Vierchowod: “Boskov come un padre. Con lui le stagioni brillanti della Samp”

Volto duro ma benevolo, quell’italiano per sommi capi e Sampdoria. Difficile immaginare il gotha degli allenatori più cult di sempre senza Vujadin Boskov. Ma se molti di loro sono stati spesso superati (Oronzo Pugliese?) o distorti (Malesani?) dal mito che li precede, per il serbo che oggi compirebbe 89 anni è tutta un’altra storia.

“Così come si racconta”, spiega Pietro Vierchowod in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com. “Un tipo particolare ma autentico, senza lati da nascondere. Quello che si vedeva in panchina era lui nella vita”. Quel ragionare per massime, con l’aplomb da vecchio saggio, viene confermato anche da chi l’ha vissuto a lungo e tutti i giorni. Come l’ex difensore oggi 61enne: “Più che un allenatore era un padre. Non è che ci imponesse le cose, però ce le faceva sembrare obbligatoriamente piacevoli”.

Insieme sei stagioni alla Samp, le più brillanti della storia blucerchiata: “La sua forza più grande era la gestione del gruppo. Boskov ascoltava sempre i suoi ragazzi, faceva sentire tutti partecipi. Anche se alla fine decideva lui”.

Lo riporta Di Marzio

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