Ranieri: “La testa conterà tanto, ma anche le doti morali, il senso di appartenenza. I leader dovranno guidare la squadra”.

Sulla difesa a tre. «In alcune circostanze ci siamo messi a 3 con buone risposte. Il 4-4-2 lo facciamo bene e il 4-3-1-2 è un marchio di fabbrica della Samp. Questi giorni mi sono serviti per provare anche questo altro modulo e poi di partita in partita deciderò. Con il 3-5-2 occupiamo ancora di più il centrocampo, sennò mi resta un po’ scoperto contro squadre che lo hanno a 3 e noi siamo in due. È vero che con Atalanta e Juventus abbiamo fatto bene, con la Juve anzi meritavamo il pareggio, loro hanno vinto solo grazie a due gol capolavoro. Ma in altre partite la squadra non è stata così compatta. L’importante è che i ragazzi sappiamo muoversi nei due sistemi, difesa a 3 e a 4».

Quanto conterà la testa? «Sempre tanto, ma rispetto a prima in maniera differente. E veramente difficile giocare senza pubblico perché ti crea quell’atmosfera, quella concentrazione che ti fanno sempre restare dentro l’evento. La testa conterà anche nel recupero, devi ricaricare energie fisiche e nervose ogni tre giorni. Saranno avvantaggiate squadre e giocatori abituati a vivere le coppe. Chi d a noi le ha fatte, deve ritrovare dentro di sé l’imprinting di quel ritmo. Anche le doti morali incidono tantissimo. La coesione, il senso di appartenenza».

«Dai leader come Quagliarella, Tonelli, Ekdal, Ramirez, Gabbiadini ci si aspetta di più, a ragione. Devono guidare la squadra, dare l’esempio. Sanno come gestire la fatica, lo sforzo, la concentrazione, sia negli allenamenti che fuori. E dovranno spiegarlo ai compagni, sia che giochino e sia che no, perché il turnover coinvolgerà anche loro. Il recupero tra una partita e l’altra sarà importantissimo. Come il sonno. A San Siro finiremo a mezzanotte, arriveremo a Genova alle 3 tra una cosa e l’altra… mercoledì saremo di nuovo in campo… Poi ci sarà il caldo, che andrà a intaccare il ritmo della partita. Se sarà tirata e molto veloce, il recupero sarà ancora più lungo. Non so quante partite tirate vedremo. Sacchi ha ragione, una squadra conservativa, che gioca di più in contropiede, dovrebbe in teoria spendere di meno. E pressing alto solo quando sarai costretto a farlo. Ripeto, sarà un campionato falsato. Mai i calciatori sono stati fermi e chiusi in casa per due mesi. Con il virus fuori dalla porta. E ora di colpo ricominciamo… è falsato, stop. Sperando che non succeda qualcosa di grave a qualcuno a livello fisico, la mia paura è quella. Nessuno sa cosa succede all’organismo umano. Playout? Comprendo il concetto di giustizia sportiva, però un conto è dirlo a inizio campionato, un altro a trequarti».

Il Secolo XIX

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