Ferrero: dai cinema Cecchi Gori, passando per Miami, fino alla relazione parlamentare.

Sfogliando vecchi articoli di giornali e attraverso le considerazioni di alcuni giornalisti, era giunta alla nostra attenzione un articolo scritto su Italia Oggi con il titolo: “C’è un giallo nelle sale Cecchi Gori”

Ecco quanto riportava l’articolo:
“Le sta acquistando la Global Media, società nell’orbita del Tesoro”, vi proponiamo quello che era emerso, in seguito ci siamo informati, e scoperto che questa ricerca era venuta fuori da un casuale incrocio di dati.

“Colpo di scena. Il ministero dell’Economia, nel bel mezzo di una Finanziaria che piange quattrini, sta comprando dal custode giudiziario della Cecchi Gori Cinema Spettacolo il cinema Adriano e l’intero circuito romano costituito da altre dieci sale cinematografiche. Prezzo pattuito: 59,5 milioni di euro. E nel ruolo principale di questa incredibile messa in scena c’è Massimo Ferrero, il produttore cinematografico che in carnet ha tanti film con Tinto Brass e altri bei nomi del mondo dello spettacolo come Giuseppe Bertolucci, Sergio Castellitto, Bigas Luna, Ricky Tognazzi, Luigi Magni. Il vecchio patron, Vittorio Cecchi Gori si sta preparando ad adire le vie legali per contestare il via libera alla cessione, in quanto il collegio dei liquidatori aveva stimato in circa 100 milioni questo suo patrimonio. Ma l’operazione sembra ormai in via di definizione.
I fatti. La Global Media di Vittorio Ferrero (il fratello di Massimo), il 25 novembre ha versato 3 milioni di acconto, impegnandosi a versarne altri 7 milioni alla firma del preliminare che dovrebbe avvenire entro la fine di dicembre. A quel punto la società subentrerà nella proprietà degli immobili e nella gestione delle sale. Entro 180 giorni verserà il resto. Ma chi c’è dietro la Global Media? Si dà il caso che la società, di cui è amministratore unico Vittorio Ferrero, faccia capo a Cinecittà Holding, società per azioni al 100% del ministero dell’Economia. Il passaggio non è diretto, ma seguendo la trama societaria si va a finire a via XX Settembre. Tutto il capitale della Global Media, infatti, è in mano a Mediaport spa, questa presieduta direttamente da Massimo Ferrero e integralmente controllata da Cinecittà Holding. Insomma, è in corso la vendita delle sale di Cecchi Gori ad una società che rientra nell’orbita della holding del Tesoro.

Quest’ultima, tuttavia, già oggi presenta un punto di contatto con gli affari di Massimo Ferrero. L’imprenditore, infatti, controlla una società immobiliare che si chiama Farvem Re e che a sua volta detiene il 42% della Mediaport Cinema, altra società del gruppo Mediaport che come abbiamo visto è da ricondurre a Cinecittà Holding. Lo stesso produttore cinematografico, stando ai boatos, avrebbe messo nel mirino proprio una quota del gruppo Mediaport-Global Media. Se l’operazione si perfezionasse l’imprenditore allargherebbe il suo perimetro anche alle sale cinematografiche romane diventando un attore significativo in questo settore: dalla produzione di film direttamente alla proiezione. In quanto al settore immobiliare, Ferrero non sembra avere nulla da invidiare. La sua Farvem ha in pancia 51,2 milioni di euro tra terreni e fabbricati. E tra i suoi gioielli rientrano un complesso immobiliare in via Marco Rutilio a Roma, due immobili situati in zone centralissime sempre della capitale, ovvero via Frattina e via dei Cappellari, terreni e uliveti in quel di Tarano, in provincia di Rieti, più un immobile milanese in corso Plebisciti. Ciliegina sulla torta, la Farvem possiede anche il 100% (valutato 766 mila euro) della Blu One Usa, società proprietaria di un immobile a Miami.

Ma i suoi interessi non finiscono qui. Attraverso la Fg Holding, al cui interno ha come socio il presidente degli industriali di Napoli, Gianni Lettieri, controlla la compagnia aerea Livingston, che nel 2005 ha inglobato la Lauda Air, ovvero la compagnia lanciata a suo tempo dall’ex pilota della Ferrari Niki Lauda. Per la cronaca nella sua dichiarazione dei redditi 2005, quella resa nota dal ministro Vincenzo Visco, Massimo Ferrero dichiarò 65.585 euro, suo fratello Vittorio 2.414 euro”.

Questo quanto riportato da Italia Oggi il 4 Dicembre 2009, esattamente 11 anni fa.

In seguito sono iniziati i problemi, e qui si arriva perfino alla Camera dei Deputati nella sezione documenti Parlamentari dove troviamo già una richiesta di pignoramento nei confronti di Farvem che come sappiamo è poi finita nel calderone dei concordati. Tutto quanto da noi scritto a seguire è pubblico.

“Come già esposto nelle relazioni al bilancio degli esercizi precedenti, il contenzioso nasce
nel 2010, per effetto del decreto ingiuntivo di € 3.041.831 ottenuto da BNP Paribas nei
confronti di Globalmedia S.r.l. in liquidazione e di Cinecittà Luce, e relativo agli importi dovuti
a seguito della risoluzione dei vari contratti di leasing stipulati da Globalmedia S.r.l. in
liquidazione (utilizzatore) con l’allora Locafit S.p.A. (concedente), ed in relazione ai quali
l’allora Cinecittà Holding S.p.A. (oggi Cinecittà Luce S.p.A.), nella sua qualità di società
controllante, aveva rilasciato delle lettere di patronage. Detto decreto ingiuntivo, emesso dal
Tribunale di Milano, è stato notificato a Cinecittà Luce in data 14.05.2010.
Da tale circostanza sono scaturiti due contenziosi, uno passivo per la Società e volto a
fronteggiare la richiesta di pagamento avanzata da BNP Paribas; uno attivo, relativo al
rimborso da parte dell’acquirente della società Globalmedia S.r.l. in liquidazione.

“Contenzioso attivo
Cinecittà Luce ha chiesto e ottenuto l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti della
Farvem Real Estate S.r.L. (società acquirente delle società operanti nell’esercizio
cinematografico tra cui la Globalmedia S.r.l. in liquidazione, all’origine del precedente
contenzioso passivo), avente ad oggetto il pagamento di Euro 3.317.833 oltre interessi e
spese. In particolare il credito per cui è stato chiesto ed ottenuto il decreto ingiuntivo si fonda
sull’obbligo di liberazione contrattualmente assunto da Farvem Reai Estate S.r.l. in relazione
alle garanzie prestate da Cinecittà Luce S.p.A. in favore di BNP Paribas Lease Group S.p.A .
Il 17.02.2011 è stato emesso il decreto ed è stato notificato.al debitore in data 3.03.2011.
Avverso tale decreto ingiuntivo è stata proposta opposizione da parte della Farvem e, infine,
con ordinanza del 26.04.2012 il Giudice ha dichiarato provvisoriamente esecutivo il decreto.

Con atto di pignoramento notificato nello scorso mese di aprile 2013, Cinecittà ha sottoposto
ad espropriazione forzata vari immobili di proprietà di Farvem Real Estate S.r.l.. Si segnala
che su detti immobili gravano vincoli ipotecari per importi elevati, anche se potenzialmente
inferiori al valore dei beni pignorati. Pertanto sembrerebbe, allo stato, che l’esecuzione
forzata così intrapresa possa condurre al recupero del credito iscritto dalla Società”.

Questo il LINK al documento completo fruibile da tutti online.

Come da molti già ipotizzato, il fallimento di Farvem lascerebbe il viperetta completamente a mani vuote. A questo bisogna poi sommare il concordato di Eleven Finance. Le preoccupazioni di Farvem, quindi, sono lontane nel tempo, e per la precisione in tempi precedenti all’arrivo di Ferrero alla Sampdoria.

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