Sampdoria, momento no: Quagliarella soffre e a risentirne è tutta la squadra.

Questo segmento negativo di campionato da 2 punti in 6 partite sta coincidendo con il momento di appannamento di alcune pedine chiave. A cominciare da Quagliarella, a prescindere dal contributo realizzativo: anzi, 5 gol nelle prime 11 giornate rappresentano la sua seconda miglior statistica degli ultimi dieci anni. Nella stagione chiusa da capocannoniere, ad esempio, dopo 11 di turni di reti ne aveva fatte 4.

L’attaccante sta offrendo un rendimento inferiore alle aspettative sotto il profilo collettivo, di impatto sul gioco. La sensazione è che gli stia mancando il feeling tecnico/tattico con i compagni e il gioco. E la Samp ne risente. Sarà il modulo che lo penalizza come sostiene Ranieri, che però il modulo iniziale finora ha cambiato una volta sola, nel primo tempo con il Bologna e con esiti negativi. Sarà quel rinnovo di contratto che a differenza degli ultimi due anni non è arrivato a dicembre, e magari inconsciamente finisce per condizionarlo un po’. Sarà un periodo anche che non gli gira bene, perché quel feeling che manca lo denunciano le statistiche. Con il Napoli 37 palloni gestiti, 11 palle perse e un solo tiro nello specchio. Con il Milan 30 palloni giocati, nessun tiro nello specchio e 12 palle perse. Con il Torino un gol, 29 palloni giocati e 13 palle perse. Con il Bologna 21 palloni giocati, nessun tiro nello specchio e 5 palle perse. Nel derby di campionato 15 palloni giocati, nessun tiro in porta e 8 palle perse.

Quagliarella, secondo Il Secolo XIX, domani a Verona potrebbe anche partire dalla panchina, nel contesto di un programma di gestione fisica, come già successo altre volte in presenza delle tre partite in otto giorni. Se sarà così, nuova chance per La Gumina, che fino a questo momento non è riuscito a conquistare Ranieri.

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