Stadi aperti: priorità ai vip. Gli sky box il primo passo poi si ragionerà sugli abbonati.

In principio saranno partite per pochi eletti. Massimo 300, tra giocatori, staff tecnici e medici, arbitri, steward, addetti alla produzione televisiva ecc. L’obiettivo però resta quello di riaprire gli stadi ai tifosi il più in fretta possibile. Meglio se per il finale di questa stagione, come ha fatto trapelare la Sottosegretaria del Ministero della Salute, Sandra Zampa.

Altrimenti, come riporta Il Corriere dello Sport, per l’inizio della prossima. La Figc e la Lega, dopo aver combattuto insieme la battaglia per far ripartire il calcio in Italia, sono pronte a lottare fianco a fianco per tornare a riempire almeno parzialmente le tribune. E c’è già un’idea sui primi settori che non saranno più deserti: le aree hospitality.

Le aree hospitality nei vari stadi italiani hanno acquisito con il passare degli anni un’importanza sempre maggiore e non sarà sfuggito a nessuno che i lavori di ristrutturazione di quasi tutti gli impianti prevedono un aumento dei posti vip, con tanto di sky box, ristoranti e lounge bar.

Non si tratta di un caso, ma di un calcolo di natura economica, di un modo per aumentare i ricavi il giorno della partita perché gli sponsor e i partner di tutte le società sono soliti acquistare i posti più pregiati (che sono proprio in queste aree) pagandoli cifre stagionali sicuramente superiori agli abbonamenti di altri settori. Più posti hospitality hai e più le revenues (ricavi) in ogni gara aumentano.

Ecco perché una fetta degli stadi si sta trasformando in “salotti” da cui assistere agli incontri con tutti i confort possibili, ma anche da utilizzare durante la settimana. Il Genoa e la Sampdoria sono state tra gli ultimi club a fare significative migliorie a queste aree. Il problema è che la percentuale di posti hospitality negli impianti di A è bassa: siamo intorno al 3-4% del totale, anche se in alcuni dei nuovi stadi (su tutti lo Juventus Stadium) è più alta (circa 10%).

Proprio da queste aree si ripartirà: saranno le prime che torneranno a popolarsi perché si tratta di settori più facili da “controllare” (distanziamento sociale e altre norme sanitarie) e con un numero minore di persone coinvolte. La concezione delle hospitality è più simile a quella di un teatro o di un cinema che a quella di una curva.