatori che sono riusciti a seguirlo da subito perché alla fine siamo noi che andiamo in campo. E merito di Ranieri che ci ha portato saggezza, tranquillità. serenità. Tutto ciò di cui avevamo bisogno».

Fonte Tuttosport

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