Iscrizione 2020/2021, è caos: se le società non pagano ora stipendi, dovranno farlo durante la stagione

Per l’iscrizione alla stagione 2020/21 si terrà conto degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile) – Mercoledì il Consiglio Federale ha dettato le regole per l’iscrizione alla nuova stagione e ha aggiornato l’impianto delle Licenze Nazionali. “Tra le modifiche – si legge nel comunicato -, ai fini ammissivi le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati

Quello che i club non pagheranno questa estate, dovranno pagarlo più avanti – Ma ai club in difficoltà questa norma non risolve il problema. Perché i contenziosi quasi certamente si risolveranno a favore dei calciatori (sicuramente per il mese di marzo) e il rischio è quello di ritrovarsi con società che magari, grazie a questa norma, riusciranno sì a iscriversi al prossimo campionato, ma poi nella prossima stagione dovranno pagare anche questi stipendi oltre a quelli della stagione 2020/21. Oltre alle tasse che per ora il Governo ha rinviato. Permettere comunque l’iscrizione alla prossima stagione a chi non ha verosimilmente gli strumenti per affrontarla vuol dire andare incontro a un suicidio annunciato. Con tanti club che dovranno alzare bandiera bianca a stagione in corsa. Perché non pensarci prima?

Lo riporta TMW

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