Samp: oggi visite mediche domani possibili le prime sgambate.

Mascherine, da soli in metà campo, sempre a distanza dai compagni, senza pallone né la possibilità di farsi la doccia. Definirla ripresa degli allenamenti, quella scattata da lunedì col Sassuolo e che oggi tra i vari club di A coinvolgerà pure la Samp, fa sorridere. Non c’è niente di normale, basti solo il fatto che ci si può allenare «massimo 3 per campo» correndo ciascuno sulle strisce laterali e uno in mezzo. Guai toccarsi, guai persino sputare a terra o aggrapparsi alla bandierina. La minaccia del Covid 19 impone misure ferree anti-contagio. È la nuova vita post-coronavirus a cui anche il calcio deve adeguarsi.

Ma tant’è, arrivando da due mesi di quarantena in casa, per i calciatori è già molto poter tornare a respirare l’odore delle zolle dei centri sportivi nella speranza che il calcio possa davvero ripartire. Sulla ripartenza molto dipenderà, per la Serie A e gli altri campionati europei, da ciò che proprio oggi deciderà Angela Merkel, cancelliera tedesca che deve dare il via libera alla ripresa della Bundesliga che in questa fase funge da torneo-trascinatore.

Se, come pare, la Merkel dirà sì, è probabile che l’onda dell’ottimismo possa coinvolgere anche la Premier, la Liga e la Serie A e appunto portare alla ripresa generale. A quel punto la Serie A dovrà solo mettere d’accordo i suoi di medici, politici e rappresentanti istituzionali e trovare una convergenza sul benedetto protocollo medico che ancora divide le parti e blocca tutto. Quello per gli allenamenti “collettivi” di squadra, che scatteranno dal 18 maggio; ma soprattutto quello delle future partite che mancano per concludere la Serie A, da metà o fine giugno, in particolare chiarendo cosa succederà in caso di scoperta di un nuovo giocatore positivo.

Il fronte dei contrari, comunque, è sempre ben nutrito. E su tutto aleggia la minaccia dei diritti tv che mancano all’appello, senza i quali il Sistema Calcio può collassare.

La Samp oggi aprirà il suo Mugnaini ma i primi blucerchiati che torneranno a correre sono attesi domattina perché la giornata odierna è dedicata alle visite mediche.

Il Secolo XIX

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